“Abbiamo un codice rosso” un velivolo C-27 non è più sul radar. Scatta così una imponente ed articolata operazione di ricerca e soccorso del velivolo militare e dei suoi occupanti. Naturalmente è solo una simulazione messa in atto durante l’esercitazione SAR internazionale “Grifone 2017” a guida Aeronautica Militare.

Lo scenario esercitativo ha previsto un intenso programma di voli sia diurni che notturni durante i quali si è simulata la ricerca e soccorso di personale disperso, in ambiente montano a seguito di un incidente aeronautico, grazie all’impiego di assetti aerei e terrestri di tutte le componenti, militari e civili, coinvolte nell’esercitazione.

Presso il distaccamento aeroportuale di Dobbiaco, nello scenario dolomitico dell’Alto Adige, dal 4 al 8 Settembre 2017 si è svolta la più grande esercitazione internazionale, interforze ed interagenzia di ricerca e soccorso su terra, pianificata e condotta annualmente dall’Aeronautica Militare e dal COA – Comando Operazioni Aeree nel quadro dell’accordo di cooperazione tra Italia, Francia e Spagna nel settore della ricerca e soccorso aereo denominato SAR.Med.Occ. (Search and Rescue Mediterraneo Occidentale).

Ed ecco che circa 460 operatori tra uomini e donne di Esercito Italiano, Aeronautica Militare, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e Servizio di Soccorso Alpino del Sudtirol B.R.D. (Bergrettungsdienst im Alpenverein Sudtirol), Corpo Ausiliario Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana, Armée de l’Air (Francia), Prefettura di Bolzano, Protezione civile, si sono addestrati insieme con un solo obiettivo: incrementare la conoscenza e la standardizzazione delle procedure comuni di ricerca e soccorso per salvare vite umane consolidando l’addestramento del personale dei Reparti di volo italiani e stranieri del Soccorso Aereo, dei Centri di Coordinamento e delle Squadre di terra alla gestione delle operazioni di ricerca e soccorso nel difficile ambiente montano, sia di giorno che di notte, favorendo la reciproca conoscenza e lo sviluppo di procedure comuni tramite le singole competenze acquisite e consolidate nel corso negli anni.

Sulla base di Dobbiaco sono state predisposte tutte le strutture logistiche ed operative, del Posto Base Avanzato (PBA), necessarie allo svolgimento delle attività, tra le quali la torre mobile di controllo, le strutture campali di comando e controllo, i sistemi di comunicazione, i sistemi di rifornimento carburante e antincendio, la stazione meteo, il Posto Medico Avanzato (PMA) multiagenzia, e il centro di coordinamento dal quale sono state pianificate e gestite tutte le operazioni di ricerca e soccorso.

Una novità di quest’anno è stata la presenza di un team della Sicurezza Volo che ha investigato il luogo dell’incidente per raccogliere elementi utili alla sua ricostruzione e alle cause. Insieme a questo team anche un nucleo dei “Fucilieri dell’Aria” che ha provveduto a presidiare e ad interdire l’accesso, ad eventuali estranei, all’area interessata dall’incidente.

Nel vivo della Grifone 2017

Unità aeree partecipanti

  • 1 HH-139 del 15° Stormo di Cervia dell’Aeronautica Militare;
  • 1 TH-500 del 15° Stormo di Cervia dell’Aeronautica Militare;
  • 1 SIAI 208 della Squadriglia Collegamenti di Linate dell’Aeronautica Militare;
  • 1 AB-205 del 4° Reggimento “ALTAIR” di Bolzano dell’Esercito Italiano;
  • 1 AB-212 del 2° Reparto Volo Polizia di Stato di Malpensa;
  • 1 P-68 del 10° Reparto Volo Polizia di Stato di Venezia;
  • 1 HH-412C della Sezione Aerea Guardia di Finanza di Bolzano;
  • 1 AB-412 del 3° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Bolzano;
  • 1 AB-412 del Nucleo Elicotteri Vigili del Fuoco di Venezia;
  • 2 AS-555 Fennec dell’Armée de l’Air di Villacoublay e Orange (Francia);

Unità aeree e terrestri partecipanti

  • 5 Squadre Ricerca del CNSAS Alto Adige e Veneto;
  • 2 Squadre Cinofili (1 conduttore + 1 cane) del CNSAS Alto Adige e Veneto;
  • 1 Squadra Medicalizzata del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico della Regione Veneto;
  • 3 Squadre Ricerca del Bergrettungsdienst im alpenverein sudtirol (servizio di soccorso alpino del sudtirol);
  • 2 Squadre del Soccorso Alpino dell’Esercito Italiano;
  • 1 Squadra Ricerca del soccorso Alpino della Guardia di Finanza;
  • 1 Squadra Cinofila (1 conduttore + 1 cane) della Guardia di Finanza;
  • 3 Squadre Ricerca dei Vigili del Fuoco;
  • 1 Squadra Cinofila dei Vigili del Fuoco;
  • 1 Squadra Cinofila della Polizia di Stato;
  • 4 Squadre Ricerca  del 16° Stormo “Fucilieri dell’Aria” dell’Aeronautica Militare

Hanno partecipato alla Grifone 2017, in qualità di osservatori, rappresentanti della Giordania, della Macedonia, del Montenegro, dell’Uzbekistan, della Tunisia e dell’Austria, mentre il Rescue Coordination Center francese ha mandato proprio personale a supporto degli equipaggi di volo dei due AS-555 Fennec dell’Armee de l’Air.

L’ultimo giorno di esercitazione, il direttore Colonnello Alfonso Cipriano Capo Ufficio del RCC – Rescue Coordination Center del COA di Poggio Renatico, ha presentato i dati delle attività svolte. Le ore volate in tre giorni sono state 50, delle quali circa 5 in notturna con l’utilizzo degli NVG. Le sortite complessive sono state 95 delle quali 10 notturne.

Lo scopo della Grifone“, ha detto il Col. Cipriano, ” è quello di addestrarsi alla pianificazione, direzione, condotta e supporto da zona isolata di operazioni complesse e sostenute di ricerca e soccorso di sopravvissuti a sinistri aeronautici. Quindi ci addestriamo a proiettare la capacità di comando e controllo dall’area più vicina possibile a dove è avvenuto l’incidente operando congiuntamente con reparti di volo stranieri, con reparti di volo di altre amministrazioni e personale di ricerca e soccorso terrestre come il CNSAS, il B.R.D. dell’Alto Adige, i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, e la Croce Rossa Italiana.

La Grifone trae origine sostanzialmente da due accordi. Il primo è quello stipulato circa 60 anni fa dall’Italia, Spagna e Francia per operare, in caso di sinistro aeronautico, congiuntamente perchè sia il Mediterraneo che i confini terrestri come le Alpi sono scenari molto vasti e, in caso di un aeromobile disperso, queste aree così complesse richiedono un lavoro congiunto. Almeno una volta all’anno le nazioni partner dell’accordo SAR.Med.Occ. si incontrano per condurre un’esercitazione congiunta. Grazie alla vicinanza, quest’anno era stata invitata a partecipare con un proprio assetto (elicottero Super Puma) anche la Svizzera che purtroppo all’ultimo momento, per compiti operativi ed istituzionali, non ha potuto partecipare.

Il secondo accordo è quello stipulato tra Stato Maggiore Difesa e Corpo Nazionale Soccorso Alpino che prevede una collaborazione tra le Forze Armate e il Soccorso Alpino in caso di incidente aeronautico per organizzare e condurre le ricerche. Le Forze Armate e l’Aeronautica Militare mettono a fattor comune gli assetti aerei mentre il Soccorso Alpino, che ha una dislocazione territoriale su tutta l’Italia, mette a disposizione i propri tecnici.

In caso di incidente aereo viene attivato il desk, attivo H24, presente presso il RCC del COA di Poggio Renatico che mette in allarme l’assetto aereo disponibile più vicino e compatibile con il tipo di ricerca e soccorso da attuare.

Il Col. Cipriano ha anche ricordato che “per lavorare in attività reali bisogna anche addestrarsi“. E’ stato creato uno scenario simulato e complesso che nel giorno 5 settembre ha previsto le ricerche e soccorso di un velivolo militare C-27J Spartan impegnato in un’attività di lancio paracadutisti e del quale ad un certo punto si è persa la traccia radar e le comunicazioni radio. Il giorno 6 settembre invece è stato simulato un incivolo di un aliante con due persone a bordo.

A conclusione della presentazione il Col. Cipriano ha espresso la grande soddisfazione, che poi abbiamo letto sulle facce di tutti i partecipanti. “Sono stati tre giorni molto intensi in cui tutti insieme l’Aeronautica Militare e le altre amministrazioni hanno lavorato per sviluppare un’unica sinergia per il soccorso aereo e soprattuto per la salvaguardia della vita. E’ importante però prima addestrarsi per poi parlare un’unica lingua nel soccorso.

L’esercitazione Grifone ha riassunto così la capacità che l’Aeronautica Militare è in grado di esprimere nel campo del soccorso aereo e la capacità di tutte le amministrazioni di lavorare insieme. “E’ stato bello veder lavorare tutte queste professionalità a fattor comune con un unico obiettivo.”

Aviation Report e l’autore desiderano ringraziare l’UCOM Aeronautica Militare, il Cap. Andrea C. e il Serg. M. Luigi D.P. per il supporto durante l’esercitazione.

Testo: Stefano Monteleone
Immagini: Stefano Monteleone, Troupe Azzurra Aeronautica Militare
Video: Troupe Azzurra Aeronautica Militare

A proposito dell'autore

Editore responsabile del portale Aviation Report. Appassionato di tutto ciò che vola soprattutto se militare, di elisoccorso e della Go Pro! Esperto di Web Design, Web & Social Media Marketing e di programmazione web.
Ho volato a bordo di aeromobili militari quali:
AB 212, EH-101, SH-90 (Marina Militare), AW-139 (Guardia Costiera), HH-139A, C-27J, KC-767A, KC-130J (Aeronautica Militare), CH-47C (Esercito AVES), ATR-42, HH-412C, AW-139 (Guardia di Finanza).

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