Iniziata il 3 Ottobre 2016, nelle acque del mar Tirreno centrale e presso il poligono di Capo Teulada, l’esercitazione Emerald Move 2016 (ERMO 16).

La ERMO 16 è un evento addestrativo internazionale a cui partecipano le Marine delle Nazioni che aderiscono alla European Amphibious Initiative (EAI), coordinata dalla Marina Militare Italiana, con un dispiegamento di circa 4000 uomini e donne impegnati sia a bordo delle unità navali, sia a terra.

L’Italia partecipa con Nave Cavour, sede di comando e controllo della costituita forza anfibia, nave Carabiniere, nave San Giorgio,  il sommergibile Venuti, una aliquota di 400 fucilieri della Brigata Marina San Marco e 71 lagunari del Reggimento Lagunari Serenissima di Venezia.

Gli altri Paesi partecipanti sono la Francia con la LHD FS Mistral e 200 marines, l’Olanda con la LPD HNLMS Rottherdam e 117 marines, la Spagna con la LHD SPS Juan Carlos I,  la FFG SPS Numancia e 400 marines, la Turchia con la LST Osmangazi e 80 marines,  il Regno Unito con 28 marines, il Portogallo con 90 marines ed il Belgio con 121 marines.

Inoltre l’evento addestrativo sarà reso ancora più complesso da una componente aerea composta da 9 velivoli AV8B Plus (italiani e spagnoli) e 18 elicotteri di vario tipo imbarcati sulle Unità Navali.

elicotteri SH-90 della Marina Militare

Elicotteri SH-90 della Marina Militare – Copyright UPICOM Marina Militare

Tra le finalità  della ERMO 2016 vi è quella di testare la capacità “Expeditionary” della forza da Sbarco dell’European Amphibious Initiative e allo stesso tempo la capacità di una forza anfibia di sostenersi facendo leva proprio sul supporto fornito dalle navi in mare, mentre l’obiettivo finale dell’addestramento congiunto tra le diverse Marine e diverse forze da sbarco è quello di raggiungere una piena integrazione ed operatività in grado di esprimere una forza anfibia europea.

L’esercitazione, conclusasi il 14 Ottobre si è articolata in due fasi: la prima caratterizzata da attività schedulate con difficoltà crescente terminata il 7 ottobre con la visita del Capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Claudio Graziano, il Capo di Stato Maggiore della Marina, l’Ammiraglio di squadra Valter Girardelli e delle autorità civili e militari dei paesi partecipanti, accompagnati dal Comandante in Capo della Squadra Navale, Ammiraglio di squadra Donato Marzano.

Nel corso della seconda fase, strutturata su uno scenario di crisi simulato, la Task Force anfibia si è addestrata tatticamente con lo scopo di rafforzare l’interoperabilità, l’integrazione  e la condivisione di procedure operative. Simulate molteplici tipologie di missioni a carattere umanitario, politico e militare quali, l’operazione di evacuazione di non-combattenti (Non-combatant Evacuations Operation – NEO), a favore della popolazione civile in caso di deterioramento delle condizioni di sicurezza interna causato da catastrofi naturali, e l’operazione di evacuazione di feriti da zona di crisi (Casualty Evacuation – CASEVAC) condotta solo con l’ausilio di velivoli attrezzati.

Gli obiettivi raggiunti e le missioni portate a termine costituiscono la prova inconfutabile dell’efficienza della Task Force anfibia, in grado di sostenersi col supporto fornito dalle navi in mare, e sottolineano un eccellente grado di integrazione e una spiccata interoperabilità tra tutti i militari impegnati provenienti da dieci diversi Paesi europei.

Testo e photo credits: Ufficio Pubblica Informazione Marina Militare

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