Sulle rive del Mar Baltico, il nuovo anno inizierà con nuovi alleati che dispiegheranno i loro jet a Šiauliai, Lituania e Ämari, in Estonia, per continuare la polizia aerea della NATO nella regione con le cerimonie di consegna previste per la prossima settimana.

La Danimarca sarà la nazione guida della nuova rotazione della missione Baltic Air Policng con il loro aerei da caccia F-16 fino alla fine di aprile. La Danimarca prenderà parte, così, alla Baltic Air Policing per la sesta volta. I suoi aerei da caccia hanno protetto lo spazio aereo di Estonia, Lettonia e Lituania nel 2004, 2009, 2011 e 2013.

Nel 2014 hanno portato a termine la missione da Ämari come nazione gregaria, quando la NATO ha introdotto per la prima volta le sue misure di sicurezza che prevedono il dispiegamento di aerei aggiuntivi (augmented NATO BAP) per le missioni di polizia aerea dopo l’annessione illegale della Crimea da parte della Russia. Gli F-16 danesi prenderanno il posto degli aerei americani F-15 Eagle della US Air Forceche pattugliano lo spazio aereo del Baltico da settembre 2017.

Ad Ämari, in Estonia, l’Italia aumenterà la NATO Air Policing con i suoi caccia da difesa aerea Eurofighter Typhoon F-2000 come gregari degli F-16 Fightning Falcon danesi. Questa è la terza volta che l’Aeronautica Militare Italiana prende parte alla missione nei Paesi Baltici dopo due schieramenti back-to-back a Šiauliai ed Ämari nel 2014.

L’Italia fornisce regolarmente aerei per superiorità aerea per le missioni di polizia aerea della NATO in patria e all’estero, come nel Baltico e in Islanda, e per condurre missioni di polizia aerea sull’Albania e la Slovenia. L’Italia in questa nuova rotazione sostituirà i caccia F-16 della Belgian Air Component.

La missione NATO Baltic Air Policing è iniziata nel 2004, quando Estonia, Lettonia e Lituania hanno aderito all’Alleanza senza le proprie risorse di Air Policing. Da allora 17 paesi alleati hanno assicurato a turno l’integrità territoriale nei cieli baltici.

Fonte: Allied Air Command Public Affairs Office
Photo credits: Antonio Rodriguez Santana

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