Il Poligono Sperimentale e di Addestramento Interforze di Salto di Quirra (PISQ), costituito nel 1956 in un’area della Sardegna a nord-est di Cagliari, comprende la base e il poligono “a terra” di Perdasdefogu (Nuoro) e il distaccamento di Capo S. Lorenzo con il dipendente poligono “a mare”.

Da sempre al centro di polemiche politico-ambientaliste, il poligono viene utilizzato per test sperimentali di missili, bersagli, sistemi d’arma e per il collaudo e la verifica della qualità degli armamenti utilizzati dalle forze armate italiane, in collaborazione con unità militari e con enti e ditte produttrici di tali sistemi. Il Poligono dispone di una sofisticata rete radar, ottica e telemetrica di rilevamento dei dati, tramite la quale svolge i test sperimentali dei quali abbiamo parlato.

Il 21 luglio scorso si è tenuta la Conferenza dei Servizi decisoria per l’approvazione del documento di valutazione del rischio, relativo ai valori di fondo che compongono le aree demaniali esterne al sedime militare.
La Conferenza dei Servizi ha rappresentato la fase conclusiva di un complesso ed articolato procedimento, indetto dall’Aeronautica Militare ed al quale hanno partecipato le autorità regionali, provinciali, locali, sanitarie e tecniche della Regionale Sardegna, che ha accertato che la presenza delle sostanze rinvenute nelle aree militari ed in quelle demaniali esterne al PISQ sono di natura litologica (litologia: il ramo della geologia che si occupa dello studio delle rocce. Studio dei caratteri fisico-chimici determinabili che definiscono l’aspetto e il tipo di una roccia) e non conseguenza di attività antropica legate all’utilizzo del Poligono.

La conferenza ha inoltre accertato che il piano di caratterizzazione delle aree militari, in precedenza approvato, non necessita di interventi di bonifica ambientali, in quanto non sussistono i profili di disastro ambientale. Per le uniche, circoscritte ed individuate aree militari all’interno delle quali sono stati rinvenuti elementi nocivi, è stato necessario unicamente effettuare la rimozione delle aree superficiali di terreno e di un’azione di monitoraggio temporale, con particolare riferimento ad alcune falde acquifere sotterranee.

Nell’apprendere la notizia, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Generale Pasquale Preziosa, ha espresso parole di vivo apprezzamento per la positiva conclusione del lungo procedimento che permetterà così di riprendere a breve l’esercizio delle attività previste tese alla prontezza degli assetti operativi a tutela della sicurezza e difesa del Paese.

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