Chi di noi non ha visto almeno una volta, dal vivo o in televisione in qualche film di guerra, i lanci dei paracadutisti dagli aerei da trasporto militari? Viverlo in prima persona è tutta un’altra cosa e Aviation Report vi racconta che cosa c’è dietro un lancio di paracadutisti militari.

E’ mattino presto quando arrivo in aeroporto, disbrigo le pratiche per l’ingresso ed incontro il mio accompagnatore, l’ufficiale pubblica informazione dell’Aeronautica Militare, con il quale definisco gli ultimi dettagli della missione alla quale parteciperò in mattinata e le mie esigenze fotografiche.
Ci spostiamo al nostro prossimo appuntamento: il briefing che verrà tenuto dall’ufficiale dell’Esercito Italiano, Ten. Col. G., il Liason Officer (ufficiale di collegamento) tra le due forze armate. La missione che mi aspetta riguarderà un’attività di aviolancio con personale paracadutista della Brigata Folgore, che si lancerà dai velivoli da trasporto della 46^ Brigata Aerea di Pisa.

La Missione Alpha
Nel piccolo ufficio briefing, ubicato nell’area della base riservata alla Folgore, gli equipaggi dei velivoli ricontrollano tutte le checklist per il carico degli aerei, le condizioni meteo, i parametri dell’area di lancio e la tempistica di svolgimento di ogni sortita prevista. Le missioni previste saranno 3, Alpha 901, 902 e 903, volate sia con il C-27J Spartan che con il C-130J Hercules. L’atmosfera è carica di concentrazione, ed ogni minimo particolare viene ripassato e controllato dai piloti ma anche dai DL (direttori di lancio) e dai loro assistenti che saranno i responsabili, a bordo del velivolo, del personale della Folgore impegnato nei lanci.
Quota, velocità, vento, numero di passaggi che farà l’aereo per lanciare i paracadutisti, da quale lato del velivolo si lanceranno, ogni dettaglio viene esaminato puntualmente per assicurare che le sortite vengano svolte nella massima sicurezza.

Concluso il briefing ci avviamo tutti verso il piazzale dove i paracadutisti si stanno preparando al lancio. Ognuno controlla il materiale che gli viene assegnato e inizia la vestizione con tutto l’equipaggiamento, non prima però di aver simulato l’uscita dal velivolo da una struttura che riproduce la carlinga dell’aereo e il portellone laterale di uscita.

Improvvisamente sentiamo in lontananza il tipico, ed a noi familiare, rumore dei motori del C-27J che si avvicina all’area di carico, si ferma ed apre la rampa posteriore per l’imbarco dei primi 24 paracadutisti. Una volta a bordo il C-27J chiude la rampa ed in pochi minuti decolla.
La prima sortita di Alpha 902 è iniziata.
E’ il mio turno ed ora la cosa si fa seria, andrò in volo, nella seconda sortita della missione Alpha 902, con gli uomini del 1^ Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”, a bordo di un C-27J Spartan del 98^ Gruppo dell’Aeronautica, call sign Lupo-81.

Il DL, un maresciallo istruttore del Reggimento Tuscania, raduna i 23 uomini, io sarò il 24esimo a bordo, per iniziare la preparazione al lancio. Sono momenti di grande concentrazione stampata sul volto di ognuno di loro. Divisi su due file parallele indossano i paracadute e, dietro gli imperiosi e decisi ordini del DL, la fila di sinistra controlla i compagni della fila di destra e viceversa.
Terminato il primo check, il DL ed il suo assistente controllano personalmente ognuno dei paracadutisti: elmetto, fune di lancio, paracadute principale e secondario, equipaggiamento. Tutto viene scrupolosamente ricontrollato dai due istruttori che non lasciano nulla al caso.

Il tempo sembra rallentato, ma l’altoparlante ci riporta velocemente alla realtà. “Sortita due prepararsi per la missione“. Ci avvertono che il C-27J è appena atterrato e sta rientrando all’area di lancio per prelevarci. Tocca a noi. Mi avvio verso l’aereo precedendo gli uomini del Tuscania che ordinatamente procedono in fila.
Prendiamo posto all’interno del velivolo e continuo a vedere l’estrema concentrazione negli occhi di tutti, chiudiamo il portellone ed in pochi secondi sento il C-27J accelerare velocemente lungo la pista. Ci appoggiamo uno all’altro pressati dalla potenza sprigionata dai motori dello Spartan ed in pochi istanti decolliamo già diretti dopo un paio di decise virate verso l’area di lancio denominata “Nella”.

Livelliamo a 500 piedi quando uno dei Loadmasters del C-27J avverte il DL che siamo pronti; “6 minuti al lancio“. Il portellone laterale viene aperto illuminando l’interno del velivolo. “4 minuti al lancio“, il DL urla a gran voce di prepararsi ed i primi 8 uomini si agganciano non il moschettone della fune di vincolo, ancora un ultimo check tra loro; “30 secondi al lancio” ed il primo paracadutista si affaccia al portellone laterale poi in rapidissima sequenza uno dopo l’altro lasciano il velivolo sotto il controllo del DL che insieme all’assistente si affacciano al portellone per verificare la corretta apertura di tutti i paracadute e per ritirare all’interno le funi di vincolo trascinate fuori dall’aereo al momento del lancio.
Viriamo e ci prepariamo al secondo passaggio, altri 8 uomini, e poi al terzo ed ultimo per il lancio degli ultimi 7 paracadutisti.
L’equipaggio dello Spartan chiude il portellone e la concentrazione iniziale ora ha lasciato spazio alla soddisfazione di aver portato a termine con successo la propria missione e di aver dimostrato ancora una volta l’estrema preparazione del personale del Tuscania e dell’Aeronautica in una comprovata sinergia addestrativa ed operativa.

Mi viene permesso di concludere il volo di in cabina per poter apprezzare le doti di pilotaggio dell’equipaggio e la dotazione avionica dello Spartan veramente all’avanguardia e allo stato dell’arte, la quale mi ricorda che sono a bordo di uno degli aerei più moderni della flotta dell’Aeronautica Militare e di quella mondiale dei velivoli da trasporto, fiore all’occhiello dell’industria aeronautica nazionale.
La strumentazione digitale è preponderante e nel cockpit del velivolo dominano i grandi MFD (Multifunction Display). Nonostante la tecnologia, l’uomo resta sempre al centro del sistema velivolo. Senza gli equipaggi altamente preparati e professionali dell’Aeronautica Militare anche la macchina più potente e tecnologicamente avanzata non potrebbe esprimere al meglio le proprie potenzialità.
La sortita si conclude con un atterraggio ad alte prestazioni che permette allo Spartan di fermarsi e liberare la pista in pochissimi metri.

46^Brigata Aerea
La 46^ dipende dal Comando delle Forze di Mobilità e Supporto di Roma, e mantiene lo status di Brigata Aerea poiché sovraintende tre Gruppi di Volo, a differenza degli Stormi che ne hanno, di solito, massimo due alle dipendenze.
La Brigata vola con due tipi di aeromobili: il Lockheed Martin C-130J Hercules e l’Alenia Aermacchi C-27J Spartan. L’Hercules in dotazione è in due versioni differenti, il C-130J e il C-130J-30 versione lunga. Tutti questi aerei sono suddivisi nei tre Gruppi di volo e precisamente:
– 2° Gruppo “Lyra” con i C-130J e J-30 Hercules
– 50° Gruppo “Vega” con i C-130J e J-30 Hercules
– 98° Gruppo “Lupo” con i C-27J Spartan

Completano l’organico della Brigata, il C.A.E. Centro Addestramento Equipaggi e il G.E.A. Gruppo Efficienza Aeromobili che garantisce il supporto logistico, tecnico e manutentivo alla flotta aerea della 46^ con interventi di manutenzione programmati e non di 1° e 2° Livello coadiuvati anche dalle aziende costruttrici dei velivoli.

La missione primaria di questo reparto aereo è di supportare, a livello strategico ed H24, le Forze Armate italiane e la nazione in tutta una serie complessa di attività che vanno dal trasporto agli aiuti umanitari, dal SAR oceanico alle operazioni speciali.
Nel dettaglio la 46^ Brigata provvede a:
– Aviolanci diurni e notturni su terra e su mare di uomini, mezzi e materiali a supporto della Brigata Folgore
– Aviosbarchi
– Trasporto di uomini, mezzi e materiali
– Trasporto sanitario d’urgenza
– Trasporto personale biocontaminato
– Aerosgombero sanitario
– SAR oceanico
– MEDEVAC
– Supporto alla Protezione Civile
– Supporto alle Operazioni Tattiche
– Supporto alle Operazioni Speciali dell’Esercito, Marina, Carabinieri ed Aeronautica
– Supporto alle maxi-emergenze
– Rifornimento in volo

Lo svolgimento di tutte queste attività è possibile anche grazie ad un ente di primaria importanza in seno alla Brigata: il Centro Addestramento Equipaggi.
Il C.A.E. è una vera eccellenza in termini tecnologici e di iter formativo dei piloti e degli equipaggi delle linea trasporti della Forza Armata. Al centro del training dei piloti possiamo senz’altro mettere la struttura con i due simulatori di volo in dotazione al reparto, uno per l’Hercules, l’altro per lo Spartan.
La simulazione del C-130J è basata su due sistemi: un simulatore dinamico di volo OFT (Operational Flight Trainer) ed un simulatore statico CAPTT (Cockpit Avionic Park Task Trainer) sviluppati dall’azienda statunitense CAE-USA. Per quanto riguarda il C-27J, il sistema di simulazione è stato fornito da Alenia Aeronautica ed è basato su un simulatore Full Motion in grado di muoversi su sei gradi di libertà e di riprodurre fedelmente tutte le caratteristiche e le sensazioni di volo dello Spartan.
Questi simulatori sono senza dubbio strumenti ad alto valore aggiunto per la preparazione ed il continuo addestramento dei piloti. Come già riportato in altre occasioni, oggi, i simulatori sono degli ausili indispensabili nell’iter addestrativo degli equipaggi di volo, poiché sono in grado di riprodurre fedelmente ogni scenario, condizione di volo ed emergenze permettendo un elevato grado di realismo e garantendo anche un giusto risparmio in termini economici sulle ore di volo e manutenzione dei velivoli.
Il personale istruttore del C.A.E. ha inoltre già addestrato personale di volo di forze armate straniere alleate, affermandosi così come un punto di riferimento molto importate e qualificato a livello internazionale.

Brigata Paracadutisti Folgore
E’ l’unica unità paracadutista dell’Esercito Italiano con quartier generale a Livorno. Alle dipendenze del Comando delle Forze Operative Terrestri di Verona, ha nel suo organico diversi reparti dislocati principalmente in Toscana.
Tra essi i reparti prettamente operativi sono:
– 9° Reggimento paracadutisti d’assalto “Col Moschin”,
– 183° Reggimento paracadutisti “Nembo”,
– 185° Reggimento R.A.O. paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi “Folgore”
– 185° Reggimento artiglieria paracadutisti “Folgore”
– 186° Reggimento paracadutisti “Folgore”
– 187° Reggimento paracadutisti “Folgore”
– 8° Reggimento genio guastatori paracadutisti “Folgore”
– 3° Reggimento “Savoia Cavalleria”
– Centro Addestramento di Paracadutismo
E’ superfluo ricordare come gli uomini e le donne della Folgore sono da sempre in prima linea in tutte le missioni fuori area alle quali l’Italia partecipa sotto l’egida dell’ONU e della NATO, fornendo il proprio elevato supporto in combattimento in scenari di guerra non permissivi come ad esempio i più recenti Iraq ed Afghanistan.
L’addestramento continuo del personale della Folgore consente un elevato grado di prontezza operativa. La peculiarità della Folgore è proprio quella di utilizzare l’aeromobile e i lanci per raggiungere l’area di operazione. Gli uomini e le donne della Brigata si addestrano quotidianamente all’attività aviolancistica con la fune di vincolo e in TCL (Tecnica Caduta Libera), con modalità HALO (High Altitude Low Opening) o HAHO (High Altitude High Opening), utilizzata più spesso dalle unità inquadrate nella Brigata come Forze Speciali.
L’aviolancio è una tecnica che consente alle unità paracadutiste, sia di giorno che di notte, di prendere terra trasportate da un vettore aereo che evita di atterrare in zone a ridosso dell’obiettivo. L’inserzione di uomini e mezzi tramite un aviolancio permette inoltre di sfruttare il grande raggio d’azione e di autonomia dei velivoli da trasporto.

I protagonisti della missione di aviolancio Alpha 902
Un’elevata cooperazione interforze ed interoperabilità è quella che lega l’Aeronautica Militare e l’Esercito Italiano e che è possibile vivere proprio durante le attività di aviolancio di unità paracadutiste. Due eccellenze che lavorano in sinergia e in stretta collaborazione per completare la missione con successo e in massima sicurezza. In particolare questo è quello che, nella missione Alpha 902, hanno dimostrato di essere il 98° Gruppo Volo “Lupo” e il 1° Reggimento Paracadutisti Carabinieri “Tuscania”.

I Lupi e gli Spartan del 98° Gruppo Volo
La storia recente del 98° Gruppo ha visto il reparto di volo impegnato su molti fronti, sia all’estero nell’ambito di missioni militari internazionali, sia sul territorio nazionale in aiuto alla popolazione civile. Ricordiamo l’ingresso in servizio nel 1978 dell’amato velivolo Aeritalia G-222 che ha fatto la storia moderna del reparto di volo, e la sua sostituzione con 12 avanzatissimi Alenia Aermacchi C-27J tra il 2005 e il 2007.
Abbiamo visto volare i velivoli dei lupi del 98° in territori lontanissimi come la Somalia, il Mozambico e Timor Est fino ai più recenti deserti iracheni ed afghani, dove sono tutt’ora impegnati con l’ISAF inquadrati nella Task Force italiana ad Herat.
Il reparto supporta costantemente tutti i reparti della Brigata Folgore e la popolazione civile nelle maxi-emergenze come successo ad esempio in occasione del terremoto dell’Aquila.
Il C-27J Spartan è un aereo da trasporto medio molto flessibile e versatile in grado di operare anche da piste semi-preparate o deteriorate e all’interno dei teatri operativi, anche in condizioni non permissive di giorno come di notte grazie alla compatibilità della strumentazione con gli NVG.
Velivolo tecnologicamente allo stato dell’arte dispone di tutta una serie di sistemi di controllo, gestione e condotta del velivolo:
– sistema di proiezione dati di tipo avanzato con digital map ed un doppio HUD (Head Up Display)
– sistema di auto-protezione DASS (Defensive Aids Sub System)
– sistema di sorveglianza passiva AR3-C con capacità RWR (Radar Warning Receiver), ESM (Electronic Support Measures) e di gestione della situation awareness da parte dell’equipaggio
– sistema di rifornimento in volo
L’aereo, spinto da due motori Rolls Royce AE 2100d2 da 4700 HP con eliche a sei pale, è in grado di decollare ed atterrare in meno di 500 metri con un peso massimo al decollo di 31.800 Kg e di raggiungere una velocità massima di 590 Km/h.
Il velivolo è stato acquistato anche dalle forze aeree di: Australia (10 esemplari), Bulgaria (3 esemplari), Grecia (8 esemplari), Lituania (3 esemplari), Marocco (4 esemplari), Messico (4 esemplari), Perù (2 esemplari), Romania (7 esemplari), Slovacchia (2 esemplari), Stati Uniti (21 esemplari alcuni dei quali utilizzati dallo US-SOCOM Special Operation Command).

Il 1° Reggimento Paracadutisti Carabinieri Tuscania
Una forza altamente specializzata ed addestrata è quella del Tuscania, fino al 15 marzo 2002 formalmente dipendente dalla Brigata Folgore ed oggi invece dipendente dalla 2^ Brigata Mobile dei Carabinieri. Il Tuscania mantiene una tipica struttura reggimentale con un Comando di Reggimento, un reparto addestrativo, una compagnia Comando e Servizi, il Battaglione Paracadutisti su 3 compagnie ed una sezione di paracadutismo sportivo, il tutto su circa 500 uomini.
I compiti militari istituzionali sono quelli tipici delle unità paracadutiste militari e in particolare: aviolanci e aviosbarchi, presa ed occupazione di installazioni militari nemiche, attività di guerra non convenzionale con azioni di guerriglia e contro-guerriglia, interdizione d’area, supporto a contingenti delle Forze Armate in missioni all’estero, Polizia Militare.
Si aggiungono a questi compiti anche quelli di supporto all’Arma sul territorio nazionale, sicurezza delle sedi diplomatiche italiane all’estero anche in teatri operativi di guerra, scorta a personalità politiche e/o militari, addestramento del personale dell’Arma destinato ai reparti speciali.
Ricordiamo infatti che proprio dalle fila del Tuscania vengono selezionati gli uomini dei reparti degli Squadroni Cacciatori e venivano scelti i componenti del GIS il Gruppo d’Intervento Speciale, questo a dimostrazione proprio della caratterizzazione di eccellenza di questo reparto.
Gli uomini del Reggimento dopo una prima selezione psico-fisica vengono sottoposti ad un impegnativo ciclo formativo di 9 mesi, che comprende svariati corsi tra i quali:
– corso di paracadutismo militare,
– corso di tecniche di combattimento,
– corso SERE,
– corso di operatori eliportati,
– corso di mascheramento e mimetizzazione,
– corso di difesa personale,
– corso per operatori counter-IED,
– corso per operatori HUMINT,
Questa ampia e selettiva formazione porta gli uomini del Tuscania ad essere esperti di aviolancio con fune di vincolo e TCL (Tecnica Caduta Libera), di tiro con armi individuali, di impiego di materiali speciali ed esplodenti, di tecniche di combattimento convenzionali e non in ogni ambiente e condizione (operazioni anfibie, ricognizioni e acquisizione obiettivi, guerriglia, anti-guerriglia e operazioni speciali), di polizia militare.
Proprio per questi motivi il 1° Reggimento Tuscania è stato utilizzato in tutte le missioni internazionali fuori area alle quali l’Italia ha preso parte con le proprie Forze Armate, riscuotendo sempre un grande successo riconosciuto anche a livello internazionale. Tutto’ora ufficiali e sottoufficiali Carabinieri del Reggimento sono impiegati in compiti di alto prestigio e responsabilità in ambito ONU e NATO.
– Libano (1982-1984), ITALCON;
– Namibia (1989-1990), UNTAG;
– Kurdistan (1991), AIRONE 1;
– Turchia (1991), AIRONE 2;
– Somalia (1992-1994), IBIS;
– Cambogia (1992), UNTAC;
– Somalia (1993), UNOSOM;
– Israele (1994), TIPH 1;
– Bosnia (1996-2003), IFOR/SFOR;
– Palestina (1996), TIPH 2;
– Albania (1997-1999), ALBA;
– Timor Est (1999-2000), STABILISE;
– Kosovo (2000-2003), JOINT GUARDIAN;
– Macedonia (2001-2002), AMBER FOX;
– Afghanistan (dal 2001), ISAF;
– Iraq (dal 2003), MSU (Multinational Specialized Unit).

Aviation Report e l’autore desiderano ringraziare il Comandante della 46^ Brigata Aerea Gen. Roberto Boi, l’Ufficio Pubblica Informazione dell’Aeronautica Militare, l’Ufficio Pubblica Informazione dell’Esercito, il Magg. P. Sammaciccio ufficiale pubblica informazione della 46^ Brigata Aerea, il Magg. M. Amoriello ufficiale pubblica informazione della Brigata Folgore e tutto il personale dell’Aeronautica, dell’Esercito e dei Carabinieri per il supporto e la professionalità dimostrata.

Testo e immagini: Stefano Monteleone

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