Dal dopoguerra ad oggi l’impiego operativo del Sommergibile si è arricchito di nuovi e preziosi compiti. Concepito come mezzo per contrastare il naviglio di superficie avversario, già durante il secondo conflitto mondiale fu utilizzato anche come strumento di inserzione per operatori delle Forze Speciali (basti ricordare le imprese degli incursori della Xª Flottiglia MAS e del Sommergibile Scirè, omonimo del battello attuale).

in navigazione con il sottomarino scirè della marina militare italiana sottomarino scirè marina militare

Solo in seguito allo sviluppo dei sensori acustici di bordo furono implementate anche le capacità di ricerca e ingaggio di omologhi mezzi avversari e la possibilità di attaccare con efficacia obbiettivi terrestri grazie all’introduzione degli armamenti missilistici imbarcati.
Le doti intrinseche di silenziosità e capacità di occultamento, caratteristiche peculiari del mezzo, allargano il ventaglio delle possibili applicazioni che trovano ampio risalto specialmente nei moderni contesti operativi asimmetrici e non strettamente militari. Oltre ai già sperimentati impieghi in missioni di supporto ai dispositivi navali con funzioni ASW e ASuW (rispettivamente Anti-Submarine Warfare e Anti-Surface Warfare), integrati in strategie di Sea Denial e Sea Control, si è ulteriormente perfezionata la capacità di supporto alle operazioni speciali e si sono sviluppate una serie di potenzialità che ben si sposano con le caratteristiche “Stealth” del mezzo.
Tra queste figurano i compiti di ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) in cui il Sommergibile ha come scopo primario la raccolta dati preservando l’occultamento fino al termine della missione e I&W (Information and Warning) in cui il battello non si limita alla raccolta ma provvede contestualmente anche alla trasmissione dei dati ai centri di ricezione preposti i quali, in seguito, si occuperanno dell’invio agli assetti di analisi.
In particolare i compiti di I&W si sono rivelati particolarmente preziosi in tutta una serie di attività che possono sembrare inconsuete per un mezzo navale così peculiare come il Sommergibile, uno fra tutti il monitoraggio dei traffici illeciti (sostanze stupefacenti, contrabbando, armi).
Il mare per la sua vastità è da sempre considerato un ambiente difficilmente controllabile e sempre più spesso questo aspetto viene sfruttato da organizzazioni criminali per effettuare attività illegali come trasbordi tra natanti in acque apparentemente non sorvegliate, il battello in questi casi è l’unico che può svolgere funzioni di vigilanza occulta raccogliendo documentazioni fotografiche o anche tracce acustiche senza palesare la propria presenza e alterare la condotta dei soggetti perpetratori.
Si annoverano tra le condotte contrarie alla legge anche i reati ambientali quali lo sversamento di sostanze tossiche in mare o il lavaggio di cisterne, di recente un Sommergibile della Marina Militare ha sorpreso un natante impegnato nello scarico di materiale inquinante a largo delle coste francesi procedendo alla segnalazione alle autorità transalpine e favorendo l’intervento immediato di queste ultime.
Dopo l’11 settembre il contrasto al terrorismo internazionale riveste un ruolo ancor più importante rispetto al passato.
Il mezzo sottomarino può essere utilizzato come supporto ad interventi delle Forze Speciali e per la difesa da insidie provenienti dall’ambiente marino.
Mezzi subacquei artigianali o gommoni a chiglia rigida, magari rilasciati da unità più grandi incrocianti al largo, potrebbero essere utilizzati da organizzazioni terroristiche per condurre attacchi ad obbiettivi posti sulla costa e rappresentano una minaccia credibile e attuabile (vedi attentati del 26 novembre 2008 a Mumbai e attacco del 12 ottobre 2000 al Cacciatorpediniere USS Cole nel porto di Aden).
Degne di nota sono le attività di lotta all’immigrazione clandestina attuate da sempre dalla Marina Militare tra cui la recente operazione interforze “Mare Nostrum”, attività che vedono impegnati anche gli assetti sottomarini.
In questo settore le capacità di “Early Warning” si rivelano fondamentali per il soccorso in mare dei natanti e per identificare i trafficanti di esseri umani e le relative “navi madre” da cui di solito si distaccano unità più piccole destinate a raggiungere la riva, spesso in condizioni di sovraffollamento, che ne compromettono la tenuta al mare con drammatiche conseguenze come il recente naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013.
Significativo l’intervento del SMG Gazzana Priaroggia, avvenuto nel dicembre dello scorso anno, che ha permesso il salvataggio di 150 migranti e il fermo di 16 scafisti.
Intenso è l’impegno dei Sommergibili nelle operazioni internazionali, ricordiamo il dispiegamento del Gazzana Priaroggia e del Salvatore Todaro nell’operazione Unified Protector a largo delle coste libiche tra il 2011 e il 2012 con funzioni di sorveglianza ed eventuale difesa da azioni ostili.
Tra gli impeghi operativi volti a garantire la sicurezza della navigazione e delle rotte commerciali rientra l’attività svolta durante le campagne navali MEDAL nel Corno d’Africa.
Un’area altamente critica per l’acutizzarsi del fenomeno della pirateria marittima che, beneficiando di basi di supporto logistico situate sulle coste somale, ha creato non poche difficoltà ai traffici mercantili che transitano in quelle zone.
Considerato che l’Italia importa dal mare circa il 90% delle merci risulta semplice intuire che la difesa e la salvaguardia di tali traffici sia obbiettivo prioritario per la tutala degli interessi nazionali.
L’impegno dei sommergibili della Marina Militare nelle MEDAL può essere così riassunto:

MEDAL 2007 – SMG Pelosi 73 giorni di dispiegamento
MEDAL 2010 – SMG Longobardo 110 giorni di dispiegamento
MEDAL 2012/13 – SMG Todaro 165 giorni di dispiegamento

In particolare il SMG Salvatore Todaro (tipo U-212A) durante la MEDAL 2012\13 ha conseguito i seguenti importanti risultati:
165 giorni di dispiegamento di cui 126 in mare (76%) e 39 in porto
2939 ore di moto (83% on job)
15556 miglia percorse
2420 ore di sorveglianza
6000 rilievi fotografici
10 postazioni radar costiere identificate (con conferma visual)

Operazioni fuori area come le MEDAL evidenziano le ormai collaudate capacità “expeditionary” per entrambe le classi di Sommergibili (Sauro e Todaro).
In particolare la Classe Todaro può beneficiare di uno specifico asset composto da tre moduli containerizzati custoditi negli spazi del Comando Flottiglia Sommergibili (COMFLOTSOM) di Taranto.
Questi moduli sono ridislocabili al di fuori del territorio nazionale in caso di necessità e hanno la funzione di garantire il supporto logistico e la ricarica dei reagenti a favore dei battelli dotati di propulsione AIP.
Parallelamente ai compiti prettamente militari e di sicurezza appena menzionati, negli ultimi anni la componente ha esteso la sua utilità anche in applicazioni civili.
Gli avanzati sensori di bordo infatti permettono di raccogliere tutta una serie di dati di interesse scientifico in ambito oceanografico, metereologico e di inquinamento ambientale.
Inoltre la suite acustica di cui sono dotati i battelli offre la possibilità di acquisire segnali acustici provenienti dai mammiferi marini che popolano i nostri mari.
In questo ambito è in atto una proficua collaborazione tra il Comando Flottiglia Sommergibili ed enti di ricerca scientifica e universitaria.
Ciò a dimostrazione di quanto sia oggi versatile una piattaforma come il Sommergibile e quanto sia importante per la sicurezza, la difesa e la conoscenza del mare in tutti i suoi aspetti.

Tipologie di sottomarini
SS: Attack Submarine (Diesel-Electric Power), sottomarino convenzionale d’attacco;
SSB: Ballistic Missile Submarine (Diesel Electric Power), sottomarino lanciamissili balistici;
SSG: Guided Missile Submarine (Diesel-Electric Power), sottomarino lanciamissili di crociera;
SSK: Hunter-Killer/ASW Submarine, sottomarino anti-sottomarino;
SSGN: Missile Submarine (Nuclear-Powered), sottomarino lanciamissili di crociera nucleare;
SSBN: Ballistic Missile Submarine (Nuclear-Powered), sottomarino lanciamissili balistici nucleare (SNLE in francese);
SSN: Attack Submarine (Nuclear-Powered), sottomarino nucleare d’attacco (SNA in francese);

I battelli italiani
Contrariamente a quanto avviene nel settore aeronautico, prototipi e unità di serie di sottomarini spesso corrispondono con tutti i problemi di addestramento tecnico-operativo che ne derivano; essendo stata sviluppata al computer ed avendo potuto fruire di simulatori (la cui inaugurazione presso la Scuola Sommergibili è avvenuta il 29 aprile 2005) che ne hanno preceduto l’ingresso in linea, la classe Todaro è una felice eccezione.
Infatti, considerando i circa 6 anni occorsi per la costruzione degli U-212A un periodo normale, l’immissione in servizio è stata pressoché immediata; il 5 febbraio 2007, appena undici mesi dopo la consegna amministrativa avvenuta nel marzo 2006, il Todaro (integrato nel dispositivo aeronavale NATO e nell’ambito dell’operazione Active Endeavour – missione NATO volta al contrasto di terrorismo e traffici illeciti sul mare cui, in seguito, ha partecipato anche lo Sciré) mollava gli or-meggi per la sua prima missione operativa consistente nel pattugliamento del Mediterraneo in funzione di lotta al terrorismo rientrando a Taranto nell’aprile 2007 dopo aver proceduto all’identificazione di diverse centinaia di mercantili.
Nel 2008 il Todaro (primo sottomarino italiano a coprire le 15000 miglia di distanza con gli Stati Uniti) e nel 2009 lo Sciré, hanno partecipato a JTFEX (Joint Task Force Exercise) e CONUS (Continental United States), esercitazioni multinazionali condotte con la US Navy e tra le più importanti nel settore.
In particolare, la CONUS 09 ha comportato per lo Sciré una permanenza di cinque mesi al largo della costa ovest degli Stati Uniti durante la quale sono state messe a punto le procedure di impiego dei sensori acustici di ultimissima generazione di cui il mezzo dispone nonché la capacità di integrazione con la marina statunitense e le notevoli capacità expeditionary della classe Todaro.
Entrambi i battelli hanno anche preso parte ad eventi addestrativi nazionali (l’edizione 07 della Mare Aperto ha costituito la prima uscita operativa per lo Sciré) ed Amphex, nonché internazionali quali Noble Manta e Noble Mariner.
Come attività operativa reale, durante la recente operazione Unified Protector, i classe Todaro hanno cos
tituito il baluardo a difesa delle Forze NATO nei confronti di potenziali minacce provenienti dalle coste nordafricane; inoltre, i circa 6 mesi trascorsi di attività antipirateria nel Golfo di Aden hanno costituito per i sottomarini italiani sia un severo test (che ha però dimostrato l’affidabilità della macchina e l’efficacia del supporto fornito dal Comando Flottiglia Sommergibili) che un ottimo deterrente, come attestato dagli scarsi attacchi registrati a navi mercantili italiane.
La dottrina operativa attuale della componente subacquea nazionale contempla il controllo del mare volto alla prevenzione di minacce al traffico mercantile nonché all’interdizione dell’attività intelligence da parte di unità subacquee straniere svolgendone essa stessa, prescrive inoltre il supporto a Forze Aero¬navali e Reparti Incursori in contesti Joint e/o Multinazionali, anche in operazioni ad alta intensità, e la scorta convogli militari e mercantili di superficie.
Essendo poi negli ultimi due decenni le attività strategiche antiterrorismo divenute prevalenti, un mezzo silenzioso in grado di infiltrare team incursori in acque ristrette (brown waters) ed in grado di raccogliere informazioni in modo occulto risulta particolarmente utile.

Le attività addestrative e le esperienze delle CONUS
I moderni Sommergibili sono mezzi complessi e altamente sofisticati, per questo motivo il personale deve rispondere ad elevati standard qualitativi e professionali. Inoltre le moderne dottrine operative e i molteplici compiti che sono chiamati a svolgere richiedono una versatilità di impiego che può essere affinata e perfezionata solo attraverso il costante e continuo addestramento.
La Marina Militare da sempre pone molta enfasi alla preparazione degli equipaggi, per quanto riguarda la componente Sommergibili nel solo anno 2013, su un totale di 6898 ore di attività, ben 3024 sono state dedicate all’addestramento di cui 2080 in ambito nazionale, 906 in ambito NATO e 38 con marine straniere.
Ciò dimostra quanto sia necessaria e fondamentale anche l’integrazione con le Forze Armate alleate visti i continui impegni internazionali e fuori area.
Tra gli eventi addestrativi nazionali di maggior rilievo possiamo citare la Mare Aperto e Amphex mentre in campo internazionale i battelli italiani hanno partecipato alla Noble Manta e Noble Mariner.
Di grande importanza per la componente sono state le esercitazioni CONUS (Continental United States) che hanno visto impegnati il Sommergibile Todaro nel 2008 (prima unità subacquea italiana a raggiungere le coste del Nord America dopo la fine della seconda guerra mondiale) e l’anno seguente il Sommergibile Scirè ridislocati per diversi mesi presso le basi dell’US Navy.
Durante le CONUS i battelli italiani hanno avuto la possibilità di partecipare anche alla JTFEX (Joint Task Force Exercise), evento particolarmente realistico e dinamico programmato prima dei dispiegamenti operativi fuori area dei Battle Group.
I mezzi hanno svolto sia ruoli ASW che ASuW operando talvolta come OPFOR (Opposing Force) contro gruppi navali statunitensi e ottenendo eccellenti risultati tanto che l’Ammiraglio Gary Roughead, all’epoca Chief of Naval Operations, commentando la partecipazione italiana definì il Todaro un mezzo estremamente silenzioso.
L’US Navy si è da tempo dimostrata particolarmente interessata alle potenzialità e caratteristiche dei moderni sottomarini convenzionali ritenuti una minaccia per la sicurezza del naviglio e considerati difficili da rilevare e identificare.
A tale scopo la Marina statunitense dal 2005 al 2007 noleggiò dalla Marina Militare Svedese un sottomarino classe Gotland (dotato di sistema di propulsione AIP Stirling) con lo scopo di addestrare gli equipaggi degli SSN e delle unità di superficie alla lotta ASW contro questo tipo di unità.
La silenziosità intrinseca di questi battelli, unita alle dimensioni contenute, li rendono particolarmente idonei alle operazioni di littoral warfare in cui possono operare agevolmente su bassi fondali.
Negli ultimi anni la strategia navale americana ha dovuto apportare numerosi cambiamenti nelle proprie dottrine o
perative, improntate essenzialmente alle operazioni oceaniche (cosiddette “blue-water”) contro il naviglio sovietico derivate dalla guerra fredda.
Ne sono un esempio i nuovi sottomarini classe Virginia concepiti per operare con maggior efficacia anche in acque litoranee.
La positiva esperienza delle CONUS ha spinto l’US Navy a proseguire la collaborazione addestrativa congiunta con i battelli italiani, ciò ha dato vita ad eventi periodici coincidenti con il transito dei propri sottomarini a propulsione nucleare nel Mediterraneo.
Definite TACDEVEX (Tactical Development Exercise) dall’US Navy, queste esercitazioni sono la dimostrazione di quanto sia proficuo l’addestramento congiunto tra mezzi così diversi dal punto di vista progettuale e operativo.
Le CONUS sono state preziose non solo sotto il profilo esercitativo ma anche per lo sviluppo e l’integrazione dei nuovi equipaggiamenti acustici di cui sono dotati il Todaro e lo Scirè.
Le potenzialità della cortina idrofonica rimorchiata (towed array) e della linea laterale (flank array) nel processamento dei segnali acustici nello spettro delle basse e bassissime frequenze sono un campo in cui solo ora si stanno avvicinando gli equipaggi dei Sommergibili italiani.
Gli indubbi vantaggi che possono offrire tali sensori nella scoperta e nell’identificazione dei bersagli conferiscono ai battelli tipo U-212A dei notevoli vantaggi operativi rispetto alla classe Sauro e lo scambio di esperienze con i colleghi statunitensi, che da decenni utilizzano tali sistemi, ha portato notevoli benefici.
A partire dalle CONUS gli specialisti della Marina Militare hanno accumulato un prezioso know-how che sarà trasmesso alle nuove generazioni di sommergibilisti.
Lo scopo è ora quello di implementare il più possibile tali sistemi e perfezionare il loro utilizzo soprattutto nel Mar Mediterraneo, bacino caratterizzato da propagazioni del suono nettamente diverse rispetto all’oceano.

In navigazione a bordo dello Sciré
A differenza di quello che si può pensare, vivere in un moderno Sommergibile non è poi così arduo, le condizioni di vivibilità sui battelli tipo U-212A sono nettamente migliorate rispetto alla Classe Sauro.
Le moderne tecniche costruttive unite ad una maggior razionalizzazione degli spazi permettono all’equipaggio di sopportare meglio le crociere operative e addestrative che possono prolungarsi anche per diverse settimane.
La struttura interna del battello si sviluppa su due ponti principali collegati da delle scalette verticali, nel ponte superiore verso prora si trova il portello per l’imbarco dei siluri, operazione che avviene tramite lo smontaggio del camminamento sottostante che permette l’accesso al tamburo di caricamento.
Sempre sul ponte superiore, procedendo verso poppa si trovano due locali con le brande per l’equipaggio (per qualcuno vige la regola della “branda calda”) e la cabina del Comandante, l’unico a poter beneficiare di un tale “lusso”.
Vi è anche spazio per un locale con servizi igienici in cui è inoltre collocato un tubo lancia fumate utilizzato in caso di emergenza per espellere una boa radio che, una volta raggiunta la superficie, trasmette una richiesta automatica di soccorso.
Cuore operativo del battello è la CIC (Combat Information Centre) situata a mezza nave in corrispondenza della vela.
L’interno è dominato dai pozzi per i due periscopi Carl Zeiss Optronics (ora Cassidian Optronics) SERO 14 e SERO 15 e contornata da una serie di console integrate con il sistema di combattimento KDA MSI-90U della norvegese Kongsberg Defence e con il controllo piattaforma.
Nella parte prodiera della CIC trova posto l’autopilota della SEPA (ora AVIO) a cui sono demandati i controlli della timoneria mentre sul lato sinistro trovano posto le postazioni dell’EMCS (Engineering Monitoring Control System) con funzioni di controllo della casse di zavorra, di assetto, di compenso, del sistema di propulsione sia termica che AIP e dei sistemi elettrico e idraulico.
Sul lato dritto è posizionato il piano di carteggio asservito da uno schermo su cui è mostrato il punto nave ottenuto grazie ai sistemi inerziali o GPS.
All&rsq
uo;interno del locale, sul lato poppiero sono ubicate le tre console adibite al controllo del sistema sonar di cui è dotato il battello.
Grazie a dei display di tipo “waterfall” gli operatori hanno la possibilità di tracciare e identificare i contatti provenienti dalle diverse sorgenti e frequenze e inviarli al sistema di combattimento per effettuare la TMA (Target Motion Analysis) e ottenere quindi la soluzione del bersaglio.
Le restanti console disposte ai lati della CIC si occupano della TMA appunto, della filoguida dei siluri e della componente di guerra elettronica di cui è dotato lo Scirè, nella fattispecie il sistema ESM EADS FL 1800U.
Il ponte inferiore del battello presenta verso prora la camera di lancio con i 6 tubi lanciasiluri da 533mm e appena dietro il tamburo di caricamento.
Procedendo verso poppa troviamo un quadrato con divanetto a U e tavolino usato
come mensa o come sala briefing e ancora a poppa la cucina dove gli abili cuochi della Marina si adoperano per offrire all’equipaggio ottimi pasti.
Considerate le condizioni di vita su un Sommergibile, di certo non comode, la qualità del cibo riveste un ruolo non secondario.
Nei pressi della cucina è posizionata la cella frigorifera indispensabile per conservare gli alimenti per i lunghi periodi di navigazione e lungo il corridoio trova posto un secondo locale con servizi igienici dotato anche di una comoda doccia.
Verso poppa si giunge al locale quadri elettrici dove sono presenti anche le celle a combustibile e successivamente il locale motori termici con il gruppo Diesel-generatore MTU/Piller.
A seguire il locale denominato “Propeller Motor Room” con il motore elettrico a doppio indotto SIEMENS Permasin che ospita anche i controlli d’emergenza dei timoni ed è inoltre utilizzato come piccola palestra dall’equipaggio grazie ad una panca, dei pesi e una sbarra per i sollevamenti.
Il personale, che oscilla dalle 27 alle 34 unità in navigazione, è suddiviso in due squadre e opera su turni di sei ore di guardia e altrettante di riposo.
Il tempo libero a disposizione tra un turno e l’altro si trascorre leggendo, riposando oppure guardando film sulla tv a schermo piatto di cui è dotato il mezzo.
E’ presente anche una console che di certo aiuta ad ammazzare il tempo.
Grande importanza è riservata alla sicurezza e alla lotta antincendio.
Borse con maschere e boccagli sono distribuiti per tutto il battello e sul soffitto dei locali sono istallati degli attacchi per erogazione di aria respirabile collegati tra loro con dei cordini in modo da essere localizzabili anche in condizioni di luce precarie. Sono presenti inoltre le speciali tute per la fuoriuscita collettiva e individuale utilizzate per l’abbandono del mezzo sinistrato.
Il sistema antincendio è equipaggiato anche con estintori ad azoto liquido e le squadre d’intervento dispongono di tute ignifughe e respiratori.
Tutti il personale è addestrato alle manovre d’emergenza frequentando specifici corsi in Italia e all’estero.
Il legame tra i membri dell’equipaggio è uno dei fattori che salta maggiormente all’occhio quando si è in navigazione, il tipo di attività che si svolge e l’ambiente assolutamente peculiare fanno si che tra Sommergibilisti si instauri un legame unico. L’accesso alle donne è per il momento precluso a differenza di quanto avviene in alcune Marine straniere come quella statunitense, tedesca e norvegese.
Di recente un ufficiale di sesso femminile ha preso parte ad un uscita addestrativa a bordo del Sommergibile Scirè e non si esclude che in futuro le cose possano cambiare. Consci di appartenere ad un élite gli uomini, tutti volontari, sono strettamente legati alle tradizioni e alla storia della componente, un esempio è la sala storica presente nelle palazzine della Scuola Sommergibili di Taranto.
Ricca di preziosi cimeli storici essa rappresenta un tesoro per tutti i marinai che oggi come ieri solcano le profondità marine.
Purtroppo negli ultimi anni la Marina Militare sta registrando un calo di domande per accedere alla ristretta cerchia dei Sommergibilisti, probabilmente la particolare vita di bordo e lo spiccato spirito di adattamento richiesto a chi ne voglia far parte scoraggia la maggior parte dei marinai ma le soddisfazioni che procura l’esser parte di una risorsa così efficiente e importante per la sicurezza dei mari ripaga di qualunque sacrificio.

Dati tecnici SSK (Conventional Attack Submarine) – SCIRE’ S 527
Dislocamento:
– in superficie: 1.450 t
– in immersione: 1.830 t
Dimensioni:
– Lunghezza:55,90 m
– Larghezza: 7,00 m
– Immersione: 6,00 m
Apparato motore superficie:
– 1 gruppo Diesel-generatore MTU 16V 396 SE84 a 16 cilindri (1MW a 2.000 giri.min.)
– 1 generatore elettrico Piller
– 2 batterie Varta Hawker double deck (450 elementi cad.)
– elica MMG a 6 pale (120 giri.min.)
– Velocità max. in superficie: 12 nodi
– Velocità max. con schnorkel: — nodi
– Autonomia in superficie: 8.000 miglia a 8 nodi (dati approssimati)
– Autonomia con lo schnorkel: —
Apparato motore immersione:
– 1 motore elettrico a doppio indotto SIEMENS Permasin (2,85 MW) in servizio
continuo, 1 sistema AIP PEM da 8+1 moduli (306 kW), una batteria di accumulatori
al piombo;
– Velocità max in immersione: 16 nodi;
– Autonomia in immersione: 420 miglia a 8 nodi (dati approssimati)
Sistema di combattimento:
– Sonar STN Atlas Elektronik DBQS-40, a base circolare prodiera, per la scoperta
passiva a media frequenza;
– Sonar flank-array towed-array FAS-3 per il rilevamento del rumore proprio e la
scoperta passiva a frequenze medio/basse;
– Periscopio Zeiss Veltro Optronik SERO 14-15 stabilizzati su due assi con antenne
ESM e GPS associate (immagini registrabili oppure riprendibili con apparecchi
fotografici digitali), sensori termici bi-banda, telemetro ottico da ricerca e telemetro
laser/ottico d’attacco;
– Sistema di navigazione Radar Elna Hughes in banda I;
– Sottosistema Tlc Hagenuk Marinekomnlunikation integrato;
– Sistema comunicazioni ESM EADS/THALES FL 1800U (DASA);
– Sistema integrato di comando e controllo armi Kongsberg Defence BCWCS (Basic
Command & Weapons Control System) ISUS-90 su 4 consolle multifunzione con
banca dati a ridondanza;
– Sistema antisiluri TAU, con quattro lanciatori e 40 jammers/decoy;
– Tls (6) AV da 533 mm, 12 siluri filoguidati WASS A-184 Whitehead mod. 3 da 533
Mm
Equipaggio:
– 7 ufficiali, 21 sottufficiali
Profondità di collaudo:
– oltre 250 mt

sottomarino scirè della marina militare italiana

sottomarino scirè

sommergibile scirè

Cenni storici sullo Sciré
Diversamente dalle altre unità classe Todaro contraddistinte da nomi di ufficiali, l’S527 attuale porta il nome del Regio Sommergibile Scirè varato nel 1938.
Questo, costruito per missioni di breve durata, era un battello a scafo singolo e falsa chiglia della classe 600 (serie Adua) robusto, manovrabile ma dalla velocità in superficie insufficiente; alcune di queste unità presero parte alla guerra civile spagnola.
Lo Scirè ed il gemello Gondar erano quasi identici, il secondo si distingueva infatti per il contenitore prodiero senza anelli di rinforzo; entrambi ebbero un iter operativo differente dal resto della serie.
Nonostante la sua notorietà, esistono poche immagini dello Scirè e le poche disponibili sono spesso ritoccate.
Il 10 luglio 1940, al comando del CV Pini, lo Scirè affondò il piroscafo francese Cheich di 1.058 tonnellate.
Nell’agosto 1940, ricevute modifiche strutturali che inclusero l’installazione di tre contenitori cilindrici (ciascuno destinato al trasporto di un SLC – Siluro a Lenta Corsa – noto anche con il nome di maiale), lo Scirè transitò al comando del CC Junio Valerio Borghese
In seguito, la torretta fu modificata sul modello degli U-boot tedeschi rimuovendo il ponte coperto e riducendo le camicie dei periscopi; il cannone da 100 mm, inoltre, fu sostituito da una mitragliera antiaerea.
Tra il 24 settembre e il 3 ottobre 1940, e tra il 21 ottobre e il 3 novembre dello stesso anno, l’unità fu impiegata in attacchi contro la munitissima base di Gibilterra; azioni ripetute il 15 maggio ed il 10 settembre 1941.
La maggiore notorietà dello Sciré deriva tuttavia dall’incursione del 19 dicembre 1941 nel porto di Alessandria d’Egitto quando, la Xª MAS affondò in acque basse le navi da battaglia Valiant e Queen Elizabeth, la petroliera Satoga ed il cacciatorpediniere Jervis dimezzando di fatto la flotta della Royal Navy; tale impresa valse alla bandiera di guerra dell’unità (una delle tre che ricevettero tale ricompensa durante il secondo conflitto mondiale) la Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Il 27 luglio 1942, al comando del TV Bruno Zelich, lasciata La Spezia, lo Scirè raggiunse l’isola greca di Lero; da qui, il 6 agosto, partì per una missione contro il porto britannico di Haifa.
Mentre l’unità attendeva in alto mare informazioni dalla ricognizione aerea tedesca, le comunicazioni si interruppero; fonti inglesi dell’epoca attribuiscono alla vedetta HMS Isley l’affondamento dello Scirè il 10 agosto, a poca distanza da Haifa.
Le bombe di profondità dell’unità nemica causarono la perdita di tutto l’equipaggio, i corpi di due dei nuotatori, l’ufficiale Chersi ed il sottufficiale Del Ben, furono ritrovati su una spiaggia ed interrati nel cimitero locale.
Tra il 2 ed il 28 settembre 1984, le salme di 42 dei 49 componenti l’equipaggio e degli 11 operatori imbarcati al momento dell’affondamento del glorioso sommergibile furono recuperate dalla nave salvataggio della Marina Militare Anteo; nella medesima occasione furono anche ritrovate parti (portelleria, pezzi del fascione, due cilindri contenitori degli SLC. ecc) rimosse in un precedente tentativo di recupero ed attualmente conservate presso il museo della base navale di Augusta e gli Arsenali di La Spezia e Venezia mentre il periscopio è al Vittoriano.
Varata sabato 18 dicembre 2004, sempre al Muggiano, la seconda unità a portare questo glorioso nome ha avuto come madrina la signora Elisabetta Bianchi, figlia del capo palombaro di terza classe Emilio Bianchi, decorato con Medaglia d’Oro al Valor Militare, ricevendo la bandiera di combattimento l’11 febbraio 2008.

Aviation Report e gli autori desiderano ringrazinare per il supporto ricevuto, nonché per l’estrema disponibilità e cortesia con cui sono stati accolti, COMFLOTSOM nelle persone di: CV Mario Berardocco, Comandante; CF Antonio Tasca, Capo Ufficio Stampa, e l’equipaggio intero del Smg SCIRE’ con particolare riguardo a: CC Alessandro Nalesso, Comandante e CC Daniele Ruggieri, Comandante in Seconda.

Testo: Raffaele Fusilli e Giuliano Ranieri
Photo credits: Raffaele Fusilli, M.llo Caputi, Ufficio Pubblica Informazione Marina Militare
Fonti: Rivista Marittima Agosto 2013 “U-212A – PUNTO DI SITUAZIONE E PROSPETTIVE OPERATIVE”
del CC Manuel Moreno Minuto; Analisi Difesa Aprile 2009 “LA MARINA MILITARE NEL XXI SECOLO – PARTE II – PARTE IV – I SOMMERGIBILI CLASSE “TODARO” (TYPE U-212A)” di Giuliano Da Frè; Marina Militare – Comando Flottiglia Sommergibili

2 Risposte

  1. Franco Pisani Marina di Carrara

    Ho letto che un certo tipo di SLC sarebbe attualmente utilizzato da MM ma sembra che sia tutto segreto
    Si sa niente ?

    Rispondi
  2. Aviation Report

    Ciao Franco, non siamo al corrente dell’utilizzo di SLC da parte della Marina, forse il Com.Sub.In ma noi non abbiamo news in merito.
    Saluti

    Rispondi

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