A conclusione di due intensi giorni di convegni riguardanti processi tecnologici, componentistica e servizi avanzati per l’industria aeronautica e delle relative tecnologie tenutisi al Palacongressi di Rimini in ambito di AIRET, si è svolto, nelle giornate di sabato 8 e domenica 9 settembre, sul lungo mare della città romagnola, Flying Days – Air Excellence Show, airshow che ha registrato la partecipazione dei più importanti velivoli militari in forza alla nostra Aeronautica Militare e di diversi velivoli civili, come da tempo non se ne vedevano in Italia.


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La manifestazione è stata caratterizzata anche da una serie di interessanti iniziative collaterali dedicate al mondo del volo e del motorismo, di cui l’Emilia Romagna è uno dei simboli più famosi al mondo.
Il piazzale dedicato al più noto cittadino riminese, piazzale F. Fellini, situato di fronte al famoso Grand Hotel di Rimini è diventata la sede di stands per la vendita di gadget, abbigliamento, modellini, riviste e poster, ovviamente tutti oggetti legati al tema del volo, sia civile che militare.

Nella giornata di domenica si è tenuta inoltre un’interessantissima mostra sia di vecchi mezzi militari accompagnati anche dalla presenza di figuranti in uniformi originali risalenti alla prima e seconda guerra mondiale e alla guerra del Vietnam che hanno reso ancora più realistica l’atmosfera e sia di vecchie automobili da corsa che hanno dominato mitiche gare di regolarità come la Millemiglia o decenni di rally, come la Lancia Delta integrale con i colori Martini. Non poteva mancare anche un omaggio ad uno dei più grandi di tutti i tempi in ambito motoristico, Ayrton Senna.

Nelle sale del Grand Hotel di Rimini erano esposte una serie di fotografie dedicate all’indimenticabile campione brasiliano che proprio in questa terra ha trovato la morte durante il gran premio di F1 di Imola del 1994. Immagini che lo ritraggono durante le sue prime gare di go-kart e la straordinaria carriera nel mondo della F1.
Cornice a questa serie di straordinarie fotografie, erano presenti delle opere d’arte raffiguranti lo Space Shuttle Atlantis, l’ultimo shuttle a condurre una missione (STS-135) NASA nello spazio, velivoli dell’Aeronautica Militare come il C27-J, elicotteri dell’Esercito come il CH-47C “Chinook”, gli Agusta-Bell AB-206 e AB-205 “Huey” dipinte a mano da un ex pilota in pensione proprio di questi ultimi, Giorgio Ciancia, che ha unito la sua profonda conoscenza acquisita dopo migliaia di ore di volo, circa 7200, alla sua passione per la pittura. Giorgio prese il brevetto di pilota di elicottero militare su Agusta-Bell 47-G2 nella primavera del 1975. Dopo un breve servizio a Campoformido, iniziò il corso per istruttori a Viterbo su AB-206, seguito poi da passaggi macchina su AB-204 e AB-205. A Viterbo rimase fino al 1994 accumulando più di 5500 ore di volo come istruttore di volo in montagna, volo tattico e di tiro. Tornato in Friuli, prestò servizio come pilota controllore, ovvero come supervisore dell’addestramento delle nuove reclute.
Risultato di questa fusione sono delle tele di circa quattro metri di lunghezza per uno e mezzo di altezza che per la loro perfezione sembrano più delle fotografie elaborate con un programma di fotoritocco piuttosto che il risultato di mesi di paziente e certosino lavoro manuale. Insomma qualcosa che merita assolutamente di essere vista dal vivo per toccare con mano la perfezione e la cura dei dettagli con cui sono state realizzate.







Ma torniamo al racconto del clou di questo week end all’insegna del naso all’insù: la manifestazione aerea.
Il pomeriggio del sabato, come nelle migliori tradizioni degli airshow italiani che prevedono la partecipazione della nostra Arma Azzurra, ha visto l’esibizione dei soli velivoli dell’AMI, che hanno testato il campo della manifestazione prendendo coscienza dei punti di riferimento fondamentali per esaltare al massimo la spettacolarità delle loro esibizioni ma anche ovviamente per eseguirle in completa sicurezza, sia per il foltissimo pubblico presente sulla lunghissima spiaggia riminese e assiepato a pochi metri dalla pista virtuale disegnata sul mare adriatico che per i piloti stessi.
Il primo ad entrare in scena è stato L’HH3F del 15° Stormo che, in questo caso giocava in casa essendo di stanza nella vicina base di Cervia – Pisignano, ha dato dimostrazione delle sue incredibili doti di maneggevolezza e potenza, caratteristiche fondamentali per portare a termine con successo le missioni di Search and Rescue per cui è stato pensato questo fantastico mezzo. Il suo programma ha alternato dei passaggi veloci, delle virate strette, una simulazione di recupero di un naufrago e il classico passaggio finale con il tricolore, questa volta reso ancora più speciale e toccante essendo stato dedicato al sottoufficiale aerosoccorritore Alessandro Musacchio, deceduto pochi mesi prima proprio a Cervia durante una missione di addestramento.
















I decibel sul bagnasciuga sono decisamente aumentati quando ha fatto la sua comparsa il Tornado del Reparto Sperimentale Volo pilotato da Antonio Baldussi, navigatore Cosimo de Luca. Fin dal suo ingresso, altamente spettacolare, basso all’orizzonte e con le ali a freccia ad indicare l’altissima velocità, si è capito subito che la tipologia di display sarebbe stata decisamente differente rispetto al suo predecessore. I passaggi ad una velocità prossima a quella del suono sono stati numerosi, così come le virate e i tonneaux, alcuni dei quali eseguiti anche con il carrello abbassato e resi ancora più spettacolari dall’abbondante condensa formatasi sulle ali del bombardiere, fenomeno dovuto alle variazioni della pressione dell’aria.
Il numero di nodi è rimasto sempre molto alto anche con l’arrivo di un altro fantastico aereo in forza alla nostra Aeronautica, l‘Eurofighter Typhoon. In questo caso, il reparto di provenienza non era più il Reparto Sperimentale ma il 4° Stormo di Grosseto. Il Typhoon, pilotato da Luca Gretchen Campello ha preso in prestito l’ingresso a “sorpresa” tipico delle Frecce Tricolori, arrivando alle spalle del pubblico e mostrando subito la potenza dei suoi due motori in modalità Full A/B che in pochi secondi lo hanno portato ad alta quota, facendo risaltare la sua livrea color argento nel cielo limpidissimo e di un blu intenso che ha contraddistinto tutto il week end. Anche in questo caso, i passaggi veloci, la simulazione di atterraggio e le virate, che a differenza del Tornado sono state compiute in spazi e tempi nettamente inferiori, hanno dato prova dell’assoluto livello tecnologico caratteristico di questo guardiano dei nostri cieli. Il pubblico ha avuto anche parecchie occasioni di vedere direttamente il pilota seduto ai comandi grazie a numerosi passaggi con l’aereo a coltello e con il cockpit rivolto verso la spiaggia, manovre altamente spettacolari per le persone comodamente sedute sulla spiaggia ma ad alto tasso di G per Luca.

La velocità è decisamente scesa ma non la spettacolarità del display eseguito dal C27-J del Reparto Sperimentale Volo. Ai comandi di Severino de Luca, sono state presentate delle manovre difficili da accostare usualmente ad un aereo da trasporto da 30 tonnellate, come il tonneaux e i passaggi a coltello tipici di aerei con prestazioni e dimensioni decisamente differenti, tutte manovre che hanno permesso all’equipaggio del RSV di essere insignito nel 2011 di ben due tra i più importanti premi assegnati durante l’edizione 2011 del Royal International Air Tatoo, il “Sir Douglas Bader Trophy” per la best individual Flying Demostration e il “As The Crow Flies Trophy” per la best overall flying demonstation.
















Delle Frecce Tricolori che dire, sempre impeccabili e straordinarie nella precisione delle loro manovre. Curiosità che non in molti avranno colto è stata la presenza di un fotografo sul seggiolino posteriore di Pony 10, il solista delle Frecce, che ha immortalato da un punto di vista unico e privilegiato tutte le più famose manovre della nostra pattuglia, come ad esempio durante la manovra dell’Apollo 13 dove la formazione era seguita in coda ed a una quota leggermente superiore dal solista in volo rovesciato, così da permettere di immortalare il passaggio con i fumi colorati sul mare dei nove velivoli.


Nella giornata di domenica, tutti questi displays sono stati invece anticipati da quelli degli aerei civili.
I primi a scendere in campo sono stati 12 velivoli, tra cui un vecchio SF260 della nostra Aeronautica, che si sono sfidati in una breve gara aerea in un percorso su tre lati creato davanti alla spiaggia emiliana, con molteplici sorpassi, rigorosamente effettuati sul lato destro del velivolo più lento così come previsto dalle regole di questo tipo di competizioni, ed intensità del tutto simili alle gare che abitualmente si svolgono in pista.
L’acrobazia è tornata protagonista con le performances di Francesco Fornabaio e il suo extra 300, dell’Orus Team a bordo di 3 Aermacchi SF.260D, del comandante Carlo Mariani con il giallo Bolkow C.208, di Stefano Bezzicheri su KR-2S, ultraleggero costruito direttamente da Stefano.







Dopo il cielo, il mare è diventato il palcoscenico per l‘esibizione di 3 idrovolanti ultraleggeri che hanno intrattenuto gli spettatori con numerosi passaggi a bassa quota ed eseguiti in formazione, con un ammaraggio nel tratto di mare antistante al centro della manifestazione e successivamente con un decollo, mostrando due fasi tipiche del volo che la maggior parte del pubblico presente ha sempre visto compiere sulla terra ferma e non sull’acqua.

Insomma è stato un grandissimo week end, una grandissima manifestazione specialmente per la varietà e il numero di velivoli che hanno solcato il cielo riminese. Che aggiungere se non arrivederci al 2013.

Aviation Report e l’autore desiderano ringraziare l’organizzazione dell’Airshow Flying Days e di AIRET per il supporto ricevuto.

Testo ed immagini: Daniele Ghisolfi

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