Venerdì 17 Maggio 2013 presso l’aeroporto militare Tommaso Fabbri di Viterbo si è tenuta la cerimonia per festeggiare il 62° Anniversario della costituzione dell’Aviazione dell’Esercito Italiano alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito il Generale di Corpo d’Armata Claudio Graziano. Sono stati celebrati, durante la cerimonia, anche i 40 anni dell’elicottero CH-47 Chinook e il 40° Anniversario della spedizione IEE73 sull’Everest.

Tra le altre autorità civili e militari erano presenti il Comandante delle Forze Operative Terrestri il Generale di Corpo d’Armata Roberto Bernardini, il Comandante dell’Aviazione dell’Esercito il Generale di Divisione Giangiacomo Calligaris, il Presidente dell’Associazione Aviazione dell’Esercito Generale Sergio Buono, il Sindaco di Viterbo Giulio Marini, il Prefetto Antonella Scolamiero, il Presidente della Provincia Marcello Meroi e il Vescovo Monsignor Lino Fumagalli.
Nell’ambito della cerimonia svoltasi nell’hangar del 28° Gruppo Squadroni “Tucano” sono state consegnate le medaglie al valor militare e civile ad alcuni militari dell’AVES che si sono distinti sia in azioni militari in teatro operativo che in azioni a supporto della popolazione civile nel territorio della città di Viterbo. Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito al Maggiore Carmine Bertolino, Medaglia di Bronzo al Valore dell’Esercito al Primo Maresciallo Luogotenente Luciano Corsi, Medaglia d’Argento al Valor Civile al Sergente Francesco Zampino, Encomio Solenne al Maggiore Giampaolo Carrino.

Il Generale Calligaris ha ringraziato tra gli altri le autorità militari presenti, la città di Viterbo e tutta la Tuscia che ospita l’AVES da più di 55 anni. Nel suo intervento il Comandante dell’AVES ha sottolineato che quest’anno la cerimonia si “celebra in forma assolutamente austera e abbiamo scelto, tenuto conto dei tempi, di celebrare l’anniversario in forma minimalista fermandoci solo qualche ora ma continuando a svolgere le attività addestrative ed operative in aeroporto come se fosse una normale giornata di lavoro.” Il Generale continua nel suo discorso “Oggi abbiamo l’orgoglio di festeggiare il quarantennale della conquista dell’Everest da parte della prima spedizione italiana e della quale facevano parte numerosi baschi azzurri fra i quali il Cap. Paolo Landucci e il Serg. Magg. Nicola Paludi che hanno avuto il privilegio e la capacità professionale di atterrare per primi sul tetto del mondo ………. e festeggiamo anche i 40 anni di volo del padre di tutti gli elicotteri, il mitico CH-47 Chinook. Comandante lei ha di fronte una fucina incredibile di operatività, potrei definirla una complessa macchina volante che basa le sue fondamenta su 3 grandi pilastri: le unità di manovra, il centro addestrativo per la formazione e il settore del sostegno logistico. E’ vero ho detto complessa e il termine potrebbe in qualche modo preoccupare ma posso assicurare che al tempo stesso possediamo quell’agilità e la determinazione che ci consentono di trasformarci in un’organizzazione snella, adattabile e flessibile da impiegare per qualsivoglia esigenza operativa e in tempi ristrettissimi.













E ancora il Generale Calligaris ha ringraziato il suo predecessore al comando dell’AVES: “So bene che non dovrei essere io a decantare le qualità di questa specialità che peraltro ho trovato in piena salute e consentitemi nella circostanza di ringraziare di questo il mio predecessore il Generale di Corpo d’Armata Enzo Stefanini che ha svolto negli anni del suo comando una sapiente e lungimirante attività organizzativa ed operativa.” Ed un pensiero è andato agli uomini e donne che tutti i giorni lavorano con spirito di sacrificio, orgoglio e grandi capacità sul territorio nazionale ed all’estero, ed ai caduti dell’AVES: “Gentili ospiti oggi non è la giornata dei consuntivi e poi credetemi in circostanze ufficiali non ho mai ascoltato consuntivi negativi per cui non vi tedierò con elencazioni di dati gratuitamente eccezionali. Vorrei sottolineare quanto è importante per la nostra specialità la centralità dell’uomo, dell’uomo inteso quale professionista nell’ambito di un’organizzazione tecnologicamente avanzata che ha la necessità di correre al pari dello sviluppo tecnico/industriale del paese e che talvolta lo supera per prontezza e capacità di proiettarsi nel futuro ………. i nostri sono soldati coraggiosi che affrontano giorno e notte i pericoli e le insidie che si celano in quei difficili territori e lo fanno con quella naturale professionalità che è patrimonio indiscusso dei nostri soldati che sanno essere al tempo stesso determinati difensori dei diritti di giustizia e di democrazia dei popoli ma anche, credetemi, impavidi sostenitori della lotta contro un terrorismo internazionale che non vuole cedere il passo alla bontà della giustizia democratica e minaccia le nostre case e nostre famiglie ………. proviamo ad immaginare questi uomini e queste donne, molti dei quali sono qui oggi presenti, li in quelle aree di crisi pronti ogni giorno a fronteggiare l’imprevedibile pericolo senza che questi ne fissi un appuntamento ………. Sig. CSM abbiamo da poco visto alcune immagini significative di ciò che i nostri soldati sono, fanno e rischiano; non credo che possano essere considerati gente comune, sono professionisti che meritano tutto il rispetto da parte di tutte le componenti della società; quando subiamo gli attacchi ci restiamo davvero male perché sappiamo che lavoriamo con il solo fine di servire il nostro paese, la nostra Italia con l’orgoglio di essere italiani fino all’ultima sfida, fino all’ultima linfa vitale e concludo con una frase che può sembrare un semplice esercizio di retorica, ma credetemi per noi è tutt’altro che retorica, per noi rappresenta quell’inno all’amore, quel piacere sottile che ci lega alla nostra madre patria senza se e senza ma e che così recita: W l’Itala, W l’Esercito, W la sua Aviazione.



L’Aviazione dell’Esercito nasce il 10 maggio 1951 ed è la più giovane specialità della Forza Armata, diventando oggi una componente determinante ed insostituibile, sempre presente nei teatri operativi internazionali operando spesso in condizioni di elevato rischio a supporto ed in sinergia con le altre componenti terrestri presenti sul terreno. Attualmente elementi dell’AVES sono presenti in Libano ed in Afghanistan, in quest’ultimo teatro operano 21 elicotteri delle linee CH-47, NH-90 e A-129 nell’ambito dell’Aviation Battalion della Task Force Fenice.
Il Generale Calligaris ha ricordato anche gli altri due eventi importanti festeggiati e cioè i 40 anni di attività del Chinook e la spedizione “Italian Everest Expedition 73” sull’Everest. Nella mostra statica presente sul piazzale antistante l’hangar erano presenti, oltre ad un esemplare di ogni elicottero in linea con l’AVES, anche un CH-47C Chinook Special Color commemorativo e nei colori e marche del primo esemplare (EI-801) consegnato a Viterbo il 16 febbraio 1973 ed uno dei 3 AB-205 che avevano partecipato alla spedizione sull’Everest insieme allo sportello di un altro degli AB-205 con le date e le quote raggiunte dai baschi azzurri che presero parte a quest’impresa.

I CH-47 Italiani compiono 40 anni di attività

Il CH-47 Chinook, o Wokka come è spesso chiamato dagli equipaggi in USA ed UK, è un elicottero da trasporto medio classe 9-12 tonnellate il cui primo volo risale al 21 settembre 1961 e l’entrata in servizio come CH47A con l’US Army nel 1962. Nonostante gli ormai 50 anni di carriera festeggiati nel 2011 questo elicottero resta uno degli assetti fondamentali e più utilizzati da molti eserciti. Nel corso dei decenni il Chinook ha preso parte alle più importanti operazioni belliche in tutto il mondo a partire dalla Guerra in Vietnam e passando per le Falkland, il Golfo Persico, la Somalia, l’Albania, la Bosnia, il Kosovo fino ad arrivare all’Iraq e l’Afghanistan.Il 2013 è un anno importante per nostra Aviazione dell’Esercito. Quest’anno infatti il più grande elicottero in servizio con l’Esercito Italiano compie 40 anni di attività. Il CH-47 Chinook ETM-1 (Elicottero Trasporto Medio) inizia la sua carriera operativa in Italia il 16 febbraio 1973 con l’arrivo, a Viterbo, dei primi due esemplari. I Chinook dell’EI sono stati costruiti dalla Agusta negli stabilimenti di Cascina Costa, dalla SIAI Marchetti a Vergiate e dalla Elicotteri Meridionali a Frosinone e il primo ordine firmato nel 1970 comprendeva 26 esemplari dell’elicottero.


Il primo importante aggiornamento del velivolo, nel 1987, ha riguardato la sostituzione delle turbine Lycoming T55-L-711 con le attuali e più potenti T55-L-721E, la sostituzione delle pale dei rotori con quelle nuove in materiali compositi e la sostituzione delle 5 trasmissioni e degli alberi di sincronizzazione dei motori portando l’elicottero alla versione C e ad un aumento del peso massimo da 46000 a 50000 libbre. Sempre a metà degli anni 80, a seguito di un finanziamento concesso tramite i fondi della ProCiv (Protezione Civile) furono acquistati ulteriori 14 CH-47C (chiamati anche C+). Con un’avionica più sofisticata, alcune migliorie per il trasporto dei carichi esterni e il verricello di soccorso, il primo Chinook plus arrivò a Viterbo l’8 Luglio 1988. Attualmente dei 40 velivoli, ordinati e consegnati, 18 sono in servizio attivo con una vita media di esercizio ad elicottero di circa 30 anni, 6 sono stati radiati, 12 sono in fase di definizione finale, 2 sono fuori uso ed assegnati ala scuola volontari di Capua e 2 sono stati persi in incidenti di volo (Abu Dhabi EI-803, Lago di Bolsena EI-801).







In questi ultimi anni i Chinook italiani, altre alla normale attività addestrativa ed operativa in Italia in supporto alla ProCiv (attività antincendio, supporto e soccorso a favore della popolazione civile al verificarsi di calamità naturali), hanno vissuto un’intensa attività all’estero nell’ambito di operazioni belliche e di peace-keeping internazionali come quelle più recenti nella ex Yugoslavia o quelle in Iraq ed in Afghanistan.
Queste missioni hanno messo in luce la straordinaria capacità di questo elicottero in attività di trasporto e rifornimento verso le FOB (Forward Operating Base) italiane ed alleate e di supporto al combattimento delle FOS (Forze per Operazioni Speciali) o della fanteria elitrasportabile/aeromobile in QRF (Quick Reaction Force) rischierate in teatro operativo.
Il ruolo vitale, ricoperto da un velivolo della classe del Chinook, ha spinto il Governo Italiano e il Ministero della Difesa a cercare un sostituto per il prossimo futuro. E quale elicottero potrebbe sostituire il Chinook se non il Chinook stesso? Il 13 maggio 2009 è stato finalizzato il contratto di acquisto tra ARMAERO (Armamenti Aeronautici) e Boeing/AgustaWestland per 16 nuovi Chinook denominati ICH-47F (versione personalizzata per l’EI del CH-47F) con un’opzione per ulteriori 4 elicotteri, supporto logistico per 5 anni e le consegne previste a partire proprio dal 2013.
I velivoli verranno assemblati, su licenza approvata nell’accordo industriale tra Boeing ed AgustaWestland, in uno degli stabilimenti di AgustaWestland, con le fusoliere prodotte dalla Boeing e le personalizzazioni previste dalla versione italiana.
Il modello ICH del Chinook F incorpora numerose migliorie che gli permettono di essere in linea con i moderni standard e programmi di digitalizzazione richiesti dall’Esercito Italiano e dalla NATO, come ad esempio un avanzato sistema di comunicazioni oppure il moderno sistema di gestione della “Situational Awareness” che permetterà al velivolo un’elevata interoperabilità anche nei nuovi scenari bellici e network-centrici. E ancora nuovi sistemi di missione , navigazione e di avviso di minacce; protezioni balistiche di nuova concezione e sistemi di auto protezione. Il tutto sarà integrato con comandi di volo digitali e cockpit con display MFD (Multi Function Display) ed un impianto motore che offrirà un incremento della potenza di circa il 17%.

I Chinook in Italia hanno sempre prestato servizio presso il 1° Reggimento “Antares” dell’Aviazione dell’Esercito sulla base aerea di Viterbo. Il reparto aereo è composto da due gruppi di volo il 26° Gruppo Squadroni “Giove” (REOS – Raggruppamento Elicotteri Operazioni Speciali) e l’11° Gruppo Squadroni “Ercole”. L’elicottero è equipaggiato con: 3 sistemi d’arma cal. 7,62 per auto protezione; sistema di auto protezione SIAP (Sistema Integrato di Auto Protezione). Il CH-47 inoltre ha capacità di volo notturno con l’ausilio di visori NVG (Night Vision Goggles) e ha la capacità di ricevere immagini con sistema “ROVER 4” da assetti Predator o AMX. Attualmente utilizzato in Afghanistan con l’Aviation Battalion Task Force Fenice.

 

IEE-73 Italian Everest Expedition 73 (1 febbraio 1973 – 23 maggio 1973)
L’intento fu quello di portare il Tricolore sulla vetta più alta del mondo, l’Everest. L’esploratore ed alpinista Guido Monzino, ideatore dell’impresa, guidò la spedizione composta da 55 militari delle Forze Armate e 8 civili e 110 tonnellate di materiale. La spedizione durò circa tre mesi supportata da due velivoli C-130 Hercules dell’Aeronautica Militare e da tre elicotteri AB-205B dell’allora Aviazione Leggera dell’Esercito che furono utilizzati per trasportare gli alpinisti e il materiale ai campi base. I tre elicotteri trasportati in Nepal, parzialmente smontati , dagli Hercules furono chiamati Italia 1, Italia 2 e Italia 3 con le matricole civili I-EIAA (EI-325 mm80696), I-EIAB (EI-326 mm80697) , I-EIAC (EI-328 mm80699)
Il 1° aprile 1973 Italia 1 atterrò, carico di materiali, a 6500 metri di altitudine pilotato dal Cap. Landucci e dal Serg. Magg. Paludi i primi al mondo ad atterrare con un elicottero a quella altezza. Questo stesso elicottero il 18 aprile si schiantò, sul ghiaccio Khumbu Icefall, a causa delle avverse condizioni meteorologiche ma fortunatamente senza grandi conseguenze per l’equipaggio.
Il relitto del velivolo è rimasto intrappolato nei ghiacci per 36 anni fino al 2009 quando furono rimossi a parecchie centinaia di metri più in basso rispetto al luogo dell’incidente da un’altra spedizione la Eco Everest Expedition. Gli altri due elicotteri rientrarono in Italia a fine spedizione e sono in servizio presso il 54° Gruppo Squadroni del 4° Reggimento AVES “Altair ”a Bolzano. L’esemplare I-IEAB porta sullo sportello anteriore sinistro le scritte con le quote raggiunte nel 1973 con grande capacità professionale degli equipaggi di volo: Lobuche 4.903 m, Gorak Shep 5.132 m, Kala Pattar 5.280 m, Campo Base 5.350 m, q. 5965 m, Campo 2 q. 6500 m, ore di volo in Nepal 304,05.


L’autore e Aviation Report desiderano ringraziare il Gen. G. Calligaris Comandante dell’Aviazione dell’Esercito, il Col. M. Meola e il M.llo G. Rigon Ufficio Pubblica Informazione dell’Aviazione dell’Esercito per l’opportunità concessaci e la professionalità e la cordialità con le quali ci hanno accolto.

Testo ed immagini: Stefano Monteleone

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