Da circa un quarto di secolo è presente nei cieli Etnei una “squadra” che lontano dai riflettori giorno dopo giorno, opera a tutela del nostro patrimonio artistico e ambientale, sorveglia le coste ed è impegnata nella lotta al traffico internazionale di stupefacenti e di esseri umani: la Sezione Aerea di Manovra della Guardia di Finanza Catania. Fiore all’occhiello dei nostri Corpi di Polizia, il reparto fa della cooperazione internazionale uno dei suoi punti di forza grazie al personale altamente specializzato nell’impiego di una moderna e versatile componente ad ala rotante.

Guardia di Finanza - Sezione Aerea di Manovra CataniaAbbiamo avuto il privilegio di volare una missione operativa con le “Volpi” del reparto di Catania e di trascorrere con l’equipaggio una “normale giornata di lavoro”.

L’area militare aeroportuale di Fontanarossa Catania non ha quasi più segreti per noi, visti gli ormai consolidati rapporti con tutti i reparti volo che vi operano da anni. Ci presentiamo al gate di buona mattina come amici di casa, sensazione che ci viene confermata dal personale della sicurezza Guardia Costiera che si occupa della vigilanza dell’area.

In pochi minuti veniamo “prelevati” da militari delle Fiamme Gialle che ci scortano fino alla sede della Sezione di Manovra, dove ci attende il Magg. pilota Carotenuto attuale Comandante il reparto di stanza a Catania. Non è la prima volta che ci incontriamo con il Com.te Carotenuto e quindi facciamo a meno dei convenevoli di rito che lasciano spazio ad una accoglienza “meno formale” e molto calorosa. Nel suo ufficio discutiamo di ciò che sarà la nostra missione, una sorta di briefing tra noi due, mentre invece quello vero e tecnico viene svolto poco dopo tra il Comandante il suo co-pilota e l’operatore ai sistemi  in un’altra stanza poco distante.

Scendiamo da basso, e ci rechiamo come da prassi alla vestizione che comprende la solita e ormai nota dotazione di sicurezza per voli sul mare con l’aggiunta della cinghia di sicurezza nel caso di apertura del portellone laterale per effettuare scatti fotografici. Lo specialista ci aiuta nell’operazione di imbracatura e ci spiega il funzionamento di attrezzature e quant’altro utile in caso di emergenza. Prima regola fondamentale, mai prendere con superficialità le spiegazioni fornite, perché anche se può sembrare cosa ormai quasi naturale volare è pur sempre un’attività con rischi calcolati si, ma pur sempre rischi non comuni!

Fuori dall’hangar il nostro HH412-C “Volpe due-zero-uno” ci attende sul piazzale con i due piloti già a bordo intendi ad effettuare la cheek list pre volo con una sequenza di controlli scanditi a voce, mentre nel comparto posteriore anche l’operatore ai sistemi ha già accesso i suoi “apparati” effettuando i controlli di rito.  Tutto è pronto e accese le turbine il rotore comincia a prendere lentamente giri. Ancora all’esterno effettuiamo alcuni scatti in rapida sequenza e siamo pronti ad imbarcarci anche noi, abbassando istintivamente il capo anche se il rotore e parecchio più in alto!

A bordo indossiamo la cuffia-microfono che ci permetterà di seguire i colloqui tra l’equipaggio ed eventualmente intervenire, anche la pista è a noi nota ed infatti in hovering a pochi piedi in testata “zero-otto” dopo aver ricevuto le autorizzazioni, ruotiamo di 180° e prendiamo quota con rotta NE. Sorvoliamo la città di Catania e di li a poco superati i faraglioni di Aci Trezza, ci dirigiamo a circa 60 NM al largo dello Jonio … da li a poco cambiamo ancora rotta, accostiamo e mettiamo la prua per “uno-cinque-zero” e quindi puntiamo a SE verso il punto di rendez vous con un pattugliatore del Servizio Navale GdF che incroceremo per svolgere questa classica missione addestrativa di aerocooperazione.

Voliamo a circa 1000 ft a 110 kts con un mare calmo e azzurrissimo che scorre veloce sotto di noi  mentre in cuffia  le comunicazioni radio esterne si susseguono, facendoci rendere conto del traffico davvero non indifferente nella nostra aerea d’operazione. L’operatore ai sistemi nella sua postazione segue attentamente sugli schermi  l’evolversi della situazione nell’area di competenza e avendo già ingaggiato a 25 NM il pattugliatore guida i piloti in sua direzione, ancora un’accostata di pochi gradi e la prua del nostro Bravo 412 punta decisa per “zero-sette-nove”.

Sono preso a seguire il volo dagli schermi dei sistemi di navigazione quando in cuffia arriva una richiesta in chiaro di intervento… “Delfino zero-due a Volpe due-zero-uno…intervenite nel quadrante… controllo di due unità sospette…rotta… Roger da  Volpe due-zero-uno ci portiamo sul target…”. Viriamo stretti aumentiamo la velocità a 130 kts scendiamo fino a 300 ft dirigendoci a circa 10 NM da Reggio Calabria nel punto indicatoci dal pattugliatore… nel giro di pochissimi minuti la nostra semplice missione addestrativa di aerocooperazione si è trasformata in una missione reale di controllo e sorveglianza marittima, e come ci conferma il nostro Cm.te Carotenuto “ciò è un fatto abbastanza di ordinaria amministrazione nel corso della normale giornata di lavoro degli equipaggi volo della GdF”.

Ora a  bordo si respira un’aria diversa, da cui trapela quella professionalità e sicurezza nelle proprie capacità acquisite in anni di missioni operative. Viene contattato il Comando Operativo di Roma e quello GdF di Reggio Calabria per comunicare il cambiamento di “programma” e l’operatore ai sistemi armeggia sugli apparati di scoperta alla ricerca del target, che appare subito sullo schermo dopo ogni  “spazzata” del FIAR 1500. Seguiamo la rotta indicata dall’operatore  e poco tempo dopo ci troviamo in vista delle due unità sospette che navigano quasi appaiate a ore 2 da noi in direzione NO. Ci abbassiamo ancora a circa 150 ft ed inizia il controllo visivo dapprima con un sorvolo a poppa dell’unità maggiore per rilevare il nome del bastimento e fatto ciò sfiliamo lentamente a babordo verificando il ponte di coperta da poppa a prua.

Il nostro primo target è un cargo di medio-piccolo tonnellaggio armato ad Istambul. Ci affianchiamo alla plancia di comando ed ancora un’altra verifica visiva viene portata a termine mediante cine-fotoriprese il tutto con l’ausilio del FLIR Seafire imbarcato sull’HH-412C. La stessa operazione viene ripetuta anche per l’altra unità oggetto del nostro intervento, un piccolo natante anch’esso battente bandiera turca, probabilmente un’unità di supporto con a bordo due tender ed altre attrezzature… ancora un passaggio per le riprese e l’identificazione e viriamo decisamente verso SE.

Via radio si provvede a notiziare sia Roma che Delfino zero-due dell’avvenuto contatto e controllo del target e il nostro fuori programma, tanto inaspettato quanto gradito di cooperazione aerea reale, si conclude con esito positivo. Riprendiamo quota  riduciamo motore e stavolta, si spera, non ci saranno intoppi per il nostro rendez vous con Delfino che intanto si era avvinato anch’esso al target, ed infatti eccolo ancora una volta distinguibile sullo schermo radar! Il tempo scorre ed abbiamo il tempo di chiacchierare un po’ con l’equipaggio sul controllo effettuato prima che il nostro pattugliatore ci appare dritto di prua… anche questa una bella sorpresa; infatti si tratta della nuovissima unità della classe Monti da poco entrata in linea operativa nella flotta d’altura delle Fiamme Gialle.

La sorvoliamo e poi viriamo per metterci nelle migliori condizioni per effettuare degli scatti fotografici… intanto agganciamo nell’apposito anello sul cielo dell’abitacolo il moschettone che ci assicura  all’imbragatura di sicurezza dopodiché, aperto il portellone destro ci posizioniamo pronti a sparare la nostra raffica fotografica! Delfino 02, in realtà la Monte Cimone, fende l’acqua con la sua caratteristica prua a taglio dritto o “axe bow” ed effettua alcune evoluzioni ed accostate veloci a riprova della elevata manovrabilità anche a velocità sostenuta. Posto alle dipendenze del COAN (Comando Operativo Aeronavale GdF) di Pratica di Mare è basato presso la Stazione Navale di Manovra di Messina unitamente al gemello Monte Sperone, da dove prendono parte ad operazioni per il contrasto del traffico di esseri umani, il controllo dei flussi migratori ed eventuali operazioni SAR.

Il tempo scorre e gli scatti si susseguono veloci. “Delfino 02” è davvero bello da immortalare grazie alle ottime condimeteo  marine e alla silhouette molto filante. Il Comandante in cuffia mi informa che il nostro tempo è scaduto e che è ora di rientrare alla base… ancora qualche scatto e chiuso il portellone si ritorna dentro il nostro HH-412C che punta verso la costa orientale sicula mentre Delfino 02 riprende la sua navigazione di pattugliamento. Voliamo a circa 500 ft e raggiunta la costa seguiamo la SS 114 fino a Taormina dove facciamo qualche scatto “turistico” di una delle località più belle al mondo… isola Bella e l’Anfiteatro Greco sembra quasi di toccarli con un dito!

Ancora poche miglia e appariranno i palazzi di Catania… dopo il porto commerciale sulla nostra destra scorre” la 2-6”  di Fontanarossa , pochi minuti ancora e siamo nella “tana della volpe” dove lo specialista ci attende nella piazzola e, con i gesti convenzionali,  guida l’atterraggio del Bravo 412. Siamo a terra, motore spento, sbarcati e pronti per la foto ricordo di rito mentre i tecnici specialisti si attivano immediatamente per le verifiche post volo sulla macchina.

Oggi è stata una giornata che ci ha arricchito poiché abbiamo potuto “toccare con mano” il lavoro che questi uomini in uniforme grigia svolgono con una normalità tale da far sembrare estremamente facile ciò che in realtà non lo è. Questa è la vera forza di questi uomini che, con umiltà ma coscienti  della propria preparazione professionale, affrontano gli impegni che il loro “mestiere” gli pone innanzi ogni giorno della loro vita. Noi dal canto nostro  non possiamo far altro che ringraziarli di ciò, e state certi che loro apprezzeranno con la solita  discrezione che li contraddistingue, ma sempre pronti a decollare in risposta ad una nuova “chiamata”.

Intervista al Com.te Magg. pil. Carotenuto

Dopo il volo operativo ci siamo fermati a scambiare quattro battute in ufficio col Com.te Magg. pil. Carotenuto che, sempre molto gentile, ha risposto ad alcune nostre domande di cui di seguito riportiamo i passaggi più significativi

AvRep: Comandante alla luce della sua esperienza professionale si è mai chiesto quali sono le motivazione che l’anno spinta a scegliere di far parte dei reparti volo della GdF? In generale ritengo che la scelta di diventare pilota sia sicuramente legata alla passione per il volo e alla voglia di staccare i piedi da terra per “vedere” il mondo da un altro punto di vista. In particolare essere piloti in Guardia di Finanza significa coltivare sicuramente una passione, ma col fine di svolgere un compito utile agli altri…come piloti dei reparti volo della GdF operiamo tipologie di missioni davvero ampie che vanno dalle ricognizioni per rilevare e segnalare illeciti, abusivismi, o piantagioni di marjuana che pur rimanendo impegnative ed importanti non possono essere però paragonate alle  missioni di soccorso sia su terra che su mare, dove sempre più spesso siamo chiamati ad intervenire…vi garantisco che effettuare una missione di esplorazioni sul mare, spesso in arco notturno, a oltre 100 miglia dalla costa in condimeteo difficili per rintracciare barconi con migranti in difficoltà spesso invisibili nel flutter marino richiede tanta preparazione ed addestramento. È vero che noi scegliamo di svolgere un lavoro che ci piace e abbiamo la fortuna di unire il lavoro ad una passione ma spesso, troppo spesso, specie nelle missioni SAR, siamo chiamati ad operare in condizioni marginali che, come ho detto prima mettono a dura prova sia la tua preparazione professionale ma ancor più  quella  di essere umano.

AvRep: Secondo Lei cosa c’è di più nell’essere pilota rispetto alle prospettive di diventarlo? Quando sei già pilota ti senti più sereno, sai di aver già superato tutti gli “stress” che un corso di formazione crea e quando finalmente, dopo mesi di studio e impegno ci si può fregiare dell’agognato brevetto si tira un bel sospiro di sollievo e dentro si ha la gioia. l’orgoglio e la consapevolezza di avercela fatta, di essere riuscito in qualcosa dove non tutti riescono. Spesso mi trovo di fronte a studenti o a colleghi giovani che mi chiedono se sia difficile pilotare un elicottero e diventare piloti… rispondo dicendo che tutti possono diventare piloti e che imparare a pilotare un velivolo è un po’ come imparare a guidare la macchina e, sorridendo aggiungo che per strada ci sono anche più pericoli che in cielo! Costanza, perseveranza e tempo spesi nell’addestramento  giornaliero sono il trinomio essenziale per  imparare ed essere un buon pilota. Ovviamente come accade per l’auto c’è chi diventa pilota di Formula Uno e chi, invece, si limiterà solo ad usare la macchina per fare la spesa. La difficoltà di diventare piloti militari è legata alla capacità di apprendimento della manualità e sensibilità che si deve avere con il velivolo. A Frosinone, presso il 72° Stormo dell’Aeronautica Militare, agli allievi piloti è richiesto di effettuare il 1° volo da solista dopo sole 18 ore di volo e quella è la vera selezione “naturale”.

AvRep: Un momento estremamente difficile ed uno estremamente importante o gratificante della sua carriera? I momenti difficili si dimenticano facilmente per fortuna, ma ce ne sono stati e li lasciamo al passato… nel presente invece spesso sono più legati all’aspetto personale/familiare; quando sei chiamato a partire per missioni particolari e star lontano, specie se si hanno figli piccoli, non sempre riesci a spiegare il perché papà debba andar via per un po’ di tempo. Di momenti gratificanti ce ne sono, per fortuna, e sono questi che ti spingono, ogni giorno a dare e fare qualcosa di più.
Uno, per esempio, è stato quello del mio rientro, come Comandante di Reparto in questa Sezione Aerea: ricevere telefonate, messaggi e varie attestazioni di stima e riconoscenza dalle persone con cui ti troverai di nuovo a confrontarti ed operare quotidianamente è stato molto gratificante. Altri momenti gratificanti sono quando ti rendi davvero conto di aver fatto qualcosa di realmente utile per la comunità… noi siamo usi a lavorare “fuori dalle scene” e la gratificazione la sentiamo a conclusione di una missione portata a buon fine, qualsiasi essa sia nell’ambito dei nostri interventi piccoli o grandi che siano.

AvRep: Qual è l’insegnamento o l’esperienza che ricorda di più a livello formativo, professionale o umano. Non c’è un ricordo o un insegnamento in particolare, perché sono convinto che la vita ogni giorno ci riservi ed insegni qualcosa di nuovo attraverso tutte le esperienze che facciamo sia come uomini che militari al servizio della comunità. Bisogna solo essere sensibili nel recepire questi insegnamenti provando a non commettere più gli stessi errori.

AvRep: Può descriverci il training operativo per un pilota che arriva ai reparti di volo GdF? I nostri reparti di volo sono reparti operativi ed i piloti che vi arrivano sono già formati. Normalmente i nuovi arrivati, sicuramente con minore esperienza di volo operativo, svolgono un periodo di affiancamento con colleghi piloti più “esperti” che nel corso dei primi mesi cercheranno di trasmettere quel “know how” acquisito negli anni che servirà a colmare eventuali lacune.

AvRep: Quanti militari, generalmente, compongono l’equipaggio a seconda della tipologia di missione e della macchina? L’equipaggio minimo è formato da 2 piloti ed un operatore di sistema. Nel caso in cui la missione preveda atterraggi fuori campo o soste su altri aeroporti l’equipaggio è completato anche dal manutentore di aeromobile.

Com.te Magg. pil. Carotenuto – 3500 ore di volo

Arruolato nel 1991 in Guardia di Finanza

  • nel 1995 ha frequentato il 320° BMPE (Brevetto Militare Pilota di elicottero) presso il 72° Stormo dell’A.M. di Frosinone conseguendo il brevetto nel luglio del 1996 su NH500E;
  • da Settembre 1995 a Gennaio 1997 ha effettuato la capacità operativa su NH500 M – MC- MD
  • nel febbraio del 1996 viene assegnato alla Sezione Aerea di Bari
  • Nel 1998 ha frequentato il Corso di Abilitazione su A109AII
  • Nel 2000 ha frequentato il Corso di Abilitazione su AB412 (HH412-C)
  • Nel 2002 partecipato e vinto il concorso interno per Ufficiale riservato a Ispettori piloti da destinare al Comando dei reparti Volo del Corpo
  • Nel 2003 trasferito a Catania come Comandante del Nucleo Operativo della Sezione Aerea
  • Nel 2008 trasferito alla Sezione Aerea di Bari quale Comandante il Reparto
  • Nel 2009 consegue l’abilitazione su MCH-109A;
  • Dal 2012 ad oggi trasferito ancora a Catania quale Comandate la Sezione Aerea di Manovra di Catania.

Ad oggi il Magg. pil. Carotenuto ha al suo attivo circa 3500 ore di volo di cui più di 1000 in voli operativi notturni.

Unità Classe Monte Cimone e Monte Sperone

Pattugliatori multiruolo della GdF Monte Sperone e Monte CimoneI pattugliatori della classe “Monti”  finanziati dall’Agenzia europea FRONTEX per il controllo delle frontiere marittime, rappresentano le più grandi unità navali mai realizzati per il Servizio Navale della Guardia di Finanza; 58 metri di lunghezza per 460 tonnellate di dislocamento  dotate di due motori di produzione tedesca MTU 20V 4000 M93 che sviluppano ciascuno 4300 Kw a 2100 rpm che spingono l’unità fino a 29/30 nks.
La propulsione è assicurata da due eliche a pale orientabili da 2300 mm di diametro, in linea di assi, prodotte dalla Rolls Royce AB-Kamewa, che permettono all’unità di raggiungere la velocità massima, a pieno carico, di 28,2 nodi, con un’autonomia di oltre 2000 miglia.
L’equipaggio è composto da 30 Finanzieri al comando di un Ufficiale.
A bordo dei due Pattugliatori sono installati sottosistemi elettronici di ultimissima generazione di elevato livello tecnologico, forniti dal Consorzio ALMAVIVA-GEM e dalla RHODE & SCHWARZ, per garantire l’ottimizzazione del comando e controllo del mezzo navale, delle telecomunicazioni, della gestione dei sistemi di combattimento e degli apparati di gestione integrata dei sensori di scoperta e di navigazione.
Le due unità costuite dal cantiere navale Vittoria Adria (Rovigo) in partnership internazionale con l’Olandese   Damen, sono state progettate secondo i criteri più moderni di versatilità d’impiego e di sicurezza, e possono considerarsi un vero e proprio concentrato di altissima tecnologia, con soluzioni studiate per rispondere con efficacia alle necessità ed esigenze della Guardia di Finanza. Con questi presupposti le due unità potranno affrontare in piena sicurezza anche le situazioni di mare più estreme offrendo così la possibilità di intervenire con efficacia in missioni di SAR. I nomi assegnati ai pattugliatori ricordano impegno e l’ardimento profuso dai militari delle Fiamme Gialle durante la Grande Guerra per la conquista del Monte Sperone e Monte Cimone… un omaggio al coraggio dei Finanzieri del III° battaglione e al loro perenne ricordo.

L’autore ed Aviation Report esprimono il loro ringraziamento per la disponibilità e fattiva collaborazione il Comando Aeronavale Centrale – Roma, il Comando Operativo Aeronavale – Pratica di Mare, il GAN Gruppo Aeronavale – Messina, la Sezione Aerea di Manovra Catania, il Col. Cristino Alemanno attuale Comandante il GAN Messina, il Magg. pil. Raffaele Carotenuto attuale Comandante la Sezione Aerea di Manovra Catania, tutto il personale della Sezione Aerea di Manovra Catania per l’accoglienza e la disponibilità dimostrata durante la nostra visita.
Un ringraziamento particolare per la cortesia, disponibilità ed amichevole collaborazione. all’equipaggio della nostra missione composto dal Magg. pil. Carotenuto, App.Sc. pil. Scuderi, operatore ai sistemi Finz.Sc. Pasqualitto

Testo e immagini: Gianni Scuderi

Rispondi