Il Centro Addestramento Equipaggi, o National Training Center, nasce con la mission di addestrare gli equipaggi di volo dei velivoli da trasporto della 46° Brigata Aerea: i C-130H e i G-222.
L’introduzione a partire dal 2000 dei simulatori di volo ha cambiato l’approccio all’addestramento che da tipo scolastico è diventato di tipo operativo elevando lo standard del training a livelli molto alti.

Al CAE sono presenti due sistemi di simulazione, quello per il C-130J Hercules e quello per il C-27J Spartan, il primo di concezione e costruzione nord-americana, il secondo italiano della Alenia Aeronautica, azienda del gruppo Finmeccanica.
Questi due sistemi tecnologici, affiancati da una parte di studio teorico accademico in aula, fanno parte di un iter addestrativo, messo a punto dal personale del CAE, che gradualmente permette ai piloti un passaggio macchina senza stress e senza sorprese, grazie ad una difficoltà nel percorso sempre maggiore in contesti sempre più complessi. Questo percorso di addestramento prevede una fase basica che permette ai piloti di raggiungere la condizione di Combat Ready e che comprende i seguenti step fondamentali:
– Handling del sistema d’arma/aereo
– Trasporto con velivolo carico
– Volo in contesto tattico, volo a bassa quota, aviolancio di uomini e materiali
– Fase tattica avanzata, atterraggi e decolli da piste semipreparate, NVG, operazioni in zone con minacce
Completata questa prima fase e conquistata la combat readiness i piloti vengono impegnati in un nuovo periodo che prevede un addestramento specifico per un certo numero di equipaggi.
Questo nuovo periodo addestrativo prepara alcuni piloti ad una prontezza operativa necessaria alla Brigata per essere pronta H24 per alcuni compiti specifici come ad esempio il trasporto sanitario e MedEvac e il trasporto di personale biocontaminato; due attività di primaria importanza per la Brigata e per tutta la comunità civile.

Il trasporto di personale biocontaminato è una missione molto delicata che svolge solo la 46° BA con i velivoli C-130J ed una serie di attrezzature sviluppate ad hoc, mentre per il trasporto sanitario la Brigata può essere attivata con un preavviso minimo con il suo equipaggio Alfa pronto al decollo con un limite massimo entro le 2h dalla chiamata e con un equipaggio Bravo pronto con 50 minuti in più che può coprire le 24h successive alla chiamata per eventuali altre esigenze. Un meccanismo provato e funzionante a servizio della cittadinanza che tante volte ha permesso di salvare vite umane.

I programmi addestrativi messi a punto al CAE vengono continuamente verificati, aggiornati e revisionati per garantire sempre che l’istruzione erogata sia adeguata alle esigenze operative nazionali ed internazionali e agli scenari che i piloti troveranno ad affrontare nella realtà. Una volta all’anno tutti i piloti e gli istruttori vengono sottoposti ad alcune verifiche come la condotta del velivolo in volo strumentale e il completamento di una missione profilo per valutare come il pilota ha mantenuto le performances richieste a livello tattico.
Inoltre gli equipaggi che vengono impiegati per missioni in scenari operativi quali l’Afghanistan sono sottoposti ad altre verifiche e certificazioni prima della partenza, verifiche che rientrano però nel normale training del personale che di base è già preparato e pronto ad operare fuori area.
Questo modus operandi del CAE, già da qualche anno ormai, è riconosciuto a livello internazionale come uno dei migliori al mondo e questo ha portato alla possibilità di sfruttare al massimo le risorse disponibili addestrando anche personale di forze aeree estere.
Già da 2/3 anni alcune aeronautiche militari straniere comprano ore di volo autonome per il mantenimento dell’addestramento basico. Il personale straniero arriva al CAE e studia o utilizza i simulatori in totale autonomia; ricordiamo tra questi, personale dell’Oman, del reparto di trasporto vip del Sultano del Qatar e della sua Aeronautica Militare.

Possiamo aggiungere in tutta onestà e trasparenza che se importanti aeronautiche militari estere decidono di utilizzare gli istruttori di volo italiani è perché il livello di addestramento fornito dagli uomini del CAE è veramente ai massimi livelli e riconosciuto in ambito internazionale, un vanto che va assolutamente legittimato a favore del personale altamente preparato dell’Aeronautica Militare.
Questo utilizzo del CAE non solo permette il continuo confronto con altre nazioni per uno scambio di esperienze sull’utilizzo del mezzo aereo ma è anche fonte di nuove cooperazioni internazionali a livello economico industriale che possono favorire tutto il sistema paese Italia.
Lo sviluppo del CAE in questi anni ha permesso anche di portare l’Aeronautica Militare ad avere un ruolo di leadership negli User Groups internazionali, formati dalle forze aeree che utilizzano uno stesso velivolo, che studiano e sviluppano modifiche ed aggiornamenti insieme alle industrie produttrici del mezzo aereo. Ricordiamo infatti che l’Aeronautica Militare Italiana è stata la prima forza aerea ad utilizzare il C-130J Hercules in Afghanistan portando quindi un bagaglio di esperienze operative di notevole spessore.
Nel prossimo futuro i programmi della Forza Armata sono quelli di ingrandire maggiormente il CAE per tarare gli standard formativi anche sui potenziali clienti internazionali garantendo un ritorno sull’investimento formativo totalmente diverso rispetto a quello che potrebbe assicurare, ad esempio, l’industria costruttrice del velivolo. L’obiettivo finale dovrebbe portare ad un aumento del personale istruttore per arrivare ad erogare servizi formativi all’avanguardia per circa 20 ore al giorno.
Questo grazie soprattutto alla grande esperienza dei piloti istruttori italiani con elevate capacità formative, in grado di apportare variazioni ed aggiornamenti ai programmi di addestramento tenendoli sempre al passo con i tempi. I piloti istruttori del CAE, infatti, svolgono sempre missioni operative sul territorio nazionale e all’estero inquadrati nei 3 gruppi di volo della Brigata che gli consentono così di essere sempre calati nella realtà ed aggiornati sulle procedure operative di impiego dei velivoli.

I Full Flight Simulators della 46^ Brigata Aerea
Il Centro Addestramento Equipaggi dispone di tre simulatori di volo, due FFS per il C-130J Hercules ed il C-27J Spartan ed un CAPTT statico per l’Hercules.
Quest’ultimo, senza sistema visual e motion, viene utilizzato dai piloti per una prima familiarizzazione ai comandi di volo dell’aereo e dagli specialisti della manutenzione per la formazione tecnica sulle ispezioni, riparazioni e manutenzioni periodiche, attraverso corsi specifici.
Grazie ai simulatori di volo, come abbiamo già accennato, si possono provare tutta una serie di eventi e scenari (minacce, emergenze, meteo avverso, NVG, piste semi-preparate, ghiaccio sulla pista, rifornimenti in volo, voli in formazione, aviolanci, ecc…..) risparmiando sui costi circa 1/6 rispetto ad un’ora di volo reale, potendo riprodurre tramite il sistema visual tutti gli scenari a livello mondiale con un grado di realtà veramente elevato.
C-130J Hercules: il suo FFS consiste di un sistema visual con schermo panoramico con campo visivo di circa 200° orizzontali per 20° verticali e un sistema motion idraulico a sei gradi di libertà. Tramite questo FFS è possibile formare piloti, specialisti della manutenzione e gli addetti al rifornimento in volo (Air Refuelling Master) tramite l’apposita postazione dietro i piloti che riproduce fedelmente la stazione rifornimento presente sulla versione tanker dell’Hercules.

Full Flight Simulator C-27J Spartan Aeronautica Militare

Full Flight Simulator C-27J Spartan Aeronautica Militare

L’FFS a breve verrà aggiornato a seguito di un prossimo upgrade al software del velivolo reale, aggiornamento che verrà seguito anche dal personale del CAE per quanto riguarda il suo utilizzo e la certificazione operativa per l’impiego in missione e in addestramento.
C-27J Spartan: progettato e sviluppato integralmente da Alenia Aeronautica è attualmente il sistema di simulazione più avanzato costruito in Italia. Replica fedele del cockpit del velivolo reale, il FFS è in grado di riprodurre tutte le caratteristiche avioniche, meccaniche e prestazionali del C-27J, e di riprodurre una gamma di scenari, di eventi e di procedure operative incredibili.
Il database geografico del sistema visual, con schermo panoramico con campo visivo di 200° orizzontali per 20° verticali, è stato realizzato con fotografie satellitari ad alta definizione con una risoluzione altissima per rendere il paesaggio esterno e le condizioni meteo più reali possibili.
Il sistema di movimento è elettrico su sei gradi di libertà, e conferisce al simulatore la possibilità di replicare esattamente i movimenti del velivolo garantendo ad esempio sensazioni di accelerazione o virate equiparabili alla realtà. Come sul FFS dell’Hercules la postazione dell’istruttore di volo è dietro i piloti e dalle console è possibile controllare, registrare per il successivo debriefing, e gestire tutta la missione intervenendo in tempo reale, anche via tablet, sulla condotta del volo.
Noi abbiamo volato sia sul C-27 reale che su quello simulato ed effettivamente le sensazioni di movimento unite a quelle visuali rendono le due esperienze assolutamente assimilabili e questa è la riprova del grande apporto che un sistema del genere può avere sull’iter formativo degli equipaggi di volo.

Aviation Report e l’autore desiderano ringraziare il Comandante della 46^ Brigata Aerea Gen. Roberto Boi, l’Ufficio Pubblica Informazione dell’Aeronautica Militare, il Magg. P. Sammaciccio ufficiale pubblica informazione della 46^ Brigata Aerea, e il comandante del Centro Addestramento Equipaggi per il supporto e la professionalità dimostrata.

Testo e immagini: Stefano Monteleone

1 risposta

  1. naviger

    ci volevano gli americani per fare cio che la fiat nonha mai voluto fare : valorizzare il vecchio panda. se betti ei suoi avessero avuto un sistema di autoprotezione forse se la sarebbero cavata.

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