Il 25 Luglio 2012 presso la base navale di Taranto si è svolta la cerimonia per la partenza dell’unità navale della Marina Militare, ITS San Giusto L9895, diretta nelle acque dell’Oceano Indiano per unirsi alla lotta anti-pirateria nell’ambito dell’Operazione Atalanta. L’unità navale, con a bordo anche elicotteri AB-212NLA, AB-212ASW ed EH-101, affiancherà per un breve periodo un’altra nave della Marina già presente in queste acque da marzo 2012, la ITS Nave Scirocco che rientrerà a breve in Italia.

Il 6 agosto il Contrammiraglio Enrico Credendino assumerà il Comando della Forza navale Europea (EU-NAVFOR) esercitandolo proprio da Nave San Giusto che diverrà la flagship dell’operazione Atalanta. L’equipaggio della San Giusto, Comandato dal Capitano di Vascello Raffaele Gargiulo, non è nuovo a questo tipo di incarico, avendo già assunto durante la crisi libica il comando delle operazioni aeronavali della NATO fino al novembre 2011. Particolarmente addestrato l’equipaggio è formato da circa 340 uomini e donne, con una componente internazionale proveniente da altri paesi Europei quali il Portogallo, Spagna, Olanda, Lituania, Finlandia, Grecia, Francia, Belgio, Germania, Croazia e dal Montenegro.

Nave San Giusto è una unità navale da assalto anfibio, la prima a portare questo nome, entrata in servizio nel giugno del 1994. Simile alla ITS Nave San Giorgio, la San Giusto è la variante con capacità di comando e controllo grazie anche alla sua suite di sistemi di comunicazione avanzati. La nave è in grado di ospitare 3 LCM da 30 tonnellate ognuno, 3 LCU per trasporto di personale, fino a sei elicotteri medi classe SH-3D o EH101, una compagnia di fanteria da sbarco di 300 uomini del Reggimento San Marco completamente equipaggiata, fino a 34 veicoli da sbarco leggeri VCC-1 e AAV-7 e fino a 170 tonnellate di equipaggiamento e materiali vari.
L’unità navale nel corso degli anni ha partecipato a tutte le più importanti esercitazioni ed operazioni in ambito NATO e ONU, tra le quali ricordiamo la ALBA in Albania nel 1997, la STABILISE a Timor Est, ANTICA BABILONIA e IRAQI FREEDOM in Iraq e la LEONTE in Libano.
Grazie alle sue capacità, Nave San Giusto, può quindi condurre operazioni anfibie con la sua forza da sbarco , operare in ambito nazionale ed internazionale come supporto alla protezione civile in caso di calamità naturali, operare come nave comando e controllo in operazioni aero-navali complesse fino all’utilizzo anche come nave da addestramento per i cadetti dell’Accademia Navale.










La missione Atalanta, per la Marina Militare non è solo anti-pirateria ma è anche solidarietà. II Comando Forze d’Altura per il tramite del Cappellano Militare Don Roberto Modica ha organizzato una raccolta di aiuti umanitari e già con Nave Scirocco sono stati trasportati aiuti per le popolazioni del Corno d’Africa ed ora, con Nave San Giusto, saranno inviati aiuti umanitari di ogni tipo per le popolazioni di Gibuti e della Tanzania.
Gli aiuti sono frutto di donazioni dei cittadini Tarantini e dei Marinai in servizio presso tutti i Comandi/Enti dell’area tarantina. Un container contenente Medicinali, viveri a lunga conservazione, materiale scolastico, abbigliamento ed anche giochi per i più piccoli, frutto della solidarietà messa in campo per le popolazioni meno fortunate delle nostre. Una solidarietà partecipata e sentita da tutti, cittadini, personale militare e personale civile della difesa, una solidarietà che ha sempre contraddistinto il popolo italiano.
Inoltre a bordo sono state imbarcate apparecchiature sanitarie dell‘Organizzazione Non Governativa Patologi oltre Frontiera destinate all’Ospedale di Balbala, nella Repubblica di Gibuti, e serviranno ad allestire un laboratorio completo di cito-istologia.



OPERAZIONE ATALANTA
Concepita in accordo con il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, la missione Atalanta, è nata in risposta al fenomeno della pirateria nell’Oceano Indiano e nel Gofo di Aden ed è un’importante strumento della Politica Europea di Difesa e Sicurezza Comune (PESD). Iniziata nel dicembre 2008, continua a dare un importante contributo alla lotta e al contrasto di questo fenomeno dilagante e alla sicurezza marittima di questa zona di Oceano, con importanti risultati.
Prorogata fino a dicembre 2014, la missione affidata alle Unità Navali è quella di proteggere le Unita’ del Word Food Program, ed altre Unita’ vulnerabili, effettuando deterrenza e, quando in possesso di prove sufficienti, arresto dei pirati presenti nell’area di operazioni, e allo stesso tempo mantenere un monitoraggio delle attività’ di pesca al largo della costa somala.
Inoltre l’estensione del mandato dell’ultima risoluzione ONU 2020/20 consente di agire sulle postazioni logistiche dei pirati, negando agli stessi un senso di impunità sul litorale che, nel tempo, esercitando una pressione costante, darà sempre più sicurezza al passaggio delle navi nell’area del Corno d’Africa.







Tra i vari compiti assegnati alle Unità in pattugliamento nell’area di operazione, sono da evidenziare
– pattugliamento nel Golfo di Aden, ed in particolare lungo l’Internationally Recommended Traffic Corridor (IRTC).
– attività di monitoraggio e raccolta dati lungo la costa somala.
– attività di scorta alle unità mercantili del WFP e delle United Nations Support Office for African Union Mission in Somalia (UNSOA).
– attività di scorta ai mercantili all’interno della IRTC.

zona di operazioni golfo di aden e oceano atlanticoLa zona di interesse dell’operazione Atalanta copre un’area che comprende il sud del Mar Rosso, il golfo di Aden e la zona ovest dell’Oceano Indiano comprese le Seychelles, la costa Somala e il suo territorio interno. E’ un’area di circa 2.000.000 di miglia nautiche quadrate (quasi 4.000.000 di chilometri quadrati o l’equivalente di 30 volte la dimensione d’Inghilterra, 10 volte più grande della Germania, o 7 volte quella della Francia o Spagna).

Le nazioni partecipanti all’operazione Atalanta possono mettere a disposizione del Comando EU NAVFOR OHQ a Nortwood in Inghilterra navi da combattimento o navi da supporto logistico con eventualmente elicotteri imbarcati oppure mezzi aerei (MPRA: Maritime Patrol and Reconnaissance Aircrafts) per la ricognizione e il supporto anti-nave, oltre che squadre di protezione della navi (VPD: Vessel Protection Detachment Teams).
Normalmente la composizione varia in base alla rotazione dei reparti e della nazioni partecipanti ma è sempre di circa 4/7 unità navali e 2/3 aerei da pattugliamento marittimo. Inoltre la EU NAVFOR collabora con altri gruppi navali (S.N.M.G. Standing Nato Maritime Group e C.M.F. Combined Maritime Forces) presenti nella zona che partecipano all’Operazione Ocean Shield della NATO, ma anche ad esempio con unità navali Russe, Cinesi, Indiane e Giapponesi tutte impegnate a vario titolo nel contrasto alla pirateria.

Ad oggi le unità navali impegnate sono le seguenti: ITS Nave San Giusto (Italia), ESPS CASTILLA (Spagna), ESPS RELAMPAGO (Spagna), FS LA FAYETTE (Francia), FGS SACHSEN (Germania); mentre i mezzi aerei sono: CASA CN-235 (Spagna), Fairchild SW3 Merlin (Governo Lussemburgo), ATLANTIQUE 2 (Francia), P-3C CUP ORION (Germania).

Testo: Stefano Monteleone
Immagini: Raffaele Fusilli, High Risk Area (Mappa area di operazioni) by Crown Copyright

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