Nella notte tra il 18 e il 19 Gennaio 2017, in accordo con il Libyan Government of National Accord, gli Stati Uniti hanno condotto una missione di bombardamento di precisione sulla Libia, distruggendo due basi di Daesh a 45 chilometri da Sirte.

La missione, autorizzata dal governo USA, rientra nel piano delle operazioni militari che gli Stati Uniti hanno iniziato l’anno passato per supportare le forze libiche nel liberare Sirte dal controllo dei miliziani di Daesh.

Tecnicamente parlando, la missione in questione ha visto come protagonisti due bombardieri strategici B-2 Spirit della US Air Force che avrebbero eliminato nel bombardamento 80 combattendi di Daesh. Questa azione è la prima missione di combattimento dei bombardieri americani B-2 dal 2011.

I due bombardieri strategici americani hanno lanciato più di 100 Boeing GBU-38 Joint Direct Attack Munitions, passando totalmente inosservati alle seppur minime difese aeree libiche o a eventuali passaggi di informazioni tra ufficiali adetti alla difesa aerea e miliziani di Daesh, assicurandosi così l’elemento della sorpresa.

Qualcuno si è comunque posto la domanda sul perchè utilizzare un assetto aereo di elevato valore come il B-2 per attaccare due obiettivi nel deserto libico, anche scarsamente protetti, quando si sarebbe potuto utilizzare aerei come il B-52 o il B-1 o addirittura gli F-15E o gli AV-8B Harrier dei Marines. Probabilmente la decisione di utilizzare il B-2 rientra in una precisa strategia del Pentagono di sperimentazione di nuove dottrine di impiego o la sperimentazione di nuovi apparati sul bombardiere invisibile, un pò come fatto finora dalla Russia con la Siria, utilizzata come “live test range” per provare nuovi armamenti e tecnologie direttamente sul campo di battaglia.

La missione

I due aerei “Spirit of Pennsylvania” e “Spirit of Georgia” sono decollati dalla Whiteman Air Base, Missouri per la missione durata circa 34 ore! A supporto della missione sono stati utilizzati 15 aerei da rifornimento in volo KC-10A Extender e KC-135R/T Stratotanker provenienti da cinque diverse basi aeree su tre continenti che hanno accompagnato i bombardieri durante il volo verso la Libia e rientro negli USA facendo rifornimento più volte durante il tragitto, due U-28A del 319th Special Operations Squadron del 1st Special Operation Wing che hanno effettuato missioni ISR e Battle Management e alcuni drones MQ-9 Reapers, decollati dalla Tunisia, che hanno utilizzato i missili Lockheed Martin AGM-114 Hellfire per colpire i miliziani.

B-2A Spirit

La US Air Force ha in inventario 20 bombardieri strategici invisibili B-2 che avevano bombardato la Libia (con tre esemplari) nel marzo del 2011. In quella occasione i B-2 Spirit attaccarono la Libyan Air Force distruggendo shelter e velivoli da combattimento libici al loro interno, utilizzando circa 45.920 kg di GBU-31 JDAM.
La prima missione di combattimento dei B-2 invece risale al 1999 quando attaccarono obiettivi serbi in Kosovo, e fu uno dei primi aerei da combattimento americani ad attaccare i talebani in Afghanistan dopo gli attacchi dell’11 Settembre 2001.

L’utilizzo dei bombardieri B-2 ha dimostrato ancora una volta le capacità degl Stati Uniti e dell’Air Force Global Strike Command di condurre operazioni aeree con attacchi di precisione su grandi distanze con voli non stop.

Testo: Stefano Monteleone
Photo credits: U.S. Air Force photo by Staff Sgt. Kate Thornton

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