51.000 spettatori di media in ciascuna delle 3 giornate ed almeno 15.000 appostati intorno all’aeroporto o sulle colline circostanti, da dove si poteva godere di una vista mozzafiato sul sedime aeroportuale svizzero catturando in quota le macchine esibitesi nel corso della manifestazione, sono i primi dati a caldo prodotti ufficialmente dall’Organizzazione.

La situazione orografica del piccolo aeroporto incastonato in una vallata circondata dalle Alpi e dominato dal suo caratteristico castello, ha condizionato numericamente parlando il numero massimo di spettatori consentiti ma ha anche costretto le pattuglie e le macchine ad esibirsi con traiettorie diverse dal normale alzando le quote minime delle manovre come imposto dalle Autorità elvetiche preposte alla sicurezza del volo. Lo spettacolo è stato comunque garantito e spettacolare per il suo unico contesto: qui ci basti ricordare che la display line era assai decentrata rispetto all’asse pista, di poco dietro  la torre di controllo.

Un numero: per organizzare la manifestazione che ha coinvolto 120 aerei e 900 volontari, sono serviti 24 mesi di duro lavoro. Mentre tutt’intorno al piccolo aeroporto del capoluogo del Cantone Vallese (Le Valais), l’organizzazione è stata pressoché perfetta e l’afflusso e deflusso si sono svolti senza alcuna difficoltà, le auto parcheggiate erano tutte ben disposte ed i parcheggi perfettamente ordinati ed organizzati (ehm… da noi chissà quante auto avremmo trovato parcheggiate sopra alle aiuole o … agli alberi)  con i bus navetta che facevano la spola per consentire a tutti di giungere in aeroporto il più celermente possibile e di ritornare altrettanto rapidamente alle proprie auto.

Qualche sbavatura vi è stata invece all’interno ed agli accessi, ma nel complesso lato sicurezza tutto è andato bene anche se gli aerei parcheggiati di fronte alle transenne ostacolavano in diverse situazioni la visuale pulita della pista che peraltro era in controluce per buona parte della giornata.

Il principale sponsor della manifestazione, oltre a Breitling massicciamente presente con molti dei propri velivoli e la pattuglia su L-39 Albatros, è stata Airbus con centinaia di adesivi a forma di “Eurofighter Typhoon” disposti per terra a guidare gli spettatori verso lo stand espositivo del colosso aerospaziale.

Numerosi gli stand gastronomici e quelli delle varie aziende e compagnie aeree che operano a Sion. Ci limitiamo a citare quelli di Eurofighter Dassault, nella versione Rafale International, stand in sgarciante arancione,  Saab con il suo Gripen International  per sponsorizzare e spingere i propri prodotti nella competizione elvetica per la sostituzione di F-5 Tiger ed F-18 Hornet.

I coloratissimi cappelli regalati dagli steward ed hostess, arancione e nero per Rafale,  rosso per Eurofighter, coloravano gli spalti e lo showground popolato di appassionati ma pure da tante famiglie con bambini ai quali era riservata un’area tutta per loro.

Quali sono state le star dell’edizione 2017?

Indubbiamente le Frecce Tricolori seppur andate in volo prive del solista Cap.Filippo Barbero e costrette e cancellare dal programma pure  la Scintilla Tricolore per i motivi citati poc’anzi e modificare bomba e l’amatissima e conosciutissima alona conclusiva, il tricolore più grande del mondo,  eseguito con un passaggio lungo l’asse pista e senza  l’inserzione di Pony 10.

Ma anche Franky Zapata e l’impeccabile esibizione dell’OV-10 Bronco con le insegne dei Marines sono state qualitativamente eccellenti;  il Mirage IIIDS “private owner”  con le insegne della Schweizer Luftwaffe, l’Hawker Hunter elegante e fragoroso, impegnato  nel proprio display e nell’Heritage Flight unitamente ad un Saunier Morane hanno deliziato gli spettatori.

Per noi italiani, sono tutte macchine poco note nei nostri cieli ma importanti nella storia dell’aviazione svizzera.

E’ stato altrettanto spettacolare il passaggio in formazione che ha visto protagonisti l’Embraer 190LR di Helvetic e la Patrouille Suisse come antipasto della loro sempre piacevole esibizione.

Anche Lockheed Martin, in mezzo ai colossi europei e svizzeri (Pilatus su tutti) era presente con uno stand coperto dedicato all’F-35 Lightning II.  All’interno si poteva provare il visore che viene montato sul (costosissimo e sofisticatissimo) casco prodotto dall’israeliana Elbit, mentre  un simulatore panoramico con il cockpit del caccia stealth ordinato dall’Italia, Regno Unito, Paesi Bassi, Danimarca e Norvegia per l’Europa, era a disposizione degli ospiti.

Abbiamo così introdotto il tema clou dell’Airshow, la competizione tra i 3 caccia europei.di 4a generazione andati in volo uno dietro l’altro insieme all’Hornet elvetico (il J-5019) con la presenza… invisibile del quarto incomodo, ovvero l’F-35 che parrebbe avere più di una chance per la sostituzione dei caccia elvetici di prima linea.

Ad essere sinceri, spiccava purtroppo l’assenza dei nostri costruttori (Leonardo Elicotteri ma soprattutto Leonardo Velivoli, Piaggio) ed in particolare quella del nostro T-346FA che sarebbe un ottimo e validissimo sostituto del vecchio Northrop F-5 come second line aircraft della futura aviazione elvetica.

Le sue doti di maneggevolezza avrebbero probabilmente spiccato in mezzo alle verdi montagne del Cantone Vallese.

Tra i jet da combattimento chi ha deluso a parere dello scrivente è stato il display dell’Eurofighter Typhoon della Luftwaffe:  in mano ai nostri collaudatori o ad un pilota del RAF Typhoon Display Team avremmo visto qualcosa di più “cattivo”.

Molto agile ed aggressivo il display dello Jas-39 Gripen con i colori della HunAF mentre il Rafale ha impressionato per il decollo ed atterraggio cortissimi, specie quest’ultimo.

La macchina è scesa verso la pista con un’angolazione pazzesca,  assetto cabrato assunto all’ultimo, touch-down e frenata imperiosa per uscire al… primo raccordo in meno di 200 metri di pista. Atterraggi così per noi italiani sono la norma per…  il nostro C-27J Spartan! Vero, il jet di Dassault era pur scarico di carburante e carichi esterni ma che performance.

l’F/A-18 Hornet elvetico  ha eseguito il suo display che è parso decisamente equilibrato in ogni aspetto specie in fatto di manovrabilità, uscita dalla vite piatta, cambi di direzione della prua tanto da far sembrare l’Hornet  dotato di spinta vettoriale. Si vedevano, specie nelle posizioni controluce, come lavoravano i motori grazie ai fumi  degli scarichi e le superfici di controllo.

Nel suo piccolo, ha eseguito una performance che come manovre estremamente tecniche ha ricordato quelle ad alto angolo d’attacco ed a bassa velocità di sua maestà F-22.

Se Gripen e Rafale hanno incentrato i loro display sull’esaltare alcuni aspetti peculiari delle rispettive macchine, utili tra le montagne svizzere e  le piste corte,  il vecchio Hornet ha dimostrato di aver ancora molto da dire in fatto di manovrabilità e prestazioni generali. Non sarà facile per l’Aeronautica Svizzera esprimere la propria scelta quando verrà il momento di tirare le somme.

In mezzo a tanti mezzi storici andati in volo, le Pattuglie locali con i lori  Pilatus ed F-5  hanno compiuto display assolutamente eleganti e precisi.

Vogliamo anche ricordare l’esibizione del Pilatus PC-21 in una livrea rosso sgargiante ha scorazzato per la valle velocissimo e silenzioso per essere un turbo-elica mentre i Wingwalkers  con le due ragazze volteggiare sopra la fusoliera e l’”uomo Jet” hanno chiuso la giornata di sabato alla quale abbiamo presenziato.

Non si sa se rivedremo l’Air Show tra qualche anno: Breitling ha manifestato proprio di recente i propri dubbi per garantire la sponsorizzazione che di fatto è il motore principale che ha sostenuto le edizioni precedenti e quella appena conclusa.

L’autore e Aviation Report desiderano ringraziare per l’ospitalità l’organizzazione dell’air show.

Testo e immagini: Gianluca Conversi

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