Ore 9:30 circa nella sala comando e controllo della Brigata Aeromobile Friuli scatta l’allarme ed una pattuglia del 66° Reggimento Fanteria Aeromobile Trieste su mezzi Lince e Puma parte per verificare la segnalazione di un IED (Improvised Explosive Device) su una importante via di comunicazione che collega il campo base con il centro città.
All’arrivo la pattuglia segnala l’effettiva presenza dell’esplosivo piazzato ai bordi della strada e l’inizio della bonifica. Immediatamente viene messo in allerta anche un elicottero AB-212 del 30° Gruppo Pegaso in servizio MedEvac (Medical Evacuation) pronto al decollo per ogni evenienza.

Dopo alcuni minuti di attesa la pattuglia dichiara di aver disinnescato lo IED e di aver messo in sicurezza la zona. Si tira un momentaneo sospiro di sollievo, perché subito dopo un nuovo allarme scatta in sala controllo. E’ richiesto l’immediato intervento dell’elicottero per evacuare un civile ferito da una mina. L’elicottero già in allerta decolla in pochi minuti diretto verso un’altra pattuglia della Brigata che ha prestato i primi aiuti medici al civile ferito. Contemporaneamente una sezione di sminatori parte alla volta della zona interessata dall’esplosione della mina per controllare ed eventualmente bonificare la zona. L’elicottero ed il personale medico arrivati, imbarcano il ferito per decollare nuovamente alla volta dell’ospedale da campo.

Potremmo essere benissimo in un teatro operativo di guerra come il Libano o l’Afghanistan ma in realtà tutto quello a cui abbiamo assistito e che vi abbiamo raccontato è solo una simulazione di quello che potrebbe trovare, realmente, il personale dell’Esercito Italiano una volta rischierato in Libano nell’ambito dell’Operazione Leonte XIII. Siamo stati ospiti del Comando della Brigata Aeromobile Friuli presso il poligono di Monteromano (Viterbo) per seguire la Ripe Cedar 2012, esercitazione propedeutica proprio al prossimo dispiegamento della Brigata in Libano. Circa 800 elementi del 66° Reggimento Aeromobile Trieste e del Reggimento Savoia Cavalleria hanno simulato, testato e verificato tutta una serie di attività ed eventi che potrebbero trovarsi ad affrontare una volta arrivati in teatro, soprattutto a ridosso della nota “Blu Line” la linea di confine contestata nel corso degli anni dal Libano, Siria ed Israele, applicando il noto concetto addestrativo “Train as you Fight”.













Pattugliamenti, posti di blocco, posti di osservazione del confine, protezione della forza, sminamenti, missioni MedEvac sono solo alcune delle molte attività che sono al centro dell’addestramento che ha portato avanti, per due settimane, la Brigata al poligono in vista della partenza. Al briefing siamo stati accolti dal Comandante della Friuli il Generale di Brigata Antonio Bettelli, che con una punta di orgoglio rivolta al proprio personale, uomini e donne dell’Esercito che verranno impiegati ancora una volta in ambito internazionale ONU/UNIFIL in questo difficile teatro, ci ha spiegato le finalità e gli obiettivi dell’esercitazione:
1. Applicazione della dottrina delle operazioni di risposta alla crisi (CRO), e delle TTPs operative inserite in uno scenario tattico realistico.
2. Sviluppo della capacità di condurre operazioni di :
a. Stabilizzazione (comprehensive and integrated approach ,CIMIC,Check points, Pattugliamento, controllo della folla, partnering con le Lebanon Armed Forces).
b. natura difensiva (C-IED, Protezione della Forza, Scorta ai convogli, Guida sicura, Sicurezza alle installazioni/posti di osservazione).
3. Sviluppo delle capacità di “Critical Thinking” e “Decision Making” degli STAFF e dei Comandanti fino al livello “assetto”.
4. Amalgama del personale per l’impiego nell’operazione “LeonteXIII”.
5. Addestramento per episodi incentrato su situazioni particolari (Situational Training Exercise STX).

Operazione Leonte è il nome della componente delle Forze Armate Italiane partecipanti alla più ampia forza multinazionale ONU-UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon) impiegata ormai dai tempi della prima risoluzione ONU, la 425 del 19 marzo 1978, adottata dal Consiglio di Sicurezza a seguito dell’invasione del Libano da parte di Israele. Tale risoluzione è stata ripresa, modificata ed aggiornata da parte dell’ONU nel corso degli anni approvando anche un notevole incremento delle forze di interposizione internazionali.













La missione UNIFIL (2) è iniziata alla fine di Agosto dell’anno 2006 con lo scopo di implementare le decisioni assunte dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nella risoluzione n. 1701 (11/8/2006). In particolare il Consiglio di Sicurezza autorizza l’ampliamento del contingente UNIFIL nel Sud Libano fino a 15.000 unità per:
– Verificare il rispetto del “cessate il fuoco”;
– Supportare lo schieramento dell’Esercito Libanese in seguito al completo ritiro delle forze opponenti a sud della linea di ritirata (Blue Line);
– Condurre attività di monitoraggio dell’area di competenza, in particolare per il rispetto reciproco della “Blue Line”;
– Consentire l’aiuto umanitario alla popolazione civile e il rientro volontario e sicuro dei profughi;
– Assistere il raggiungimento della FOC (Full Operational Capability) da parte dell’Esercito Libanese;
– Assistere il Governo Libanese nell’attività di controllo dei confini e dei punti di chiave per prevenire l’ingresso illegale di armi.

Le truppe multinazionali (guidate dalla Francia, a cui è subentrata l’Italia nel febbraio 2007, la Spagna nel febbraio del 2010 e di nuovo l’Italia a gennaio 2012) devono intraprendere ogni azione necessaria per assicurare che la loro area d’operazioni non sia utilizzata per attività offensive di ogni genere e non hanno il compito di disarmare le milizie Hezbollah, che spetta alle truppe libanesi, assieme alla sorveglianza del confine con la Siria, per impedire il traffico d’armi.
Con la risoluzione UNSCR 2004 del 2011 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha esteso il mandato di UNIFIL fino al mese di Agosto 2012.
Il contingente deve continuare a contribuire al mantenimento della situazione di “cessazione delle ostilità” nell’area a sud del fiume Litani e il pieno rispetto della “Blue Line” (BL).
UNIFIL ha il compito di continuare ad assistere l’Esercito Libanese a insediarsi e a raggiungere la piena capacità operativa al fine di assicurare che nel territorio non si trovi personale armato, assetti, armamenti e relativi munizionamenti, eccetto quanto legittimamente autorizzato dal Governo libanese.

FORZA AUTORIZZATA (UNSCR 1701 – 11 Agosto 2006):
15.000 uomini, supportata da staff civile locale e internazionale.
FORZA ATTUALE (UNSCR 2004 – 31 Agosto 2011):
12.001 uomini in uniforme; 353 civili internazionali di staff; 665 civili locali di staff.



La Brigata Aeromobile Friuli oggi
La Brigata venne costituita il 1° Dicembre del 2000 alle dipendenze del 1° Comando Forze di Difesa di Vittorio Veneto, e fu concepita per disporre sia di forze terrestri che aeree. Dall’ora è sempre stata in grado di condurre un combattimento indipendente e sotto un unico comando, grazie all’integrazione di forze di fanteria leggera e di unità di volo dotate di elicotteri da trasporto/assalto e combattimento.
Tipiche missioni aeromobili sono la conquista e la tenuta di punti chiave, le incursioni, le operazioni di peace-keeping o le operazioni di recupero ed evacuazione di civili da zone di guerra.
Comandata dal Generale di Brigata Antonio Bettelli, il comando Brigata con il reparto comando e supporti tattici ha sede a Bologna presso la Caserma Mameli. Dalla “Friuli” dipendono 4 Reggimenti con sede a Forlì (66° Reggimento Fanteria Aeromobile “Trieste”), Rimini (7° Reggimento Aviazione dell’Esercito “Vega”), Casarsa della Delizia (5° Reggimento Aviazione dell’Esercito “Rigel”) e Grosseto (Reggimento Savoia Cavalleria) per un totale di circa 3200 militari (249 le donne) due terzi dei quali di stanza in Emilia Romagna.
Ha all’attivo numerose operazioni all’estero tra le quali ricordiamo le ultime: Antica Babilonia (Italian Joint Task Force Iraq di Nassiriya), ISAF (Regional Command West Herat), Leonte 7 (Joint Task Force Lebanon) e prima ancora la KFOR-Joint Guard in Albania, la Constant Forge in Bosnia-Herzegovina, l’ALBA in Albania, la IBIS-2 in Somalia e il VESPRI SICILIANI in Italia.













II 66° Reggimento Fanteria Aeromobile “Trieste” è rientrato a fine marzo, dall’operazione ISAF in Afghanistan, dove ha operato all’interno del settore di competenza designato come Task Force Centre. In particolare in Afghanistan ha ricoperto 240 mila chilometri su un totale di 337 itinerari principali, impiegando circa 500 pattuglie, su oltre 700 attività operative che hanno dato come esito il ritrovamento di circa 3200 artifizi inesplosi e munizionamento vario.
A completare il quadro operativo 50 attività di cooperazione civile-militare a favore dei 32 villaggi inscritti nel settore di competenza del reggimento e oltre 500 attività di prevenzione della minaccia portata dalle mine (IED).
II 5° Reggimento Aviazione dell’Esercito “Rigel” è rientrato a metà marzo dall’operazione ISAF Regional Command West su base Task Force Fenice ove ha compiuto circa 650 missioni per quasi 2000 ore di
volo trasportando più di 6500 passeggeri e 700 tonnellate di materiale.
Rimane tuttavia presente in Afghanistan con 10 elicotteri da esplorazione e scorta AW129 Mangusta e 80 militari.
La Brigata quindi mantiene attualmente proprie unità impegnate in operazioni all’estero che vengono avvicendate all’interno della grande unità stessa con frequenza semestrale, ed insieme ad altre componenti delle nostre Forze Armate contribuisce alla sicurezza e alla stabilità internazionale, riscuotendo successi e plausi anche da parte delle nazioni alleate.



Per quanto concerne la parte prettamente aeronautica dei Reggimenti dell’AVES facenti parte della Brigata ricordiamo la loro composizione e gli elicotteri in dotazione:
Il 5° Reggimento AVES “Rigel” è composto dal 27° Gruppo Squadroni Mercurio e dal 49° Gruppo Squadroni Capricorno, ed ha in dotazione gli elicotteri AB-205 Huey ed AW-129 Mangusta
Il 7° Reggimento AVES “Vega” è composto dal 48° Gruppo Squadroni Pavone, dal 53° Gruppo Squadroni Cassiopea e dal 25° Gruppo Squadroni Cigno, ed ha in dotazione gli elicotteri AW129 Mangusta, gli AB-412 e gli AB-205 Huey in sostituzione con i nuovissimi NH-90TTH.

Aviation-report.com e gli autori desiderano ringraziare l’Ufficio Stampa dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, il Comando della Brigata Fruli, il Gen. A.Bettelli, il Col. A.Martorana e tutto il personale della Brigata Friuli per il supporto, la professionalità e la cordialità con cui ci hanno accolto in poligono.

Testo: Stefano Monteleone
Immagini: Raffaele Fusilli, Michele Monteleone

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