Nel Mediterraneo Centrale le unità navali della Marina Militare hanno incontrato quelle americane del Carrier Strike Group 10 della portaerei CVN-69 Eisenhower per il primo rifornimento in mare con il Green Diesel di Flotta Verde.

Ma che cosa è Flotta Verde? Il programma Flotta Verde è iniziato nel 2012 in Italia con l’avvio della collaborazione tra la Marina Militare italiana ed Eni per lo sviluppo di un combustibile navale di tipo sintetico derivato da fonti rinnovabili.

Nel gennaio del 2014, superata la prima fase di sperimentazione in laboratorio, la Marina Militare ha testato il prodotto Green Diesel sul Pattugliatore Foscari con pieno successo, senza necessità di alcuna modifica all’impianto propulsivo dell’unità.

Questo progetto ha suscitato notevole interesse anche negli Stati Uniti, interesse che ad aprile 2014 ha portato, presso la Bioraffineria Eni a Venezia, a siglare uno Statement of Cooperation tra la Marina Militare Italiana e la US Navy. Questo documento prevede lo scambio di informazioni su ricerca e sperimentazione nel settore dei combustibili alternativi, garantendo l’interoperabilità dei carburanti impiegati dalle due marine militari.

Nel maggio 2014, la Bioraffineria ha avviato la produzione di Green diesel, attraverso la tecnologia Ecofining™ (brevetto Eni-UOP Honeywell). Ad oggi tale tecnologia consente di produrre un combustibile dalle caratteristiche chimico-fisiche migliori di quelle degli altri combustibili bio-derivati.

Il Green Diesel è un gasolio sintetico bioderivato che consente di ottenere un combustibile dalle caratteristiche chimico-fisiche comparabili al diesel di origine fossile, con il vantaggio, a differenza di altri combustibili di derivazione biologica, di essere non igroscopico e pertanto di avere un’elevata stabilità.

La Marina Militare ha proseguito la sperimentazione con successo nel 2015 su altre unità della Squadra Navale, ed è al momento l’unica marina militare in Europa ad aver utilizzato gasolio bio-derivato, recependo volontariamente gli obiettivi comunitari per la riduzione delle emissioni inquinanti e per l’impiego di combustibili prodotti da fonti rinnovabili. L’impiego di Green Diesel da parte delle unità della Squadra Navale porterà una importante riduzione delle emissioni inquinanti, ed in particolare una riduzione fino al 26% delle emissioni totali aggregate di anidride carbonica.

A suggellare la collaborazione tra la Marina Militare Italiana e la US Navy per lo sviluppo di combustibili alternativi e meno inquinanti, il 16 Giugno scorso alcune unità navali militari italiane ed americane sono state rifornite con combustibile Green Diesel prodotto in Italia. Nelle acque del Mediterraneo Centrale l’unità rifornitrice della Marina Militare, Nave Etna, si è incontrata con le unità navali statunitensi del Carrier Strike Group Eisenhower per eseguire il primo rifornimento laterale in mare di combustibile verde derivato da fonti rinnovabili.

Nave Etna A5326 ha così rifornito da un lato il cacciatorpediniere americano DDG-87 Mason e dall’altro lato il cacciatorpediniere D553 Nave Andrea Doria dimostrando così le capacità congiunte di condivisione del combustibile raggiunte dalle due marine nell’ambito del programma della Flotta Verde e/o Great Green Fleet per la US Navy.

Aviation Report ha avuto la possibilità di partecipare dal vivo a questo importante evento grazie alla collaborazione della Marina Militare e della US Navy. Prima di prendere il mare, il 25 maggio, a Taranto, la nave rifornitrice Etna ha imbarcato il combustibile sintetico che è stato miscelato direttamente in un deposito di bordo realizzando così il Green Diesel.
Dopo essersi affiancate e aver passato le apparecchiature che collegano, con un sistema di cavi d’acciaio in tensione, le navi in navigazione, è iniziato il pompaggio del combustibile verde nelle casse dei due cacciatorpedinieri.

Da sempre la Marina Militare Italiana è impegnata nello sviluppo di unità navali economiche nella gestione, polivalenti e rispettose dell’ambiente. L’importante traguardo, raggiunto con il primo rifornimento in mare di combustibile verde, ha segnato un momento molto importante di un percorso iniziato nel 2012 e che ha visto nel tempo lo sviluppo di un nuovo concetto strategico connesso con il programma di rinnovamento della flotta navale militare italiana.

Grazie al “Programma navale per la tutela delle capacità navali della Difesa” è stata assicurata la copertura finanziaria di circa la metà del fabbisogno per il rinnovamento della flotta in relazione alla quale è stata approvata la costruzione di 7 PPA Pattugliatori Polivalenti d’Altura, 1 unità anfibia multifunzionale LHD Landing Helicopter Dock (nave portaelicotteri a bacino allagabile), 1 nave logistica/rifornitrice di squadra LSS Logistic Support Ship e 2 mezzi minori UNPAV Unità Navali Polivalente ad Altissima Velocità per il Gruppo Operativo Subacquei  GOI del Comsubin.

Proprio con il programma di rinnovamento della flotta navale recentemente avviato, anch’esso inserito nel più ampio concetto strategico di Flotta Verde, la Marina Militare ha inteso promuovere l’eccellenza industriale italiana e il vantaggio competitivo in settori strategici come quelli dell’energia e della cantieristica, sostenendo non solo la produzione di carburanti da fonti rinnovabili, complementari al mercato alimentare e non in competizione con esso, ma prevedendo l’adozione di molteplici soluzioni tecnologiche di efficientamento energetico e ambientale (tra cui illuminazione a LED, propulsione elettrica, trattamenti siliconici delle carene, post trattamento dei gas di scarico).

Scheda tecnica Nave Etna

Unità navale per Supporto Logistico, Nave Etna A5326 è la quinta unità della Marina a portare questo nome ed è unica nel suo genere. Costruita presso i Cantieri Navali di Riva Trigoso, è stata consegnata alla Marina Militare il 29 luglio 1998. Ha ricevuto la bandiera di combattimento a Catania il 28 novembre 1998 ed è stata impiegata inizialmente come Unità rifornitrice di squadra e supporto logistico.
Nave Etna è  una unità rifornitrice di Squadra per il trasporto e rifornimento in mare di combustibili, lubrificanti, munizionamento, viveri, medicinali ed altri materiali di supporto, assicurato da 5 stazioni di rifornimento con un ponte di volo capace di operare con elicotteri medio – pesanti e leggeri, sia nazionali che di Marine Alleate, con possibilità di ricovero in hangar per un elicottero tipo EH-101, AB-212 o SH-90.

rifornitrice di squadra etna marina militare

Flotta Verde Copyright: UPICOM Marina Militare

Come unità di supporto logistico, grazie alla presenza a bordo di tre officine (elicotteristica, meccanica, elettro-meccanica), consente un’ottima capacità di intervento tecnico a favore di altre unità in mare, per riparazioni sullo scafo, apparati motore e sugli equipaggiamenti del sistema di combattimento. Può essere utilizzata anche come inità di supporto sanitario, con un’area ospedaliera attrezzabile e configurabile per svariate necessità sanitarie e mediche.

Carrier Strike Group 10 portaerei CVN-69 Eisenhower

La portaerei USS Dwight D. Eisenhower con il suo Carrier Strike Group 10 (Ike CSG) è entrata nel Mar Mediterraneo, a supporto degli interessi USA in Europa il 13 Giugno 2016, dopo aver lasciato il porto di Norfolk in Virginia il 1 Giugno.
Generalmente un Carrier Strike Group (CSG), è composto da circa 7,500 unità di personale, una portaerei, un incrociatore, un numero variabile da 6 a 10 tra cacciatorpedinieri e/o fregate e un Carrier Air Wing con circa 70 velivoli. E’ uno strumento aero-navale molto flessibile che può operare in mare aperto o sotto costa in ogni condizione meteo di giorno come di notte. Il ruolo principale della portaerei e dei suoi velivoli è quello di fornire la forza principale offensiva, mentre le altre unità navali provvedono alla sua difesa e al supporto logistico e di combattimento.

caccia americani sulla portaerei uss eisenhower

Parleremo più approfonditamente del CSG Eisenhower e dei suoi velivoli nel prossimo articolo dedicato alla portaerei americana e alla sua presenza nel Mediterraneo.

Aviation Report e gli autori desiderano ringraziare per l’opportunità concessa: l’UPICOM della Marina Militare, il TV G. Lucafò, il personale e il Comandante di Nave Etna, la US Navy e tutto il personale della portaerei CVN-69 Eisenhower.

Testo: Stefano Monteleone
Immagini: Michele Monteleone

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