22/06/16, Fort Worth, USA. Davanti ad una significativa platea di rappresentanti dei governi di Israele e degli Stati Uniti, negli stabilimenti Lockheed Martindi Fort Worth, USA, si è tenuta la cerimonia di rollout del primo esemplare di F-35A Lightning II dell’Aeronautica di Israele, battezzato “Adir” (“il potente” o “il grande”, in ebraico).

f-35 impostato by Lockheed

Alla cerimonia di Rollout, con più di 400 ospiti rappresentanti del governo, dell’apparato militare e dell’industria, assieme al Ministro israeliano erano presenti come ospiti d’onore Daniel Shapiro, Ambasciatore degli Stati Uniti in Israele; Tzachi Hanegbi, rappresentante del gabinetto del Primo Ministro d’Israele; Heidi Grant, Vice Sottosegretario per gli Affari Internazionali dell’U.S. Air Force; il Generale Chris Bogdan, Ufficiale Esecutivo del Programma F-35,assieme ovviamente al governatore del Texas Greg Abbott, ed al membro del Congresso per lo Stato del Texas, Craig Goldman.

Per l’occasione la linea di produzione degli F-35, lunga quasi 2000 metri, è stata decorata con le bandiere dello Stato di Israele, ed il prototipo, marcato dal numero di serie 901, è stato illuminato da una suggestiva installazione, il cui scopo era anche quello di evidenziare tutte le parti prodotte dalle industrie israeliane.
Girando per la linea, inoltre, era possibile vedere altri segni della presenza israeliana, a cominciare dal secondo, terzo e quarto esemplare, a vari livelli di completamento. Alla fine della cerimonia l’aereo è stato riportato in un hangar, protetto ed accessibile solo a personale selezionato, per sottostare a diverse altre settimane di prove al suolo, in vista del suo volo inaugurale.

L’aereo, il primo di 33 esemplari CTOL (Conventional Take Off and Landing, ovvero la versione a decollo ed atterraggio convenzionale), che verranno probabilmente affiancati da altri, fino ad un totale ufficiale di 75, rientra nel piano statunitense di aiuti ai Paesi alleati ed amici, il Foreign Military Sales Program.

Avigdor Liberman, il Ministro della Difesa di Israele, “Israele è orgoglioso di essere il primo paese nell’area a ricevere e utilizzare l’F-35. L’F-35 è il migliore aereo al mondo e la scelta dei nostri vertici militari è di primo livello. È evidente e ovvio per noi e per l’intera regione che l’F-35, l’Adir, sarà in grado di garantire una vera deterrenza e di accrescere le nostre capacità per un lungo lasso di tempo.”

F-35 Israel 2

Da parte sua il Generale di Brigata Tal Kelman, Capo di Stato Maggiore della IAF, ha espresso il suo sincero apprezzamento: “Come pilota con più di 30 anni di esperienza su una grande varietà di aerei, ho avuto il privilegio di volare a Fort Worth sul simulatore dell’F-35, ed è stato come avere il futuro nelle mie mani. La combinazione unica e di impatto tra un’incredibile interfaccia uomo-macchina, ed una tecnologia all’avanguardia, porteranno il mondo verso la quinta generazione.”

Marillyn Hewson, chairman, presidente e CEO di Lockheed Martin durante la cerimonia ha dichiarato che “Siamo onorati di essere partner di Israele e di contribuire a rafforzare la partnership solida e duratura tra le nostre due nazioni,” e che “L’F-35 aiuterà Israele a confermarsi nel ruolo di punto di forza e stabilità nella regione e a mantenere la nazione sicura per le generazioni future.”

L’aereo, impostato con la matricola AS-1 il 7 Gennaio 2016, aveva già ricevuto commenti e dichiarazioni positive da parte delle più alte autorità di Israele e della Lockheed.

F-35 Israel 2

Aharon Marmarosh, il direttore della Missione a New York del Ministero della Difesa Israeliano, si era espresso con un significativo “Questo aereo di quinta generazione incrementerà enormemente la capacità nella difesa dello Stato di Israele da parte della IAF, contro le serie minacce che affronta”.

Da parte sua Jeff Babione, F-35 program manager della Lockheed, aveva detto che “La data di oggi segna un nuovo inizio per l’aviazione tattica di Israele. La Lockheed Martin è orgogliosa della lunga e documentata collaborazione con le Forze Armate di Israele. L’F-35 A Adir rinforza la nostra solida relazione con la IAF, ed assicura che l’industria aerospaziale israeliana rimarrà forte per decadi a venire.” In effetti è vero, non solo in termini militari ma anche, e soprattutto, di ricadute tecnologiche: infatti il contributo di Israele al programma F-35 è di tutto rispetto.

Per quanto riguarda la parte strutturale, la IAI – Israel Aerospace Industries si occupa di produrre le semiali; numerosi componenti compositi per la parte centrale della fusoliera sono di produzione Elbit Systems-Cyclone, e soprattutto si è rivelato indispensabile il contributo di Elbit Systems Ltd. al nuovissimo Generation III Helmet-Mounted Display, ovvero il sistema di visualizzazione dei dati integrato nel casco che sarà utilizzato dai piloti dell’F-35 in tutto il mondo. Si tratta di un sistema totalmente nuovo come concetto, che rende inutile il classico Hud, ed all’atto pratico senza precedenti, escluso un sistema analogo utilizzato su molti F-4 Phantom II della U.S. Navy, scomodo e pesante per i piloti, poi abbandonato con la radiazione di questi storici aerei.
Si sono fatti anche paragoni con i sistemi degli equipaggi di vari elicotteri, in primis l’AH-64 Apache, ma tutto sommato abbastanza forzati. Questo sistema, che immerge il pilota in una vera e propria realtà aumentata, permettendogli totale consapevolezza della situazione di volo e bellica, fino al punto di farlo vedere “attraverso” la fusoliera del suo aereo, in realtà non ha alcun riscontro con nessuno degli altri sistemi esistenti. Sistema integrato in un aereo a bassa osservabilità radar, ottenuta grazie alle tecnologie migliori attualmente disponibili, dotato di una suite di sensori all’avanguardia, totalmente interfaciati tra loro ed il pilota, ma soprattutto fusi in una rete cosiddetta “netcentrica”, che consente di scambiare informazioni in tempo reale e di reagire, quindi, con maggiori velocità e precisione su un campo di battaglia in costante evoluzione quale è quello di oggi.

Il supporto logistico, poi, forma una sorta di community anche virtuale, grazie ad un sistema condiviso tra i Paesi utilizzatori, nella quale tutti hanno accesso ad informazioni e materiali, suggerimenti, procedure, domande e risposte, cosa finora mai avvenuta a questi livelli. Se un F-35 ha un problema, o viene sviluppata una procedura tecnica maggiormente efficace, se ne ha la condivisione tra tutti i membri, in piena ottica di collaborazione e condivisione comune.

f-35 credit ben steel lockheedSull’F-35 si è detto di tutto e di più, spesso e volentieri a sproposito, seguendo fonti del tutto prive di attendibilità o voci politicizzate e populiste. Nessuno o quasi, però, considera il semplice fattore che questo è il più grande e sviluppato progetto di tutta la storia dell’aviazione. Non è solo un aereo, ma un sistema integrato in qualcosa di più grande, che rivoluziona tutto il concetto di guerra aerea, portandolo da una semplice serie di operazioni tattiche e strategiche, anche congiunte con altre forze, ad un ambiente realmente globale. La guerra aerea, con questo progetto, diventerà una sorta di espansione di quella terrestre e marittima, unendovisi in maniera totale, come ad oggi non è mai accaduto, grazie a tutta una serie di tecnologie e modi di utilizzo delle stesse totalmente inedite.Già solo il software utilizzato a bordo di questo aereo è il più grande, in termini di complessità, mai sviluppato da mente umana. Diventa quindi normale che debba essere coretto e migliorato, così come tutti i nuovi materiali sviluppati appositamente.

Proprio mentre scrivo si è verificato l’ennesimo episodio di messa a terra della flotta di F-35; questo ha come al solito fomentato le solite critiche di “esperti” e benpensanti, che non hanno pensato, per ignoranza o malafede, ad un dettaglio. Ovvero che un materiale nuovo (in questo caso un isolante), come ogni cosa, evidenzia pregi e difetti col passare del tempo: non è perfetto ed immutabile fin da subito. Con l’acquisizione di questo aereo, pur se afflitto dagli inevitabili problemi di sviluppo, come ogni progetto giovane, Israele conta di aumentare la sua già indiscussa superiorità aerea nell’area medio-orientale, che oggi mantiene grazie ad aerei di precedente generazione, e costruita durante l’epico periodo delle guerre aeree con i Mirage, i Nesher, i Phantom, e gli riuscitissimi Kfir C-7 (i C-2 erano poco manovrabili, e furono poi passati da una base all’altra mentre venivano sostituiti dalle versioni più recenti), fino agli F-16 ed agli onnipresenti A-4, ambedue radiati di recente e tenuti in stoccaggio per la vendita ad altre Aeronautiche militari, anche private. Gli attuali F-15 ed F-16 sono aerei che ormai hanno i loro annetti, e che pur svolgendo ancora egregiamente il loro lavoro stanno iniziando a risentire dell’età e del cambio generazionale.

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Un valido sostituto sarà appunto l’F-35, che una volta risolti tutti i problemi attuali potrà sviluppare pienamente il suo potenziale, non solo nei cieli israeliani, ma anche in quelli di tutti gli altri Paesi. Per i primi giorni di Dicembre è previsto l’arrivo in Israele dei primi due aerei, che verranno ulteriormente modificati in loco, in prevalenza con l’aggiunta di altri sistemi di comunicazione e guerra elettronica, che garantiranno una maggior sicurezza ed autonomia operativa: proprio per questo la manutenzione verrà svolta totalmente in Israele, e gli aerei lo lasceranno “solo per esigenze operative”.
Il Generale Kelman ha rimarcato che l’operatività degli aerei sarà prevista per la fine del 2017, circa un anno dopo l’arrivo in Israele, e l’inizio dei voli addestrativi. Per quell’epoca saranno già una decina, con un gruppo di piloti, tecnici e manutentori estremanente specializzati, ad oggi già negli USA per addestrarsi. I piloti necessiteranno di circa 60 ore di volo simulato, rispetto alle 120 minime per familiarizzare con l’aereo, a causa dell’elevato costo per ora di utilizzo dei velivoli: circa 30.000$ contro i “soli” 16.000 di un F-16.

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Kelman ha concluso in modo chiaro: “Questi aerei ci metteranno in posizione di superiorità rispetto a chiunque, permettendoci di vincere le battaglie prima ancora che possano essere scoperti.”. E naturalmente, ha lasciato intendere che passeranno anni prima che gli altri utilizzatori possano ottenere, grazie ai loroF-35, la parità tecnologica con Israele.

Kurtz Rommel, registered G.N.S. reporter

Fonti: rielaborazione dei testi da comunicati ufficiali, foto di proprietà Lockheed Martin

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