La Lockheed Martin e Dipartimento della Difesa USA hanno raggiunto un accordo per il nuovo lotto di produzione a basso ritmo nr. 10 (LRIP 10) del caccia di quinta generazione F-35 Lightning II.

Il lotto 10 prevede 90 aerei per le Forze Armate americane e per alcuni partners che partecipano al programma e si articola su 90 aerei da consegnarsi a partire dal 2018:

  • 55 F-35A  per l’USAF
  • 9 F-35B per i MARINES
  • 2 F-35C per l’US Navy
  • 3 F-35B per il Regno Unito
  • 6 F-35A per la Norvegia
  • 8 F-35A per l’Australia
  • 2 F-35A per la Turchia
  • 4 F-35A per il Giappone
  • 6 F-35A per Israele
  • 6 F-35A per la Corea del Sud

In quello che viene considerato il contratto più vantaggioso per gli acquirenti (e naturalmente per i contribuenti…), per la prima volta, il prezzo di un jet della versione convenzionale scende sotto i 100 milioni dollari con una riduzione del 7% rispetto al contratto precedente (LRIP 9).

Un F-35A, tutto compreso, costa 94,6 milioni dollari per esemplare.

Il risparmio è pari a 728 milioni di dollari complessivi e ci si attendono ulteriori riduzioni con la produzione in grande serie a partire dal 2020 e l’aumento delle macchine da produrre delle versioni B e C.

Attualmente sono poco più di 200 i jets stealth consegnati, con oltre 146.000 addetti in USA impegnati e alcune migliaia nel resto del mondo; il programma JSF è non solo il più costoso dell’ultimo cinquantennio ma anche quello che prevede il maggiore coinvolgimento di aziende e lavoratori in assoluto con imponenti e positive ricadute nell’economia reale.

Con l’inizio della produzione su larga scala, gli addetti saliranno a 260. 000 e gli aerei prodotti per ogni anno saranno 160.

Spicca tra i 35 jets ordinati dai partners non USA nel LRIP 10, l’assenza di aerei per l’Italia, unica nazione tra gli 8 partners internazionali a non avere aerei in ordine.

Con le consegne così spalmate nel tempo, la pressione sulla flotta Tornado è inevitabilmente alta: le macchine hanno decenni di vita e la manutenzione è gioco-forza onerosa e complicata mentre deve continuare il piano di ritiro dal servizio una volta raggiunte le ore di fatica della cellula.

Sinora, l’Aeronautica Militare ha ricevuto 7 aerei, 4 sono rischierati in USA presso la Luke AFB per l’addestramento e formazione di piloti e personale tecnico, 3 sono stati consegnati a fine anno al 32° Stormo di Amendola ma ancora non hanno raggiunto una piena operatività: macchine così nuove e complesse necessitano di tempo prima di essere proficuamente impiegate nel pieno delle loro capacità e naturalmente integrate con gli altri assets operativi.

Testo e immagini: Gianluca Conversi, US Air Force Command

A proposito dell'autore

Nato a Parma, vive a Brescia. Grande appassionato di fotografia aeronautica e sportiva, annovera un passato da radiocronista sportivo per alcune radio private emiliane. Collabora come fotografo sportivo con l’associazione Oldmanagency. Si occupa di processi aziendali i e formazione presso una multinazionale leader nei settori del trasporto internazionale e logistica integrata.


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