Giovedì 15 Dicembre si è tenuto, presso la 46^ Brigata Aerea dell’Aeronautica Militare, il seminario “Pisa e il Volo: tra passato e futuro” un incontro che ha avuto come tema conduttore i “profili alari” come anelli di congiunzione tra la storia aeronautica, che contraddistingue Pisa, e la tecnologia aeronautica moderna volta al migliorare le prestazioni e l’impatto sull’ambiente e sullo stile di vita, dei futuri aeromobili civili e militari. L’obiettivo è stato quello di parlare di tecnologia e avvicinare al mondo della tecnologia aeronautica i giovani e le scuole che hanno potuto scoprire, così, anche la realtà della 46^ Brigata Aerea.

L’incontro ha visto la partecipazione di studenti della facoltà di Ingegneria di Pisa, dell’ITIS Leonardo da Vinci di Pisa, del Liceo Classico Scientifico XXV Aprile di Pontedera, della Scuola Militare Giulio Douhet di Firenze e dell’Istituto U. Maddalena di Cadimare (La Spezia), che hanno ascoltato ed interagito con i relatori sui temi affrontati, temi molto interessanti e particolari che hanno coperto argomenti storici e tecnici dell’aviazione e che hanno sicuramente stimolato quei ragazzi che vorranno nel loro futuro cimentarsi a vario titolo nel modo dell’aviazione civile e militare.

46^ Brigata Aerea

L’introduzione affidata al Comandante della 46^ Brigata Aerea, il Generale Achille Cazzaniga, ha illustrato l’attuale composizione della Brigata forte di 1500 uomini e donne e i suoi compiti istituzionali che vanno dal trasporto aereo di mezzi, materiali e persone, agli aviolanci in cooperazione con i paracadutisti della Folgore, passando per il trasporto sanitario, il rifornimento in volo, il SAR oceanico in supporto alle trasvolate verso le Americhe e il supporto alle missioni internazionali italiane. Tutto viene effettuato grazie ai velivoli C-130J Hercules e C-27J Spartan, ultime versioni ad alta tecnologia di due modelli di aerei che a livello internazionale e nazionale hanno scritto grandi pagine di storia dell’aviazione.

Il Generale Cazzaniga ha evidenziato il fatto che grazie alla tecnologia aeronautica tutti questi compiti possono essere svolti in grande sicurezza, 365 giorni all’anno ovunque nel mondo, con minor numero di aerei, a costi più contenuti e con un basso impatto sull’ambiente. Oggi anche l’Aeronautica Militare è pienamente coinvolta in questo processo di ammodernamento tecnologico di velivoli e materiali.

I F.lli Antoni pionieri del volo in Toscana

Lo storico della Brigata, il dott. Paolo Farina ha aperto il seminario con l’interessante storia dei F.lli Antoni pionieri del volo in Italia che sono i fondatori dell’attuale sedime aeroportuale di Pisa. Purtroppo forse poco conosciuti sono gli inventori della “Ala Antoni” un’ala con un profilo ispirato al volo degli uccelli. Fondatori della prima officina aeronautica, della prima scuola di volo e il primo campo di volo nella zona di Pisa si scontrarono però con la mancanza di capitali, di appoggi industriali e con gli eventi internazionali della guerra che non gli permisero mai di emergere veramente con successo nel settore aeronautico dei primi decenni del ‘900.
I F.lli Antoni sono ricordati soprattutto per un’impresa eccezionale per quegli anni. Nel 1912 un loro aereo che montava le famose ali a profilo variabile, da loro progettate, portò a compimento la trasvolata Pisa-Bastia su una distanza di 160 Km (di cui 140 sul mare) ad una velocità media di 91 Km/h e a una quota di 400 metri. L’impresa durò 1 ora e 43 minuti di volo e fu per l’epoca un record di portata epocale. Proprio dal 104° anniversario di questa impresa, celebrato proprio nel 2016, è nata l’idea di questo importante seminario.
Ma cosa resta oggi dell’opera pioneristica di Ugo e Guido Antoni? Sono stati i precursori nella modifica dell’ala per tendere al miglioramento delle prestazioni aerodinamiche, sono stati i fondatori con la Soc. di Aviazione Antoni dell’attuale aeroporto di Pisa San Giusto e dell’officina aeronautica rilevata dalla Piaggio insediatasi in Toscana nei primi degli anni ’20 del secolo scorso.

Il Lockheed Martin C-130 Hercules

Il Ten. Col. Chianese, Comandante del GEA – Gruppo Efficienza Aeromobili della 46^, ha spiegato la nascita del profilo alare e del velivolo C-130 Hercules (profilo NACA 64-A318) che oramai da 60 anni solca i cieli di tutto il mondo immutato nelle sue forme e design, modernizzato nei suoi sistemi di gestione e condotta oggi allo stato dell’arte. Un progetto di grande successo al quale anche l’Italia partecipa con i velivoli in carico al 50° Gruppo di Volo. Entrato in servizio nel 1972 il Lockheed Martin C-130 Hercules è sempre la spina dorsale dei trasporti delle forze armate italiane, impiegati giorno e notte H24 sul territorio nazionale come all’estero.
Sono 64 i paesi utilizzatori del C-130 con più di 3000 aerei che hanno segnato una svolta del trasporto aereo mondiale, anche con 58 record. L’Hercules progettato nel 1935 ha volato per la prima volta nel 1956 per essere testato, sfruttato e migliorato negli anni in tutti i teatri operativi nel mondo.
In Italia ha sostituito nei primi anni ’70 il famoso Fairchild C-119 “Vagone Volante”, ed è stato affiancato nel 1977 dal fratello minore, l’Aeritalia G-222. Nel 2000 è iniziata la sostituzione e la conversione operativa alla moderna versione J, oggi in servizio presso la Brigata. Nel 2007 è stata affiancata dal nuovo velivolo C-27J, anch’esso versione aggiornata e moderna del G-222.

missioni umanitarie nel mondo 46^ Brigata Aerea

Le missioni umanitarie nel mondo della 46^ Brigata Aerea

Il futuro: dal PrandtlPlane alle Future Wings

A seguire il Professore Aldo Frediani del Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università di Pisa ha presentato alcune idee innovative per lo sviluppo di moderni profili alari con un occhio allo studio di un nuovo NLA (New Large Aircraft). Tra queste idee rientra il progetto Parsifal e il dimostratore del progetto “Idintios” per lo sviluppo di un idrovolante con un profilo alare chiamato “PrandtlPlane”, un mezzo anfibio ULM a due posti con due eliche intubate e un motore termico da 100 hp. Il dimostratore del progetto in scala ridotta è già andato in volo grazie anche all’aiuto della Regione Toscana. (www.idintos.eu)
La configurazione PrandtlPlane deriva da un concetto progettuale del 1924 per lo sviluppo di una sorta di ala chiusa che trova la sua naturale applicazione nell’ambito dei velivoli commerciali. Ripreso dall’Università di Pisa, oggi lo sviluppo si potrebbe fondare su nuovi criteri tecnologici per poter sviluppare aerei civili con ridotta resistenza aerodinamica, grandi capacità di carico ma di limitate dimensioni. Questo risolverebbe anche il sottovalutato problema di spazio negli aeroporti civili. Oggi (solo alcuni) sono in grado di ospitare sui piazzali il più grande velivolo civile attualmente in circolazione: l’Airbus A-380.

A chiudere il seminario, il Professore Marco Rosario Chiarelli docente di Strutture Aerospaziali dell’Università di Pisa ha descritto il progetto Future Wing per lo sviluppo di nuovi profili alari con le superfici aerodinamiche adattative e deformabili in modo continuo. Una nuova tecnologia che sfrutta materiali costruttivi che, sollecitati da differenze di potenziale elettrico, si deformano in maniera controllata. Una nuova tecnologia che nel prossimo futuro, se applicata, potrebbe portare notevoli vantaggi quali la riduzione del rumore, della resistenza aerodinamica e una riduzione di consumo di carburante con un notevole impatto positivo sull’ambiente. Alcuni esempi sono le Smart Wings del progetto SARISTU (www.saristu.eu) o i Morphing Flaps della FlexSys (www.flxsys.com).

La mattina si è conclusa con la visita a due aerei della 46^ Brigata Aerea messi a disposizione dal reparto di volo. Un C-130J Hercules e un C-27J Spartan sui quali gli studenti sono potuti salire per poterne apprezzare le soluzioni costruttive e le tecnologie applicate, anche sedendosi nei cockpit e provando, anche solo per un attimo, quello che tutti i giorni i piloti dell’Aeronautica Militare provano decollando per andare in missione.

L’Autore e Aviation Report ringraziano il comando della 46^ Brigata Aerea, il suo Comandante Generale A. Cazzaniga e l’ufficiali PI Ten. Col. P. Sammaciccio per l’ospitalità e l’opportunità.

Testo, immagini e video: Stefano Monteleone

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