Alle ore 13:00 locali del 15 agosto 2015, due intercettori Typhoon italiani si sono levati in volo su allarme, per identificare un velivolo privo delle autorizzazioni per l’attraversamento dello spazio aereo sui Paesi Baltici.

I caccia italiani hanno quindi, in pochissimi minuti, intercettato ed identificato il velivolo secondo le procedure previste dalla NATO, assolvendo ancora una volta, con prontezza ed efficacia, la missione assegnata.

I due Eurofighter Typhoon sono stati attivati con un ordine di Scramble (decollo immediato su allarme) dal sovraordinato Centro di Comando e Controllo delle Operazioni aeree (CAOC) della NATO con sede ad Uedem (Germania) e guidati sull’obiettivo dal Centro di Riporto e Controllo (CRC) di Karmelava, Lituania.

Garantire la sicurezza non conosce orari né festività. L’Aeronautica Militare continua, 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, a svolgere il proprio compito di mantenere i cieli sicuri, in Patria come all’estero. Ed è proprio in queste missioni che il contributo fornito dall’Italia è sempre più significativo. Infatti quello odierno è stato il 40° scramble da quando il 1° gennaio 2015 la Task Force Air in Lituania ha iniziato l’operazione “Frontiera Baltica”, nell’ambito dell’attività di “Air Policing” della NATO sui cieli baltici.

L’Italia, inserita nel sistema di difesa aerea integrata della NATO, si fa carico – come tutti gli altri membri dell’Alleanza – di garantire la sorveglianza dello spazio aereo anche su quei Paesi che non dispongono di componenti pilotate di difesa aerea, mediante le Interim Air Policing (IAP).

L’Italia partecipa con continuità alle IAP sui cieli della Slovenia dal 2004 e dell’Albania dal 2009, mentre è stata impegnata già in Islanda nel 2013. Con il contributo fornito con l’Operazione “Frontiera Baltica” ancora in corso, l’Italia è l’unica nazione dell’Alleanza che ha partecipato al momento a tutte e quattro le IAP della NATO.

Fonte: UCOM Aeronautica Militare, TFA – Siauliai (Lituania)

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