Il Gruppo Aerei Imbarcati della Marina Militare, meglio conosciuto come GRUPAER, è il fiore all’occhiello e l’orgoglio dell’Aviazione Navale italiana, essendo l’unico Reparto con velivoli ad alte prestazioni non gestito dall’Aeronautica Militare e l’unico ad avere una vera doppia capacità operativa, aria-aria e aria-suolo grazie ai velivoli multi-ruolo AV-8B Harrier II+.

Il GRUPAER è stato creato nel Febbraio del 1991 presso la base aerea MCAS di Cherry Point, NC dove i primi piloti e specialisti si addestravano con i Marines in attesa della consegna delle prime macchine. Poco più tardi, e precisamente il 7 Giugno 1991, i primi due Harrier in versione biposto TAV-8B “T-bird” furono consegnati al reparto che organizzò la cerimonia ufficiale il 23 Agosto a bordo della portaerei Garibaldi ormeggiata nel porto di Norfolk in Virgina.
Con i due primi aerei, piloti e specialisti iniziarono ad operare sia da bordo della nave sia dall’aeroporto militare di Grottaglie nelle due specialità fondamentali, la protezione della flotta e la proiezione della forza dal mare, addestrandosi sempre di più alle operazioni VTOL/STOVL.
Le consegne continuarono con l’arrivo ad Aprile del 1994 dei primi 3 velivoli monoposto AV-8B+, fino alla conclusione delle consegne, dei 18 velivoli ordinati, nel 1997.
Gli impegni operativi del GRUPAER iniziarono subito nonostante il reparto non fosse ancora a pieno regime a dimostrazione della già ottima preparazione degli equipaggi e della buona esperienza accumulata sia negli USA sia in Italia.

Nel 1993 il primo impegno fu in Somalia con la “United Shield / Somalia 3” durante la quale per la prima volta 3 velivoli Harrier II+ furono impiegati operativamente nei ruoli di ricognizione e di supporto a copertura delle unità di terra, e precisamente ai Fucilieri di Marina del San Marco e ai Marines americani, e il primo ad utilizzare in combattimento questa specifica versione dell’Harrier fu, in questa occasione, proprio il Grupaer.
Nel 1997 gli Harrier furono impiegati durante l’operazione “Alba Neo”. In questa situazione le missioni furono di Air Defence e di supporto a copertura delle unità terrestri.
Nel 1999 ci fu l’impegno nell’operazione NATO “Allied Force”, durante la quale gli Harrier del GRUPAER intervennero in azioni di Air Defence e di Ground Attack operando dalla portaerei Garibaldi.
E ancora nel 2001/2002 ci fu l’impiego nell’ambito dell’operazione “Enduring Freedom” durante la quale con l’utilizzo del targeting pod “LITENING II” furono ingaggiati obiettivi al suolo in missioni tipicamente di Power Projection Ashore. Durante i 3 mesi di operazione gli Harrier operarono direttamente da Nave Garibaldi che sostava a più di 600 miglia (1000 km) di distanza dalla zona di operazioni, distanza che obbligava i piloti a missioni molto impegnative di circa 5/6 ore di volo con uno/due rifornimenti in volo, archiviando 131 missioni per un totale di 647 ore di volo.
Nel 2006 il nuovo impegno operativo fu l’operazione “Leonte” in Libano durante la quale gli Harrier furono impiegati nel ruoli di Air Defence/Support, Recce e Merchant Traffic Surveillance operando da Nave Garibaldi.
La più recente missione operativa è stata nel 2011, la “Unified Protector” sulla Libia finalizzata alla protezione della popolazione civile libica contro la repressione del Colonnello Gheddafi. Qui gli otto Harrier imbarcati sulla portaerei Garibaldi hanno operato in ambito internazionale sul territorio libico in missioni di Combat Air Patrol per assicurare il rispetto della No-Fly Zone in accordo con le direttive della NATO e le risoluzioni ONU 1970 e 1973, in missioni Recce ed Air Interdiction, per un totale di circa 1200 ore di volo.
L’AV-8B Harrier II+ è un velivolo multiruolo con eccellenti capacità di attacco al suolo e svolge egregiamente anche il compito di intercettore a difesa della flotta navale, grazie all’impiego di armamento aria-aria di ultima generazione tipo missili AIM-120 AMRAAM.
Riportiamo qui di seguito alcuni dati tecnici significativi:
.:: Apertura alare: 10 metri circa;
.:: Lunghezza: 14 metri circa;
.:: Spinta 23.400 libbre “wet” e 22.200 libbre “dry” in decollo short e verticale;
.:: Spinta 16.000 libbre in decollo convenzionale;
.:: Velocità massima con le taniche 500 nodi;
.:: Velocità massima senza taniche 585 nodi / Mach 1;
.:: Accelerazione massima +8 / -3 G
Come già detto, i compiti principali assegnati ai velivoli Harrier sono la difesa della flotta e la proiezione di forza dal mare. Queste due macro attività si suddividono in tutta una serie di altri complessi task nei quali gli Harrier, grazie anche all’armamento di bordo e ai sistemi avionici con i quali sono equipaggiati, si distinguono sempre per elevata capacità operativa.
Nell’ambito aria-aria, gli Harrier hanno la capacità di svolgere le seguenti missioni:
– OCA (Offensive Counter Air)
• SWEEP
• ESCORT
– DCA (Defensive Counter Air)
• DCAP (Defensive Combat Air Patrol)
• MFFO (Mixed Fighter Force Operations)
Nell’ambito aria-suolo, gli Harrier hanno la capacità di svolgere le seguenti missioni:
– ACLO (Air Power Contribution to Land Operations)
• CAS (Close Air Support)
• SCAR (Strike Coordination and Reconnaissance)
• GAAI (Ground Assisted Air Interdiction)
• AI (Air Interdiction)
• AR (Armed Recce)
– ACMO (Air Power Contribution to Maritime Operations)
• ATTACK (Naval Strike)
• RECCE
– PRECISION TARGETING
Da questo sintetico schema si evince la vera natura multiruolo del Gruppo Aerei Imbarcati della Marina Militare che lo rende un assetto di grande flessibilità, utilizzabile in ogni circostanza e sempre a disposizione dello strumento militare italiano.
Proprio per questi motivi i velivoli sono costantemente aggiornati e tenuti al passo con i tempi, per quanto riguarda sia gli armamenti sia l’avionica di bordo.
A tal proposito ricordiamo alcuni sistemi ed apparati che equipaggiano gli AV-8B:
• NAVIGATION
– LASER Gyro INS & GPS
– DIGITAL MOVING MAP
– TACAN
• COMMUNICATION
– 2 x UHF/VHF Radios
– KY 58
• FLIR
• RADAR APG-65, derivato dal radar del velivolo F-18 Hornet, che può funzionare in modalità AIR TO SURFACE – LAND & SEA MODE e in modalità AIR TO AIR
• RWS – Radar Warning System compost da: RWR ALR-67E, Dispenser ALE-39/47 con 180 tra Chaff, Flares e Jammers e DECM Pod ALQ-164 (pod Jammer)

Il carico massimo di armamenti che il velivolo può portare è di 6000 libbre e può disporre di:
.:: Missili IR Fox-2 AIM-9L improved Sidewinder
.:: Missili Active Radar Fox-3 AIM-120B AMRAAM (missile con capacità beyond-visual-range)
.:: GP BOMBS: Mk-82 (confin, BSU-86 or MK-15) e Mk-83 (confin, BSU-85)
.:: PGM: GBU-12 / GBU-16, GBU 32 / GBU-38 JDAM, GBU 54 LJDAM, AGM-65F MAVERICK
.:: Cannone Gatling a 5 canne rotanti da 25mm tipo GAU-12 esterno agganciabile al ventre del velivolo e composto da due gondole, una con il cannone e l’altra con il munizionamento da 300 colpi, ottimizzato per l’attacco al suolo
.:: Lanciarazzi modello ZUNI da 5 inches
Ausilio di estrema e fondamentale importanza per l’operatività è il targeting pod Rafael/Northrop Grumman AN/AAQ-28 LITENING II, sistema di targeting e sorveglianza multi-sensore.
Il LITENING consente ai piloti di scoprire, acquisire, identificare, illuminare ed inseguire obiettivi (terrestri o navali), anche a notevole distanza, e può essere impiegato anche per attività di ricognizione, sorveglianza o intelligence (ISR). Durante le missioni aria-suolo il sistema consente ai piloti di avere una estrema accuratezza consentendo di azzerare il rischio di danni collaterali soprattutto in aree popolate.
Il targeting pod può essere utilizzato indifferentemente per missioni di ricognizione, di CAS – Close Air Support o di Naval Strike sia da un singolo velivolo che può illuminare l’obiettivo per poi attaccarlo sia da una coppia di aerei nella quale un velivolo illumina l’obiettivo e passa le coordinate al secondo che esegue l’attacco.
Il LITENING II è composto dai seguenti sensori: CCD & FLIR Cameras; Laser designator; IR Marker; Laser spot search & track (LSS/LST); Range finder; che quindi gli conferiscono eccellenti capacità in ambito di acquisizione obiettivi, di qualità delle immagini, di trasferimento di immagini, di video, di trasferimento coordinate dei bersagli verso altri velivoli e/o operatori a terra grazie al sistema Rover III e IV, nonché di generazione di coordinate estremamente precise per l’utilizzo dell’armamento a guida GPS tipo JDAM.
Naturalmente tutte queste capacità sono utilizzate in ogni condizione meteo di giorno come di notte anche grazie all’utilizzo dei visori notturni NVG, rendendo l’AV-8B Harrier II+ un aereo estremamente competitivo in ogni ambiente operativo.

Abbiamo parlato di queste cose ed approfondito alcuni concetti con il Comandante del GRUPAER il C.C. Fabio Marzano, esperto pilota di Harrier.

Comandante Marzano può spiegarci la struttura organizzativa, la catena di comando e le dipendenze operative del GRUPAER?
Il GRUPAER è attualmente basato presso la Stazione Aeromobili Marina Militare (MARISTAER) di Grottaglie; dipende operativamente dal Comando delle Forze Aeree (COMFORAER) e da un punto di vista amministrativo-logistico, dal comando della MARISTAER.
Il Comandante del GRUPAER ha alle sue dipendenze una Linea Tecnica, gestita dal Capo Servizio Tecnico (manutenzione), una linea operativa gestita dall’Ufficio Operazioni/Addestramento ed un Ufficio Sicurezza del Volo.
L’Ufficio Operazioni/Addestramento ha alle sue dipendenze le Sezioni Armamento, Addestramento, Programmazione, Standardizzazione, Statistica, Navigazione e IO/GE (Intelligence e Guerra Elettronica).
E’ importante sottolineare che tutta questa struttura organizzativa viene normalmente replicata sulla portaerei quanto il GRUPAER è imbarcato con i suoi velivoli, anche perché non si deve dimenticare che la vera natura ed essenza dello squadrone è quella imbarcata piuttosto che quella a terra.

Comandante ci può descrivere la composizione della flotta del GRUPAER e le versioni/updates dei velivoli?
La flotta originaria era composta da 2 velivoli biposto e 16 monoposto: attualmente i velivoli monoposto sono 14 dei quali il 90% è mediamente efficiente e disponibile per l’attività di volo.
l’Italia partecipa al programma AV-8B con personale della Marina Militare integrato nel Joint Program Office (JPO), organizzazione congiunta tra Italia e Stati Uniti che assicura in modo continuativo il supporto logistico integrato ai velivoli , nonché la gestione, pianificazione e applicazione di tutti gli aggiornamenti software ed hardware che vengono selezionati ed implementati per continuare a mantenere l’Harrier al passo con i tempi. Ogni aggiornamento e/o miglioria viene applicato agli Harrier dei Marines ed in sequenza ai velivoli di GRUPAER.
Attualmente 7/8 velivoli della Marina sono stati già aggiornati con il nuovo sistema di Data Storage, composto da una Mission Card che sta sostituendo il vecchio sistema a cassetta per il caricamento della missione di volo. La nuova Mission Card ha una memoria maggiore (in grado quindi di contenere l’intera cartografia digitale) ed una gestione più semplice e moderna, oltre ad essere sensibilmente più piccola e leggera. Nel 2015 il software di bordo sarà aggiornato alla versione H6.1 e continueranno ad essere implementate ulteriori modifiche hardware indispensabili per aggiornare nel 2016 il software di bordo all’ultima versione H6.2 con interfaccia totalmente digitale.
Sostanzialmente tutte queste modifiche stanno facendo passare l’Harrier dall’era analogica, risalente alla sua progettazione e costruzione, a quella moderna digitale.
Tutte le modifiche che vengono applicate al velivolo derivano dall’esperienza sul campo degli utilizzatori e dalle “lessons learned”, comprese quelle osservate da GRUPAER. Una di queste ad esempio è rappresentata dalla recente capacità di impiegare il LITENING II anche dalla stazione centrale sotto la pancia del velivolo, consentendo così di liberare una stazione alare ed incrementando così la quantità di armamento impiegabile.
L’Harrier è costantemente aggiornato e resta un velivolo competitivo ancora oggi, ma la vera differenza la fa sempre il pilota con il suo addestramento: dopo l’A-10C Thunderbolt II l’AV-8B+ resta una delle migliori piattaforme aria-suolo, competitivo anche nell’aria-aria grazie alla sua manovrabilità e ai suoi missili.

Comandante esistono piani per la sostituzione del velivolo AV-8B?
Il sostituto dell’Harrier come sappiamo sarà il JSF F-35B, unico erede di ultima generazione ed in grado di essere impiegato a bordo della nuova ammiraglia della Marina Militare, Nave Cavour. La data esatta del suo ingresso in servizio per la Marina Militare non è ancora ben definita; allo stato attuale il phase-out dei velivoli AV-8B è stabilito per il 2023. Dati definitivi circa quantità di velivoli che saranno acquistati ed altre informazioni inerenti il programma F-35 non sono ancora stati ufficialmente rilasciati e siamo in attesa della pubblicazione del libro bianco della Difesa da parte dell’autorità politica dal quale saranno derivate le determinazioni sui dettagli delle capacità da perseguire.

Comandante ci può descrivere com’è la catena della manutenzione dei velivoli?
La manutenzione dei velivoli AV-8B è impostata sulla base del concetto di logistica integrata; nello specifico per alcuni ricambi sono presenti scorte presso i magazzini della base, quale supporto immediato al fine di sostenere la manutenzione ordinaria giornaliera, mentre, per altre tipologie di ricambi l’invio dagli Stati Uniti viene gestito tramite il JPO.
Gli interventi di manutenzione vengono effettuati tutti a Grottaglie o sulla nave in caso di imbarco. Una fase importante e corposa della manutenzione è l’ispezione delle 200 ore che dura circa 4 settimane, mentre altre ispezioni di tipo orario e calendariale hanno un impatto minore sull’utilizzo del velivolo.
Altra fase fondamentale nel ciclo manutentivo del velivolo è la P.M.I. – Planned Mainteinance Interval, una ispezione estremamente invasiva che prevede la spedizione del velivolo negli USA presso la base di Cherry Point per essere completamente smontato con l’obiettivo di ricondizionare la cellula da ossidazioni e corrosioni. Ogni anno, a seguito di accordi preliminari, un velivolo viene imbarcato su una nave statunitense di passaggio nel Mediterraneo e portato negli USA per essere sottoposto a questa manutenzione che dura circa un anno. Proprio ad Ottobre 2014 il velivolo “12” andrà negli USA ed il velivolo “5” invece tornerà a Dicembre.

Comandante qual’é l’iter addestrativo di un pilota di Harrier del GRUPAER?
Il GRUPAER ha attualmente un numero soddisfacente di piloti per assolvere ai compiti istituzionali assegnati. Normalmente arriva un nuovo pilota ogni 12 o 18 mesi. I piloti di Marina vengono addestrati negli Stati Uniti presso le scuole di volo della US Navy/USMC, e quando tornano in Italia hanno una formazione di base più preponderante sugli aspetti aria-suolo poiché i Marines utilizzano l’Harrier soprattutto in questo ruolo. Arrivati al gruppo, in Italia, vengono formati sulle tattiche aria-aria peculiari del GRUPAER.
Giunti in Italia con circa 100 ore di volo i piloti acquisiscono velocemente la qualifica di LCR – Limited Combat Ready. Al completamento di una serie di voli previsti dal nostro Curriculum Addestrativo si raggiunge la qualifica di CR – Combat Ready come wingman. Una volta ottenuta la Combat Readiness il pilota continua il suo percorso che lo porterà a diventare prima capo coppia, successivamente capo formazione nel ruolo aria-suolo oppure aria-aria per poi completare la propria formazione diventando capo formazione in entrambe le qualifiche.
Tutte queste qualifiche si ottengono sia nel ruolo aria-suolo sia in quello aria-aria con un carico di lavoro notevole per mantenere le capacità multiruolo del Reparto.
Una volta diventato capo formazione un pilota può accedere ad altre due qualifiche molto importanti all’interno del gruppo di volo: Pilota con incarichi istruzionali che corrisponde al Combat and Weapons Instructor ed Istruttore di Specialità che corrisponde al Mission and Tactics Instructor.
Il Combat and Weapons Instructor è un pilota con incarico da istruttore in particolari settori di competenza come, ad esempio, l’armamento ed il relativo impiego. Il Mission and Tactic Instructor, istruttore di tattiche operative è un punto di riferimento importante all’interno del gruppo di volo, una figura molto più completa rispetto ad altre, con notevoli competenze ed esperienze in ambito operativo.
L’addestramento avviene utilizzando sia il velivolo reale sia i due simulatori di volo della Galileo Avionica che, grazie all’elevata tecnologia di riproduzione digitale, permettono di replicare e simulare tutte le missioni operative, comprese di avarie e minacce ostili, in ogni ambientazione e scenario.

Comandante ci può raccontare una missione rimastale particolarmente impressa?
Non ho una particolare missione impressa nella mia mente. Ho imparato e continuo ad imparare da ogni volo; tutte le missioni sono importanti e c’è sempre margine di miglioramento, sia essa addestrativa o operativa, perché non esiste un volo uguale all’altro. Più si vola, più le condizioni mutano e più il pilota mette nel proprio bagaglio personale esperienze diverse per poter sempre gestire al meglio tutte le situazioni che si presentano e si presenteranno.

Comandante partecipate regolarmente a della esercitazioni militari nazionali ed estere? Se si quali? E che tipo di riscontro positivo trovate in termini addestrativi/operativi?
Ci addestriamo continuamente, e tutte le volte che Nave Cavour esce in mare il GRUPAER si rischiera a bordo per addestrarsi ad operare dal mare e sul mare. Quest’anno poi Nave Cavour è integrata come gruppo portaerei della forza di reazione rapida della NATO (NRF), che comporta una intensificazione dell’addestramento reciproco.
Partecipiamo inoltre sempre a due / tre esercitazioni importanti anche in ambito nazionale e NATO.
Estremamente pagante è la partecipazione al T.L.P. – Tactical Leadership Programme di Albacete (Spagna), ad anni alterni, per preparare la figura di Mission Commander per le operazioni COMAO complesse.
Dopodiché una / due volte l’anno ci rischieriamo presso l’aeroporto militare di Decimomannu per le campagne al poligono ACMI dedicate al combattimento aria-aria e lavoriamo molto spesso con gli Eurofighter Typhoon,Tornado ed AMX dell’Aeronautica Militare Italiana e con altri velivoli di forze aeree alleate in ambito internazionale.

Curriculum Vitae del Comandante C.C. (SM) rn Pil.A Fabio Marzano
comandante del GRUPAER Marina Militare 2014 Il Capitano di Corvetta Fabio MARZANO è nato a Roma il 17 luglio 1976, nel 1995 ha conseguito il diploma di maturità scientifica presso l’Istituto “S. Giovanni Bosco”.
Dal 1997 al 2002 ha frequentato l’Accademia Navale di Livorno, conseguendo la laurea in Scienze Politiche indirizzo Internazionale presso l’Università degli Studi di Firenze.
Al termine dell’Accademia si è recato negli Stati Uniti per l’addestramento presso le scuole di volo U.S. Navy/USMC, rientrando nel gennaio 2007 come pilota di AV-8B Harrier.
Trasferito al Gruppo Aerei Imbarcati presso la base aerea di Maristaer – Grottaglie, dal 2007 al 2011 ha ricoperto gli incarichi di addetto Nucleo Programmazione, Capo Nucleo Programmazione ee Capo Sezione Operazioni; ha partecipato a numerose attività addestrative complesse come pilota di gruppo ed elemento di staff in ambito nazionale e NATO.
Nel 2007 ha frequentato il corso Joint Combat Search and Rescue (JCSAR) presso la scuola di Aerocooperazione di Guidonia ed il corso di Sopravvivenza Evasione e Fuga (SEF) presso il Reparto Incursori A.M. di Furbara.
Nel 2008 ha frequentato il corso di Tattica Aerea (TATAER) presso MARICENTADD.
Nel 2011 ha frequentato la 251^ sessione di Scuola Comando Navale, a seguire il 56° Corso Normale di Stato Maggiore presso l’Istituto Studi Militari Marittimi di Venezia.
Dal 10.09.11 al 09.09.12 ha ricoperto l’incarico di Comandante del pattugliatore SPICA presso COMFORPAT, Augusta.
Al termine del comando navale ha fatto rientro presso il Gruppo Aerei Imbarcati assumendo l’incarico di Capo Ufficio Operazioni/Addestramento.
Nel periodo Novembre 2013 – Aprile 2014 ha partecipato alla Campagna del 30° Gruppo Navale imbarcato su Nave Cavour al Comando di una Sezaer di n. 5 velivoli AV-8B.
Il 13 giugno 2014 ha assunto il Comando del Gruppo Aerei Imbarcati.
Onorificenze: Medaglia per 16 anni di Anzianità di Servizio, Medaglia di Bronzo di lunga Navigazione Aerea, Medaglia Marina Argentina.

A conclusione di questo reportage vogliamo dedicare anche uno spazio all’altro reparto che risiede sull’aeroporto militare di Grottaglie, il Quarto Gruppo Elicotteri (GRUPELICOT 4).
Questo reparto, di cui abbiamo già parlato negli anni passati, assolve ai seguenti compiti operativi ed istituzionali: operazioni di guerra navale e anfibia, antisommergibili (ASW) e antinave (ASuW), supporto tecnico logistico ai velivoli, addestramento, controllo anti-immigrazione clandestina, fornire elicotteri alle SEZELICOT (Sezione Elicotteri) a bordo delle unità navali, protezione civile come l’antincendio, ricerca e soccorso in mare, evacuazione medica, assistenza umanitaria in caso di calamità naturali.
A maggio del 1994 fu costituito, internamente al gruppo, il Nucleo Lotta Anfibia (N.L.A.) dedicato al supporto delle forze anfibie dell’allora Reggimento San Marco e delle Forze Speciali. Dal 1994 i compiti sono stati integrati da quelli peculiari della specialità Eliassalto, (denominazione che sostituirà poco dopo quella di N.L.A.), quali trasporto tattico, ricognizione, supporto anfibio alle forze da sbarco e speciali, infiltrazione/esfiltrazione di operatori delle forze speciali, scorta armata a mezzi terrestri ed elicotteri da trasporto. A maggio 2014, infatti, sono stati celebrati i 20 anni di Eliassalto.
Il gruppo è attualmente in una fase di transizione e trasformazione importante per l’arrivo a breve del nuovo elicottero SH-90A, già in servizio attivo con le forze aeree della Marina, che andrà a sostituire gli ormai anziani AB-212ASW e NLA i soli rimasti in servizio nel reparto dopo la radiazione del mitico SH-3D Sea King, radiato a giugno del 2013, anno in cui sono state festeggiate anche le 100.000 ore di volo dal 1976 anno di costituzione del gruppo di volo.
Fino al momento dell’immissione in servizio del nuovo elicottero gli equipaggi continueranno a volare con il venerando AB-212 che continua ad assolvere i suoi compiti senza grossi problemi come visto nell’ultimo anno nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum che ha impegnato notevolmente mezzi e personale di GRUPELICOT 4.

Aviation Report e l’autore desiderano ringraziare per l’opportunità concessa, la simpatia, la cordialità e la professionalità con le quali siamo stati accolti: il Comandante di MARISTAER Grottaglie CV Nicola Ricciardi, il Comandante del GRUPAER CC F. “Bias” Marzano, il Capo Uff. Operazioni CC A. “Borat” Sirni, il Comandante del GRUPELICOT 4 CF G. Esposito, tutto il personale del GRUPAER e del GRUPELICOT 4, l’Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione dello Stato Maggiore della Marina Militare e la Sig.ra C. Lanzalaco.

Testo e immagini: Stefano Monteleone

2 Risposte

  1. Stefano Monteleone - Aviation Report

    Ciao Nicola,
    grazie 1000! E’ sempre un piacere avere un riscontro positivo sui nostri lavori. Saluti

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