Scopo di “European Wind 2016”, svoltasi tra il 21 novembre ed il 2 dicembre presso il poligono “Rivoli Bianchi” di Venzone (UD), era certificare il raggiungimento della piena capacità operativa dell’EUBG (European Union Battle Group) su base DECI (DEfence Cooperation Initiative), forza militare di intervento rapido (di cui viene testata in particolare la capacità di pianificazione e condotta in tempi estremamente ridotti di un’operazione di crisis managment) a disposizione dell’Unione Europea per l’impiego in eventuali teatri di crisi internazionale già a partire dal prossimo mese di gennaio 2017.

DECI (Defence Cooperation Initiative)

Militari delle Forze Armate aderenti alla DECI (Defence Cooperation Initiative), Italia, Austria, Croazia, Slovenia, Ungheria ed Albania (quest’ultima presente con un nucleo di osservatori) sono dunque affluiti in Friuli operando nelle diverse aree addestrative della provincia di Udine sotto l’egida del Comando della Brigata Alpina Julia, Unità che ricopre anche il ruolo di leader dell’MLF (Multinational Land Force, forza terrestre predisposta per condurre operazioni di sostegno alla pace nel quadro della “dichiarazione di Petersberg”), di cui fanno parte anche Slovenia e Ungheria.

Il contingente più corposo era quello italiano, con oltre 1.200 uomini (su un totale di 1.500) ed assetti specialistici capaci di sviluppare e gestire, in un contesto di spiccata interoperabilità, il più ampio scenario di eventi che possono caratterizzare l’impiego militare in supporto ad una Nazione interessata da una situazione di crisi.

Il Generale Graziano, a Venzone per assistere al Live Fire Exercise finale assieme ai Capi di Stato Maggiore della Difesa delle Nazioni esercitate assieme all’Italia – Austria, Croazia, Slovenia e Ungheria – ed al Chairman del Comitato Militare dell’Unione Europea, Generale Mikhail Kostarakos, ha sottolineato “abbiamo qui oggi militari italiani, sloveni, austriaci, croati e ungheresi provenienti da Paesi che aderiscono a questa iniziativa e stanno inviando un messaggio d’unità e di capacità per condurre, sotto una bandiera multinazionale, europea o della Nato, eventuali operazioni in aree di crisi”.

“Affrontiamo un periodo di importanti sfide e nuovi compiti e credo che questa tipologia di battle group europeo, basata sulla DECI, riaffermi la nostra volontà di costruire ancora di più solide capacità per stringere le relazioni nell’area sud adriatica dell’Europa e renderle un esempio da seguire.”

Schierati sul terreno un centinaio di mezzi tattici – tra Blindo Centauro, VBM Freccia, VTLM Lince e BV oltre a RABA ungheresi, Humvee croati e Valuk sloveni – numerosi elicotteri italiani ed austriaci.

Il sorvolo di tre MB-339 delle Frecce Tricolori sulle forze schierate in campo ha quindi suggellato la chiusura dell’evento che, per la parte più propriamente aerea, aveva in precedenza visto l’intervento di due T-346 nel ruolo CAS (Close Air Support) e due EF-2000 impegnati nella copertura dell’azione.

Il 30 novembre, presso il Comando della Brigata Julia, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, dopo aver accolto i Capi di Stato Maggiore della Difesa sloveno e ungherese, ha presieduto il meeting della MLF per illustrarne i risultati raggiunti e tracciarne i possibili sviluppi futuri.

Nel corso dell’incontro si è anche discusso dell’intenzione di utilizzare la MLF nell’ambito della iniziativa regionale DECI per dare vita ad un Battle Group europeo; l’Italia, quale “Nazione guida”, ha il compito di fornire il comandante e la maggior parte della struttura del Quartier Generale della Brigata, rinforzata su base permanente da personale sloveno ed ungherese.

L’area geografica d’impiego della MLF include Europa Centro – Sud Orientale, in teatri operativi caratterizzati da terreno accidentato, disagevole o con scarsa mobilità terrestre e soggetti a difficili condizioni climatiche.

Testo Raffaele Fusilli
Foto: COMALP Comando Truppe Alpine, Raffaele Fusilli

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