La Finmeccanica tramite la Royal Air Force, che ha già acquistato alcuni sistemi BriteCloud, ha effettuato le prove con un caccia-bombardiere Tornado GR Mk4. Progettato per contrastare le minacce del 21° secolo, il BriteCloud si basa sulla miniaturizzazione di un’avanzata tecnologia di disturbo che individua automaticamente le minacce radar evitandole grazie al disturbatore integrato nel dispositivo.

I moderni missili a guida radar sono in grado di battere le contromisure chaff tradizionali in uso fin dalla seconda guerra mondiale. Basato su una tecnologia di disturbo avanzata miniaturizzata, il BriteCloud è una contromisura anti-missile di nuova generazione.

Si tratta di un disturbatore alimentato da una memoria digitale a radio frequenza (Digital Radio Frequency Memory – DRFM) che costituisce un’unità completamente autonoma, compatta e di dimensioni ridotte. Grazie a queste dimensioni, il sistema può essere lanciato da un velivolo da combattimento esattamente come una contromisura di difesa flare, consentendo ai piloti di allontanare dai loro aerei i più avanzati missili guidati in radio frequenza e di evitare i radar di controllo del tiro.

Il BriteCloud EAD (Expendable Active Decoy) è stato sviluppato da Finmeccanica in collaborazione con il Ministero della Difesa del Regno Unito, in particolare con il Defence Science and Technology Laboratory (DSTL) e il Defence Equipment and Support organisation (DES). BriteCloud é stato lanciato nel novembre 2013 insieme al partner Saab, società svedese attiva nella difesa e sicurezza, che sta offrendo il sistema come equipaggiamento di protezione elettronica avanzata per le diverse versioni del velivolo Gripen.
Il sistema ha la stessa misura e forma di un flare. Viene emesso da una cartuccia standard di 55mm, il che lo rende adatto ad una serie di aerei da combattimento. Finmeccanica sta valutando, insieme ad altri costruttori, la possibilità di offrire l’equipaggiamento su altre piattaforme.

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