Sono le 8:30 del 23 Luglio quando arrivo al cancello d’ingresso della base aerea di Ghedi, in provincia di Brescia, per realizzare il reportage sul 6° Stormo “Alfredo Fusco” dell’Aeronautica Militare, reparto aereo che gestisce l’intera flotta dei velivoli Panavia PA-200 Tornado IDS (Interdiction/Strike) in versione da attacco e bombardamento.

Questo sarebbe stato molto probabilmente l’inizio del mio articolo in condizioni normali, ma i tragici avvenimenti del mese successivo, precisamente del 19 Agosto 2014, mi hanno portato a cambiarlo, soprattutto dopo aver trascorso una intera giornata con gli uomini e le donne dei “Diavoli Rossi”.
Senza alcuna retorica è doveroso ricordare i nomi dei quattro ufficiali piloti e navigatori caduti in servizio, durante una missione di addestramento, nell’incidente avvenuto nei cieli delle Marche: Capitano pilota Alessandro DOTTO, Capitano Navigatore Giuseppe PALMINTERI, Capitano Pilota Mariangela VALENTINI, Capitano Navigatore Paolo Piero FRANZESE, come è doveroso ricordare anche la passione, il coraggio e lo spirito di sacrificio che tutti i giorni animano il personale della Forza Armata nel servire la nazione con professionalità e capacità, tecniche ed umane, che contraddistinguono l’Aeronautica Militare.
Rendiamo omaggio così, a nostro modo, ai caduti e alle loro famiglie non dimenticando però anche tutti i loro colleghi che continuano ogni giorno a volare perseverando e compiendo il proprio dovere.
Torniamo allora al 23 Luglio al cancello d’ingresso dell’aeroporto di Ghedi, dove ad accogliermi mi aspettano due degli aerei che hanno fatto la maggior parte della storia recente del reparto bresciano: un F-104S Starfighter ed un PA-200 Tornado.

Un po’ di storia recente del 6° Stormo

Come tutti i reparti dell’Aeronautica Militare anche il 6° Stormo ha alle spalle una storia di notevole importanza che risale alla sua costituzione a Campoformido nel 1936. A seguito dell’armistizio viene sciolto per essere poi ricostituito a Treviso nel 1951 con il 155° Gruppo su velivoli P-51. Più tardi di trasferirà sull’aeroporto di Ghedi con assegnati anche il 154° e il 156° Gruppo assumendo la denominazione di Aerobrigata.
L’arrivo dei velivoli a reazione americani Republic F-84F “Thunderstreak” e F-84G “Thunderjet” apre una nuova era, che nel periodo 1957 – 1959 porta lo stormo ai vertici internazionali grazie alla pattuglia acrobatica dei “Diavoli Rossi” che nel 1958 viene proclamata anche la prima pattuglia acrobatica del mondo occidentale dopo un’epica esibizione in Olanda. Nel 1959 passeranno le consegne alla pattuglia dei “Lanceri Neri” del 2° Stormo.
Nel 1963 fa la sua comparsa il nuovo velivolo Lockheed F-104G “Starfighter”, con il quale lo stormo volerà fino ai primi anni 80. In questo periodo il reparto partecipa regolarmente alle esercitazioni NATO e inizia a collaborare con la componente USAF che verrà rischierata stabilmente sul proprio sedime aeroportuale, perdendo però due dei suoi gruppi di volo, il 155° Gruppo che andrà nel 1964 al 50° Stormo di Piacenza e il 156° Gruppo che invece andrà in Puglia al 36° Stormo di Gioia del Colle nel 1966.
Nel 1982 e precisamente il 28 Agosto viene consegnato il primo Tornado dell’Aeronautica Militare, che porterà allo stormo nuove capacità operative grazie alla conformazione e alla tecnologia insita nel nuovo velivolo da combattimento. Dal 1985 al 1990 il 155° Gruppo torna al 6° Stormo per poi essere nuovamente inquadrato nel 50° Stormo, mentre nel 1993 arriva a Ghedi il 102° Gruppo proveniente dal 5° Stormo di Rimini e che prenderà in carico l’attività di OCU (Operational Conversion Unit) per la linea Tornado.
Tutti ricorderanno, nel 1990-91, la partecipazione dei Tornado al primo conflitto del Golfo per la liberazione del Kuwait con l’Operazione Locusta durante la quale la flotta subì una perdita in combattimento di un velivolo e la cattura del suo equipaggio di volo.
Tra il 1995 e il 1999 i velivoli del 6° Stormo sono stati impiegati sempre con successo anche nei cieli dei Balcani nelle molte operazioni di guerra aerea sulla ex-Jugoslavia. Più recentemente il 6° Stormo è stato impiegato con uomini e mezzi in Afghanistan, dal novembre 2008 al dicembre 2009, con il Task Group Devil inquadrato nel comando NATO dell’operazione ISAF ed operante dalla base aerea di Mazar i Sharif con compiti di ricognizione e supporto alle forze terrestri.
Nel 2011 uomini e mezzi vengono dislocati sulla base aerea di Trapani con una cellula, inserita nel Task Group Air – TGA Birgi, impegnata prima nell’Operazione Odyssey Dawn e successivamente nella Unified Protector finalizzate alla protezione della popolazione civile libica contro la repressione del Colonnello Gheddafi. In questo contesto internazionale i velivoli Tornado sono stati impiegati per ricoprire vari ruoli operativi quali: rifornimento in volo buddy-buddy, ricognizione con sistema Reccelite (pod in grado di acquisire immagini ad altissima risoluzione da rendere immediatamente disponibili ai Comandi Alleati) e attacco al suolo contro obiettivi selezionati e dinamici.
Ancora una volta il reparto ha avuto il riconoscimento in ambito internazionale e NATO quale assetto tattico di primaria importanza.

Il 6° Stormo oggi

Per quello che attiene gli assetti interni, la struttura organizzativa ricalca quella tipica degli Stormi dell’Aeronautica Militare, ed opera con i velivoli Tornado IDS tramite i tre Gruppi di Volo attualmente assegnati: il 102°, 154° e il 156° in compiti di conversione operativa e addestrativi e per acquisire e mantenere il livello di efficienza operativa e tecnica richiesta nelle operazioni OCA – Offensive Counter Air, ISR – Intelligence, Surveillance and Reconnaissance e di AR – Air Refuelling con il sistema buddy-buddy pod.
Lo Stormo assicura quindi la capacità di effettuare operazioni di attacco, ricognizione e supporto alle forze di superficie contro obiettivi relativi alle forze e al potenziale nemico e in tale scenario si addestra ogni giorno in ambito nazionale ed internazionale partecipando ad esercitazioni in Europa come negli Stati Uniti.
Uno dei compiti, primari, dello stormo è quella della conversione operativa dei giovani piloti o di piloti già brevettati che devono essere assegnati ai reparti di volo dotati del Tornado.
Questa attività viene svolta attraverso il 102° Gruppo OCU che si avvale di moderni tools di formazione e addestramento e di due simulatori di volo dei quali uno risalente agli ’80 che replica la cabina di pilotaggio, che viene usato tipicamente per prendere confidenza con il cockpit e per il volo strumentale, e uno risalente agli anni 2000 più moderno costituito da una cabina del velivolo e da un sistema di simulazione virtuale dello scenario esterno.
Questo secondo simulatore può riprodurre fedelmente tutte le missioni, tutte le emergenze e tutte le situazioni tipiche che si possono incontrare volando con il Tornado, con un ritorno “costo-addestramento” molto vantaggioso sia in termini economici sia in termini formativi per il personale navigante.
Possiamo così affermare che il 102° Gruppo ha preso in carico alcune funzioni che una volta venivano svolte dal rinomato T.T.T.E. di Cottesmore in Inghilterra. Il Tri-National Tornado Training Establishment (TTTE) era una unità di volo multi-nazionale con sede presso la base aerea di RAF Cottesmore in Inghilterra ed attiva dal 1980 fino al 1999. Questa unità provvedeva all’addestramento sul Tornado per i piloti e navigatori della Royal Air Force, della Luftwaffe e dell’Aeronautica Militare Italiana, tramite corsi teorici a terra e corsi pratici in volo. Il TTTE ha rappresentato un grande esempio di interoperabilità e integrazione tra le tre forze aeree grazie al fatto che l’addestramento poteva avvenire combinando istruttori, allievi e macchine dei tre paesi indistintamente.Lo Stormo ha una doppia dipendenza operativa, Nazionale e NATO. Sotto la catena nazionale fa capo al Comando delle Forze da Combattimento di Milano e dal Comando della Squadra Aerea di Roma mentre sotto la catena NATO fa capo al Quartier Generale delle Forze Alleate in Europa (SHAPE) tramite il CCAIR – Air Component Command di Ramstein.
Con il tramontato rischio di un confronto militare globale, le capacità del velivolo Tornado unite all’aggiornamento tecnologico e all’acquisizione di nuovi sistemi d’arma allo stato dell’arte sono state usate, e lo saranno nel prossimo futuro, nelle cosiddette “operazioni di risposta alle crisi” in scenari di guerra anche non convenzionali, e in azioni di deterrenza che permettono di garantire la sicurezza delle forze terrestri nonché di spegnere sul nascere possibili azioni nemiche.tornado 6° stormo Ghedi

tornado ids 6° stormo Ghedi

Il Futuro del Tornado

La fine della vita operativa del Tornado è prevista intorno al 2025, salvo cambiamenti futuri, anno al quale si arriverà tramite uno snellimento progressivo della flotta in base all’età dei singoli velivoli. A tal proposito proprio per razionalizzare la flotta, il suo utilizzo e il suo supporto manutentivo la Forza Armata ha previsto la chiusura del 50° Stormo di Piacenza e il contestuale trasferimento del suo gruppo di volo, il 155°, con i suoi velivoli Tornado in versione ECR / SEAD a Ghedi presso il 6° Stormo che verrà riorganizzato così su 4 gruppi di volo.
Ad oggi i programmi dell’Aeronautica Militare, fatte salve le decisioni che saranno prese in merito dal Governo, prevedono l’acquisizione e la messa in servizio del nuovo velivolo F-35 JSF Lightning II che andrà ad affiancare e poi a sostituire completamente il Tornado una volta completato il suo phase-out con la conseguente ristrutturazione dello Stormo su soli due gruppi di volo JSF con il rifacimento e l’aggiornamento di numerose infrastrutture aeroportuali. Ghedi diventerà così una delle MOB – Main Operating Base per i velivoli F-35.

Abbiamo parlato di tutto questo e di più in una intervista con il Comandante del 6° Stormo il Colonnello Andrea di Pietro.

Comandante come è strutturato lo Stormo? Come tutti gli Stormi dell’AM ha una struttura con organi di staff ed altri alle dirette dipendenze di un Colonnello del ruolo Naviganti.

Ci sono tutti gli enti classici di uno stormo dell’AM?
La struttura è quella classica degli Stormi, ma con un paio di peculiarità:
– Dimensione: 3 gruppi volo
– Intelligence: neo costituito Ufficio Informazioni Operative, in via sperimentale accentrata alle dipendenze del Comandante di Stormo, un’articolazione che cura l’intelligence operativa, anche a supporto dell’attività dei Gruppi di volo.

Qual’è la catena di comando e relative dipendenze operative? Il Comando intermedio di riferimento è il Comando Forze da Combattimento di Milano, che a sua volta dipende dal Comando Squadra Aerea.

Comandante quali sono i compiti che svolge lo stormo?
Duplice missione:
– acquisire e mantenere la capacità di effettuare, in accordo alle modalità stabilite dai piani operativi nazionali e NATO, operazioni di attacco, ricognizione e supporto alle forze di superficie;
– assicurare, inoltre, l’attività istruzionale di conversione operativa e di standardizzazione degli equipaggi di volo assegnati alla linea Tornado, per il loro successivo inserimento nei Reparti Operativi.

Compatibilmente con le comprensibili esigenze di riservatezza, quali sono le modalità operative cui si attiene? I nostri piani già prevedono, sia per addestramento che per emergenze, delle catene di allertamento del personale, aggiornate costantemente possono essere attivate in caso di esigenze reali, si tratta di tabelle a livello di singola articolazione nelle quali sono riportati i recapiti dei militari da rintracciare secondo una catena in cui ogni persona deve avvisare i nominativi della casella successiva in ordine di colonna e di riga.
Il 6° Stormo, in quanto aeroporto militare armato, funge da Presidio Aeronautico per Ghedi e da Comando Capoluogo di Circoscrizione Aeronautica per tutte le province della Lombardia. Alle sue competenze è sottratta l’area metropolitana di Milano in quanto il Comando 1^ Regione Aerea fa Presidio a sé. Come Capoluogo di Circoscrizione A. si pone come interlocutore per gli enti aeronautici che insistono sui territori citati in termini di sicurezza delle installazioni, e nei confronti di tutte le realtà con scopi di rappresentanza. Inoltre al 6° Stormo è anche affidata la Circoscrizione Alloggiativa della Lombardia con Competenze su Ghedi (compreso Desenzano d/G), Mortara e Gallarate (Malpensa).
Tipologia interventi: Tanti e diversi: accanto alla missione vera e propria di interdizione con armamento di precisione, passiamo dall’addestramento continuo ad impegni “reali” dando supporto anche in occasione di grandi eventi, o come ricognitori grazie all’integrazione del RECCELITE che consente la condivisione in tempo reale delle riprese e delle fotografie, quest’ultima capacità è risultata molto utile anche alla protezione civile che ha chiesto il supporto dell’AM in occasione di emergenze come eruzioni vulcaniche, terremoti, minacce di esondazioni, monitor e ricerca sui noti fenomeni di immigrazione dal Nord-Africa.

Comandante ci può descrivere la composizione della flotta Tornado per gruppo di Volo? Quali, in che versioni/updates, e quanti sono gli aeromobili in dotazione ai Gruppi di Volo? Attualmente sono presenti 4 versioni di velivoli: tra i trainer ci sono i RET3 ed i RET7, tra gli IDS i RET6 ed i RET7 (in futura assegnazione i RET8 al momento in consegna al 50° Stormo, che comunque differiscono dai RET7 solo per alcuni dettagli). All’interno di questa suddivisione esistono poi lievi differenze dovute ad alcune dotazioni di bordo; la linea andrà progressivamente snellendosi con le radiazioni (in corso) dei RET3.

Quali sono le differenze sostanziali tra i vari modelli e quali le caratteristiche per tipo di missione? (equipaggiamento di missione ed armamenti utilizzati come Reccelite, MBDA, Storm Shadow, GBU……..) I velivoli RET3 non sono predisposti per l’utilizzo delle “Smart Weapons” così come tutti i Trainer (RET7 compresi). RET6, 7 e 8 impiegano lo stesso tipo di armamento, ma RET7 e 8 sono dotati di apparati e display più recenti che ne facilitano l’utilizzo.

Il Tornado IDS è ancora un velivolo attuale in grado di assolvere ai compiti assegnati? Decisamente sì, grazie agli sforzi fatti per tenere sempre aggiornata l’avionica in funzione dei nuovi sistemi d’arma di volta in volta acquisiti; tuttavia i limiti strutturali della cellula (che ha più di trent’anni di servizio) hanno già imposto l’avvio della fase di PHASE-OUT del velivolo.

E’ stata già stabilita una futura ed ipotetica data di phase-out e fino a quel momento sono previsti altri updates ed adeguamenti del velivolo ed armamenti/equipaggiamenti? Il phase out è appunto già iniziato nel 2012 e proseguirà secondo un programma prestabilito modulare e per fasi. Anche se non ancora ufficialmente dismesso, l’ultimo IDS RET3 ha già smesso di volare.

Comandante ci può descrivere com’è la catena della manutenzione dei velivoli Tornado?
Gestione ricambi: I ricambi sono principalmente gestiti dal Servizio Rifornimenti dello STO, che riceve e spedisce dal Deposito del 1°RMV e per suo tramite dalle Sale di rilavorazione dello stesso RMV e dalle ditte fornitrici/riparatrici. Al 6° Stormo vi è la possibilità di rilavorare e reinserire nel ciclo Logistico alcuni particolari (meno che in passato) presso le sale di 2° livello tecnico.
Intervalli manutentivi sui velivoli: I velivoli sono controllati con continuità dalla fase di impiego (ispezioni pre e post volo) alle ispezioni orarie basiche (150 e 300 FH), fino alle ispezioni definite “minori” (600 e 1200 FH). Durante tutto il periodo “volativo” del velivolo, che può arrivare teoricamente al limite delle 2400 FH quando necessariamente transita al 1°RMV (o ditta) per l’ispezione “maggiore”, lo stesso viene comunque sottoposto a tutti i previsti controlli periodici definiti “calendariali” (con scadenze espresse in giorni) ed “orari” (con scadenze espresse il FH) al fine di mantenerne l’aeronavigabilità in maniera continuativa.
Interventi manutentivi eseguibili on site: Il GEA (Gruppo Efficienza Aeromobili) garantisce lo svolgimento di tutte le operazioni manutentive di 1° e 2° livello tecnico sul velivolo e di 2° livello tecnico su alcuni apparati, in collaborazione con i tecnici ditta vengono eseguite anche alcune lavorazioni più complesse dietro valutazione dell’RMV.

Comandante qual’é l’iter addestrativo di un pilota e navigatore che arriva allo Stormo? Quanti piloti e navigatori arrivano ogni anno? Il numero dei Piloti assegnati annualmente allo Stormo è un dato che varia in funzione delle esigenze e/o priorità di alimentazione che la Forza Armata attribuisce ai vari Reparti Operativi di Volo di anno in anno. Per quanto riguarda i Navigatori, dopo gli ultimi del 2013 non ne verranno più incorporati, se non probabilmente piccole aliquote ad hoc per altri pochi anni fino alla dismissione del velivolo Tornado.

Come viene gestita la coppia pilota/navigatore? E’ sempre la stessa o il personale si alterna? Non esiste un Equipaggio di volo (Pilota e Navigatore) fisso, anzi, proprio per rendere sempre più performante il quotidiano addestramento a cui il personale navigante si sottopone, si cerca di alternare il più possibile il personale, bilanciando sempre l’esperienza complessiva all’interno dell’abitacolo; in tal senso, quindi, si tenderà sempre ad accoppiare un Pilota giovane con un Navigatore esperto e un Pilota esperto con un Navigatore giovane.

Addestrate personale navigante sul Tornado anche di altre forze aeree alleate che lo utilizzano? L’Aeronautica Militare è impegnata da alcuni anni in una serie di scambi di esperienze nel settore dell’addestramento al volo, regolati da appositi accordi tecnici, che prevedono la possibilità per alcuni piloti o navigatori (come nel nostro caso) di poter effettuare per circa due anni attività di volo presso una Forza Armata Internazionale dotata del medesimo velivolo. Il 6° Stormo, nel particolare, è interessato dallo scambio che vede coinvolta l’Aeronautica Militare Italiana e la German Air Force: piloti/navigatori, italiani o tedeschi, si addestrano presso basi Tornado con il fine di poter ulteriormente migliorare l’efficiente sinergia tra le due Forze Armate.

Personale e macchine dello Stormo sono mai stati distaccati all’estero nell’ambito di operazioni fuori area cui l’Italia ha contribuito militarmente? Se si può darci alcuni dettagli di queste operazioni? L’Aeronautica Militare, ha contribuito e tutt’ora partecipa col proprio personale ed i propri assetti a tutte le Operazioni Militari al di Fuori dei Confini Nazionali. I teatri principali nei quali gli uomini e le donne in azzurro, tra i quali anche personale del 6° Stormo, sono oggi impiagati sono i Balcani, l’Afghanistan, il Libano e gli Emirati Arabi con incarichi diversi che spaziano da compiti prettamente operativi, nell’abito dell’attività di volo o del supporto diretto ad essa (Servizio Antincendi, Controllo dello Spazio Aereo, Meteo, Intelligence, Manutenzione Velivoli, ecc…) a quelli di supporto più generali orientati al supposto logistico, tecnico, amministrativo ed alla protezione delle forze, fino a comprendere alcune posizioni nelle catene di Comando e Controllo ai vertici delle strutture cui è deputata la guida delle operazioni militari internazionali.
Tra la più recenti operazioni alle quali hanno partecipato delle “cellule” del 6° Stormo va sicuramente ricordato il contributo fornito alle Operazioni “ISAF” in Afghanistan, dove 6 Tornado e oltre 300 uomini hanno operato da ottobre 2008 fino al novembre 2009.

Comandante avete avuto delle particolari difficoltà ad utilizzare i velivoli in ambiente operativo? Se si avete aggiornato i velivoli sul luogo? Queste modifiche hanno avuto poi un riscontro positivo di utilizzo anche in patria? Operare con i nostri velivoli in Afghanistan con condizioni climatiche ed ambientali differenti da quelle occidentali ha comportato sicuramente un particolare sforzo del personale tecnico in supporto che, grazie alla propria professionalità e all’addestramento ricevuto dalla Forza Armata, ha saputo porre nelle condizioni di massima sicurezza uomini e mezzi che quotidianamente effettuavano missioni di volo in zone d’operazione: le numerose ore di volo effettuate senza alcun problema di natura tecnico/strutturale sono stati per noi e per la Forza Armata stessa motivo di grande soddisfazione.

Sul territorio nazionale, dove e in quali occasioni hanno operato/operano? Per l’operazione “Unified Protector” in Libia quando nel 2011 alcuni assetti dello Stormo hanno contribuito alla campagna militare in atto, conducendo attività di volo sia da Ghedi che dal 37° Stormo di Trapani.

Colonnello Di Pietro ci può raccontare una missione rimastale particolarmente impressa da quando è al comando dello Stormo? Ho dei bellissimi ricordi della mia trascorsa “vita militare” qui presso il 6° Stormo dove, in circa 15 anni di continuità operativa, inclusa una parentesi di 3 anni Vissuti attraverso un “programma di scambio” con la RAF sul velivolo Tornado GR-4, ho potuto dare il mio contributo di Pilota e di Ufficiale vivendo in prima persona l’evoluzione di questo sistema d’arma. Oggi, con il mio incarico, volo molto poco; quanto basta per essere sempre capace di esercitare la giusta azione di comando e di supervisionare pienamente padrone di tutte le diverse modalità di gestione e di impiego della macchina volte ad assolvere la missione del Reparto.
Nel mio primo anno di Comando, la missione che sinora più mi è rimasta impressa è stata quella volata alcuni mesi fa con una coppia di velivoli dove 2 dei 4 componenti gli equipaggi erano donne; io ho volato per la prima volta con un navigatore donna e il pilota leader della “coppia” era una donna. La presenza a bordo e in formazione delle due ragazze (bravissime, serissime e professionalmente molto capaci) ha rappresentato, in un volo, l’evoluzione e l’avanguardia che la Forza Armata ha già raffinato da tempo; un intento di equità e di parità che aveva da tempo concettualmente già spianato la strada al nostro mondo operativo e che ha reso il loro inserimento semplicissimo e lineare e la loro espressione operativa un fatto reale.

Partecipate regolarmente a delle esercitazioni militari nazionali ed estere? Se si quali? E che tipo di riscontro positivo trovate in termini addestrativi/operativi? Il 6° Stormo è coinvolto annualmente in una molteplicità di attività addestrative sia nazionali che estere organizzate dalla Forza Armata, come ad esempio quelle di supporto alle truppe di terra (in collaborazione con l’Esercito), le campagne tiri a Decimomannu, rischieramenti presso la base di Trapani, la partecipazione ad eventi addestrativi ed esercitativi organizzati dal singolo Paese o dalla NATO in diverse aree europee, il TLP in Spagna, l’OVDA (Israele)
Tutte queste attività sono preziosi momenti durante i quali testare le nostre capacità e/o incrementare l’efficienza operativa delle procedure che sono attualmente in vigore.

Ci può fornire i dati dell’ultimo anno sulle ore volo totali/macchina? Nell’anno 2013 i nostri velivoli hanno totalizzato complessivamente quasi 4500 ore di volo.

Comandante quali sono le prospettive future in termini di missioni, personale ed aeromobili? Il futuro del 6° Stormo e dell’Aeroporto di Ghedi si può inquadrare essenzialmente su un piano di breve termine (3 anni) ed uno di medio-lungo termine. Nel primo caso, l’obiettivo dell’Aeronautica Militare è quello di dare seguito immediato agli effetti della legge sulla Revisione dello Strumento Militare del 2012 dove, nel caso di specie, è stata prevista la razionalizzazione della flotta Tornado ed un accorpamento delle capacità (fatta proprio da una combinazione di missioni, personale e aeromobili) su uno stesso unico aeroporto, Ghedi per l’appunto. Nei prossimi 3 anni, di fatto, con un piano ed un approccio modulare, gli uomini ed i mezzi del 155° Gruppo di stanza presso il 50° Stormo di Piacenza verranno rilocati presso il 6° Stormo. Per quanto concerne i piani di medio-lungo termine, Ghedi sarà interessata nei prossimi anni dal processo di phase-out del Tornado, velivolo che si avvicina alla conclusione della sua vita operativa e per il quale è prevista la sostituzione con l’F-35, secondo i termini e le modalità che sono in corso di valutazione dall’ambito politico.

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aerei tornado 6° stormo Ghedi

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Curriculum Vitae del Col. AArnn Pilota in SPE Andrea Di Pietro
comandante 6° stormo di ghedi col. di pietroNato a Viterbo nel 1967 si è arruolato in A.M. nel corso IBIS IV nel 1988. Brevettato pilota militare presso la Euro-NATO Joint Jet Pilot Training School di Sheppard Air Force Base nel 1993 viene assegnato al 6° Stormo di Ghedi presso il 154° Gruppo dove aver preso l’abilitazione sul G-91 e sul Tornado presso la Scuola Internazionale TTTE di Cottesmore in Inghilterra.
Dal 1999 al 2001 è ufficiale pilota in Exchange presso il 14th Fighter Squadron della RAF di Bruggen in Germania e poi presso la RAF Base di Lossiemouth in Inghilterra volando sul velivolo Tornado GR Mk.4
Nel 2001 rientrato al 6° Stormo viene riassegnato al 154° Gruppo che comanda dal 2006 al 2008.
A termine del comando del 154° Gruppo frequenta l’11° corso ISSMI (Istituto Superiore Stato Maggiore Interforze) presso il Centro Alti Studi della Difesa.
Dal 2009 al 2013 viene assegnato allo Stato Maggiore Difesa – 3° Reparto con l’incarico di Capo Sezione “Coerenza dello Strumento” dell’Ufficio Pianificazione Generale prima e di Vice Capo Ufficio successivamente.
Il Col. Andrea Di Pietro ha più di 3000 ore di volo all’attivo volate su: SF-260, T-37, T-38, G-91, Tornado IDS, Tucano, Hawk, Tornado GR Mk.4, MB-339A
Onorificenze:
– Medaglia Militare Aeronautica di Lunga Navigazione Aerea d’Oro di 1° grado
– Croce Commemorativa Bosnia
– Croce d’oro per anzianità di servizio (25 anni)
– Medaglia NATO Ex-Jugoslavia
– Distintivo bellico in oro – Specialità Caccia di 3° grado

 

Aviation Report e l’autore desiderano ringraziare per l’opportunità concessa e la cordialità e la professionalità con le quali siamo stati accolti, lo Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare e il personale dell’Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione di Roma, il Comandante del 6° Stormo Col. Andrea Di Pietro, l’Ufficiale PI del 6° Stormo Magg. M. Cionfrini e tutto il personale dello Stormo.

Testo e foto: Stefano Monteleone

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