300.000 visitatori, 240 aerei provenienti da più di 20 paesi differenti di cui 53 appartenenti all’aeronautica militare austriaca e ben 29 alla Flying Bulls, 5500, tra militari e civili, le persone coinvolte nell’organizzazione durata più di un anno di questo evento, l’Airpower 2016, svoltosi nella base aerea Hinterstoisser a Zeltweg, cittadina situata nella regione della Stiria, nelle giornate del 2 e 3 Settembre scorsi.

Supportati da condizioni metereologiche ideali per la perfetta riuscita di un airshow, il programma della manifestazione, leggermente diverso per le due giornate previste dato l’elevato numero dei partecipanti invitati, è stato aperto alle 9:00 del mattino da una serie di passaggi di una formazione composta da un Eurofighter e da un Alpha jet della Flying Bulls che hanno sorvolato più volte la display area e realizzato spettacolari incroci di fronte ad una mongolfiera verde con il logo della regione ospitante.

Questo è stato solo il primo acuto di un programma veramente intenso e diversificato come da tradizione che ha visto l’alternarsi senza sosta dei più importanti “Solo” display teams come il Dassault Rafale de l’Armée de l’Air, il Saab Gripen della Czech Air Force, L’F16 della Belgian Air Force, l’F18 della Spanish Air Force, il Mig 29 della Polish Air Force, il C27J del Reparto Sperimentale Volo e ultimi, ma non per importanza e spettacolarità, gli Eurofighter dell’Austrian Air Force che con i loro sorvoli hanno letteralmente fatto tremare la terra sotto i piedi degli spettatori e soprattutto “spettinato” gli spotter presenti nell’area 12 come il sottoscritto, per la vicinanza e la velocità durante le manovre di allontanamento dal sedime aeroportuale.

Per la cronaca, nella giornata di sabato, purtroppo l’esibizione dell’F16 belga è durata solo pochi minuti rispetto al programma previsto a causa di un problema al compressore che ha generato un forte boato e una grossa fiammata in uscita dal motore. Generalmente questo tipo di inconveniente è provocato da una variazione del flusso d’aria in ingresso al motore a seguito di un birdstrike o un assetto limite di volo del velivolo che ha come conseguenza lo stallo del compressore stesso. Fortunatamente non ci sono state conseguenze serie e il comandante Tom “GIZMO” De Moortel è riucito ad atterrare senza problemi.

Non potevano mancare anche le principali pattuglie acrobatiche come le nostre Frecce Tricolori, in questa occasione presente con tutti e dieci i velivoli dopo l’esibizione in nove all’airshow di Jesolo per la mancanza del Capitano Luca Galli che era ad Amatrice a seguito del forte terremoto che ha colpito le sue terre d’origine, la Patrouille de France, la Patrulla Aguila, il PC-7 Team svizzero, il Team Orlik polacco e la Krila Oluje croata.

Al gran completo anche la formazione dei velivoli della Flying Bulls, con i suoi classici Douglas DC-6B, Corsair F4U-4, B-25 Mitchell, Lockheed P-38 Lighting e la new entry T-28 Trojan, al debutto dopo circa 2 anni di restauro, e gli elicotteri Bell AH-1F Cobra, il Bristol 171 Sycamore e il BO-105CB.

Così come deve essere per un buon padrone di casa, anche l’aeronautica militare austriaca ha rischierato tutte le tipologie di velivoli in forza alle sue linee aerotattiche, l’ Eurofighter Typhoon, il Saab 105, i Pilatus PC-6 Turbo Potter e PC-7 Turbo Trainer, il Lockheed C-130 Hercules e gli elicotteri BlackHawk, Bell 212 e OH-58B Kiowa, Alouette II e III con l’obiettivo di dimostrare la loro preparazione e professionalità nella protezione dello spazio aereo e gestione di situazioni critiche.

Ormai un classico in tal senso le simulazioni di un attacco da parte di un gruppo di terroristi dell’aeroporto e l’intervento delle squadre speciali per la neutralizzazione del nemico e la liberazione di possibili ostaggi e il decollo su scramble di due Eurofighter per l’intercettazione di un velivolo, in questo caso un C130 dell’aeronautica austriaca, entrato senza autorizzazione nello spazio aereo nazionale.

Come da tradizione, la sezione storica è stata una delle principali che ha caratterizzato la manifestazione austriaca. In questa edizione, oltre ai classici Messerschmitt 109, Fokker D. VII, l’Hawker Sea Fury, il Fouga Magister e il De Havilland Vampire sono arrivati i velivoli della Historic Flight della Swedish Air Force con i suoi J-29 Tunnan, AJS-37 Viggen e SK-35 Draken.

Questi ultimi sono stati protagonisti, oltre che di singoli display in cui hanno potuto dimostrare il loro ottimo stato di forma e la loro enorme potenza per velivoli aventi ormai quasi mezzo secolo di vita, di una spettacolare formazione composta da un F-5 Tiger dell’aeronautica militare svizzera dal Fouga Magister dal Vampire e da un Eurofighter.

Di tutt’altra tipologia ma altrettanto spettacolari sono state le esibizioni della Red Bull Aces Exhibition, anche in questo caso un debutto assoluto, in cui un gruppo di atleti dotati di tute alari si sono lanciati da un’altezza di 2000 metri e che, dopo aver raggiunto una velocità prossima ai 250km/h, si sono esibiti in uno slalom tra le porte sorrette da 4 Alouette III in volo stazionario sull’asse pista e di Peter Besenyei a bordo del suo Corvus CA-41 Racer capace di manovre al limite dell’immaginabile e cariche di g positivi e negativi capaci annientare una persona non abituata a certe sollecitazioni.

Non per niente Peter è uno dei più famosi piloti acrobatici in attività, detentore di più titoli mondiali di acrobazia aerea ed inventore della famosissima manovra del volo rovescio sotto il ponte Széchenyi Chain Bridge sul Danubio a Budapest.

Oltre a questo di cui vi abbiamo parlato, per noi di Aviation Report, è stato un evento da ricordare per aver avuto l’onore e il piacere di poter intervistare due delle stars dell’evento, il comandante Stellan Andersson, capo operazioni volo della Swedish Air Force Historic Flight e il Ten. Col Jan Slangen, comandante delle Frecce Tricolori.

Le interviste le potete leggere cliccando nei link di seguito:

Appuntamento al 2018 per una nuova edizione di Airpower, garanzia di spettacolo e appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di volo.

Testo e immagini: Daniele Ghisolfi

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