19 Luglio 2012, due AMX si allineano in testata pista e dopo una breve corsa decollano in direzione nord per la loro missione addestrativa mentre un velivolo Predator B rulla parallelamente alla pista, anch’esso pronto al decollo, questa volta per una missione operativa classificata.

Siamo al 32° Stormo “Armando Boetto” basato sull’aeroporto di Amendola (FG), il più grande d’Italia con 1050 ettari e 13 km di perimetro. Veniamo accolti dal Comandante il Col. G. Maragucci, che nel suo briefing ci da una visione di insieme dello Stormo. Il 32° nasce a Cagliari-Elmas il 1° Dicembre 1936 e viene trasferito sulla sua sede attuale il 1° Luglio 1993. L’aeroporto di Amendola fu costruito nel 1944 dall’USAF (US Air Force) come base per bombardieri pesanti e faceva parte di un sistema aeroportuale territoriale composto da circa 100 piste di volo. Il 1° Febbraio del 1947 fu ceduto alle autorità italiane e all’Aeronautica Militare.

La storia recente dello Stormo, a partire dalla fine degli anni 60 e precisamente dal 1967, è soprattutto legata al velivolo Fiat G-91 che qui ha prestato servizio per molti anni in tutte le diverse versioni progettate, la R, la Y (Yankee) che hanno equipaggiato il 13° Gruppo e la T (Tango) biposto che ha equipaggiato il 201° Gruppo OCU e il 204° Gruppo che si occupavano dell’addestramento avanzato e pre-operativo dei piloti della Forza Armata. Il glorioso velivolo G-91T venne radiato il 30 settembre del 1995 per lasciare posto al nuovo AMX ed AMX-T, convertiti recentemente nella versione ACOL (Aggiornamento Capacità Logistiche ed Operative), giunti rispettivamente del 1993 e nel 1995. Negli anni 2000 inizia l’avventura e la scommessa tecnologica con l’acquisto dei primi UAV, prodotti dalla GA-ASI (General Atomics Aeronautical System Inc.), e precisamente il 1° Marzo 2002 viene creato il Gruppo Velivoli Teleguidati, con velivoli Predator A, che poi nel 2005 prenderà ufficialmente le insegne del 28° Gruppo, ricostituito dopo lo scioglimento del 3° Stormo di Verona-Villafranca e la radiazione degli F-104 Starfighter. Nel 2009 arrivano i nuovi Predator A+ ed a seguire i Predator B.
Nel corso degli anni lo Stormo ha subito molte modifiche alle componenti di volo che lo compongono, fino ad arrivare ai giorni nostri con la seguente composizione:
13° Gruppo CBR (Caccia Bombardieri Ricognitori), equipaggiato con velivoli AMX ACOL
101° Gruppo OCU (Operation Conversion Unit), equipaggiato con velivoli AMX-T ACOL
28° Gruppo APR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto), equipaggiato con velivoli Predator A, A+ e B
632° Squadriglia Collegamenti, equipaggiata con velivolo MB-339A
Più che di uno Stormo dovremmo parlare di una Brigata”, ci dice il Col. Maragucci, proprio per il fatto che il 32° ha al suo servizio 3 gruppi di volo, gruppi che nei prossimi anni subiranno ancora modifiche e cambiamenti: Amendola è stata scelta infatti come la prima delle basi aeree che ospiteranno il nuovo velivolo in corso di acquisizione dall’Aeronautica e la Marina, l’F-35 JSF (Joint Strike Fighter).







Proprio in previsione dell’arrivo dei nuovi velivoli un’ampia zona dell’aeroporto è già interessata da lavori edili e cantieri, per la costruzione degli hangar, shelter e piazzali che ospiteranno il JSF. I lavori dovrebbero terminare nel 2015 per poi vedere successivamente assegnato il primo velivolo secondo le tempestiche fissate dal programma e contestualmente trasferiti tutti gli AMX sulla base aerea di Istrana presso il 51° Stormo. Il futuro di Amendola si prospetta all’insegna della sfida tecnologica e dell’innovazione con i suoi gruppi di volo composti solamente da JSF, Predator, e simulatori di volo per l’addestramento interconnessi tra loro anche se dislocati sui diversi aeroporti che ospiteranno permanentemente gli F-35.

Ad Amendola oltre ai gruppi di volo sono dislocati altri enti e/o reparti di estrema importanza come il Centro d’Eccellenza APR che serve come centro di addestramento nazionale ed internazionale per l’utilizzo di diversi tipi di UAV, l’Ufficio Sicurezza-JSF per le pratiche iniziali che riguardano il progetto dell’F-35, il G.E.A. (Gruppo Efficienza Aeromobili) che svolge le funzioni per la manutenzione di 1° e 2° livello tecnico su AMX e le funzioni di R.M.V. (Reparto Manutenzione Velivoli) per i Predator, il 432° Gruppo STO per il servizi tecnici come l’assistenza al volo e alla navigazione o il meteo, il 532° Gruppo SLO per quanto riguarda tutti i servizi logistici, antincendio o autotrasporti e il Gruppo G.P.F. per la protezione delle forze.
Il cuore dello Stormo restano chiaramente i gruppi di volo, tutti di fondamentale importanza per la Forza Armata.



13° GRUPPO
Il 13° Gruppo il più vecchio dello Stormo venne posto alle dipendenze del 32° nel 1967 quando lo Stormo fu ricostituito a Brindisi dopo la guerra. Il gruppo con il ruolo di reparto caccia bombardiere-ricognitore inizialmente fu equipaggiato con il FIAT G-91R che nel 1974 fu sostituito dal bireattore FIAT G-91Y. Negli anni 90 con la radiazione del G-91 il 13° Gruppo iniziò la conversione sul nuovo velivolo AMX mantenendo lo stesso ruolo con un velivolo decisamente più moderno e prestante. I compiti assegnati al reparto furono: missioni aria-suolo di contraviazione, CAS (Close Air Support), interdizione, supporto aereo alle forze terrestri e navali, difesa aerea diurna, CSAR (Combat Search and Rescue), ISR (Intelligence, Surveillance e Reconnaissance).
Il reparto nel corso degli anni ha partecipato ad innumerevoli missioni operative all’estero in ambito NATO tra le quali ricordiamo gli interventi in Bosnia e in Kosovo dell’ambito delle operazioni Allied Force, Peace Keeping Kosovo, Peace Enforcing Kosovo tra il 1997 e il 2000, l’operazione Unified Protector sulla Libia e l’attuale impegno in Afghanistan.
A partire dal 26 novembre 2009, insieme ai reparti montati su AMX del 51° Stormo di Istrana, è impegnato con uomini e mezzi (4 velivoli) in Afghanistan nell’ambito della missione ISAF con il distaccamento Task Group Black Cats.










101° GRUPPO OCU
il 101° Gruppo “Lampi” venne assegnato al 32° Stormo il 31 Luglio del 1995 dopo aver prestato servizio presso la base aerea di Cervia sotto le insegne dell’8° Stormo su velivolo G-91Y dal Maggio del 1979 ed essere stato messo in posizione quadro il 1° Dicembre 1994. Attualmente il gruppo opera con i velivoli biposto AMX-T con compiti di unità di conversione operativa per tutti i piloti che vengono assegnati alla linea AMX con corsi di circa 6 mesi per qualificare piloti limited combat ready, combat ready ed istruttori. I frequentatori dei corsi possono essere anche ufficiali piloti di forze aeree alleate in Pilot Exchange come alcuni della RAF e dell’USAF i cui nomi abbiamo visto nella lunga collezione di name-Tag attaccate nel corridoio della palazzina comando del gruppo.
Inoltre il gruppo si occupa della standardizzazione operativa ed addestrativa di tutta la linea per offrire, tra le altre cose, anche la possibilità ai gruppi operativi di volare insieme in formazioni miste come visto in occasione di tanti rischieramenti nazionali o all’estero come la Red Flag, la Allied Force sul Kosovo o la United Protector sulla Libia. Nell’ambito della standardizzazione è compito del gruppo dare le direttive addestrative per la compilazione del manuale d’impiego dell’AMX, e seguire le eventuali sperimentazioni e certificazioni di nuovi apparati o armamenti insieme al Reparto Sperimentale Volo di Roma.
Grazie all’elevata preparazione dei suoi istruttori di volo può svolgere anche missioni operative aria-suolo ed ISR.
Il 31 maggio del 2008 sono state festeggiate le 15.000 ore di volo raggiunte con l’AMX-T a sottolineare l’intensa attività addestrativa ed operativa svolta.







28° GRUPPO APR
Tutti conosciamo il glorioso passato del 28° Gruppo “Le Streghe” quando faceva parte del 3° Stormo di Verona-Villafranca ed era equipaggiato con i velivoli F-84F prima, F/RF-104G Starfighter ed AMX più recentemente. Dopo lo scioglimento dello Stormo il gruppo venne messo in posizione quadro per rinascere poi nel 2002 per prendere in carico l’audace sfida tecnologica intrapresa dall’Aeronautica Militare rappresentata dal nuovo velivolo General Atomics Predator. Il gruppo di volo, insieme al suo velivolo, diventa immediatamente una realtà all’avanguardia sia in Italia che all’estero rappresentando un assetto nazionale interforze che viene impiegato immediatamente negli scenari internazionali di crisi o nazionali determinati da calamità naturali come ad esempio il terremoto dell’Aquila.
Nel 2005 fu impiegato subito in Iraq nell’Operazione Antica Babilonia per 22 mesi dal gennaio 2005 al novembre 2006, dal 2007 in Afghanistan nell’Operazione Enduring Freedom inquadrato nel Task Group Astore, nel 2011 durante la crisi libica, il Summit del G-8, l’Operazione NATO Unified Protector ed attualmente sul Kosovo in ambito NATO KFOR.
Ricordiamo che a maggio 2011 la flotta di Predator in Afghanistan ha raggiunto ed oltrepassato le 6.000 ore di volo in più di 750 missioni operative, mentre il 29 Novembre 2011 il 28° Gruppo ha raggiunto il traguardo totale delle 10.000 ore di volo effettuate con i velivoli a pilotaggio remoto.










I velivoli in dotazione al 28° Gruppo sono di tre modelli: il Predator A (RQ-1A), A+ (MQ-1B) e il B (MQ-9A) chiamato anche Reaper dall’USAF e dalla RAF inglese. Le differenze sostanziali sono tra la versione A e la B e riguardano soprattutto una maggiorazione in termini di potenza, carburante e payload (carico pagante di armamento e sensori) che consentono al Predator B una maggiore velocità di trasferimento nell’area di operazione, una maggiore permanenza in area e, se opportunamente predisposti (non è il caso per ora dei B italiani), la possibilità di trasporto ed utilizzo di armamento esterno che, grazie a speciali attacchi alari, può essere composto da: armamento di precisione GBU-12 Paveway o GBU-38 JDAM (Joint Direct Attak Munition) o missili AGM-114 Hellfire.
Il sistema di controllo e gestione del velivolo è molto complesso ed affascinante con delle potenzialità di utilizzo ed intervento inimmaginabili.
La piattaforma è costituita dal velivolo con i suoi sensori, una GCS (Ground Control Station), una EDS (Exploitation Data Station) per l’analisi dei dati e la loro trasmissione in tempo reale a terra o ad altri velivoli, ed una serie di antenne satellitari di comunicazioni per il controllo ed il pilotaggio del velivolo.
Nella GCS trovano posto due operatori in due postazioni interscambiabili via software, una per il pilotaggio sempre a cura di un Ufficiale Pilota ed una occupata dal Sensor Operator che si occupa della gestione di tutti i sensori del velivolo. Il Predator può essere gestito in due modi:
– Line of Sight (in linea con il velivolo) tramite l’antenna GDT (Ground Data Terminal)
– Sat (via satellite) tramite il sistema/antenne SETSS
Il velivolo può essere controllato e pilotato anche a parecchi km di distanza, come avviene ad esempio in Afghanistan dove i Predator dell’USAF vengono pilotati direttamente dalle basi aeree in USA ma, per come è strutturato il sistema, una postazione è sempre presente nel paese in cui vola il Predator poiché il decollo e l’atterraggio deve essere sempre effettuato in modalità Line of Sight e quindi con un range chilometrico limitato a 275km.
“Siamo una realtà all’avanguardia insieme agli Stati Uniti perché siamo gli unici a poter gestire in completa autonomia questo sistema, cosa che ad esempio in Inghilterra non avviene poiché loro sono ancora dipendenti dalle antenne e dalle GCS degli USA”, ci dice il Magg. L.V. Comandante del Gruppo. “Il Predator è una vera frontiera tecnologica perché insieme a lui siamo nel vivo della missione come se fossimo con i soldati a terra, siamo in grado di parlare in tempo reale e trasmettere dati con il comando a terra, un CAOC (Combined Air Operation Center), con altri velivoli o con personale alleato a terra per poter prendere decisioni anche critiche nel minor tempo possibile e poter comunque assistere a tutta l’azione prestando continuo supporto” continua il Magg. L.V. “La piattaforma Predator completa delle sue antenne e sensori”, sottolinea il Magg. L.V. “è un sistema perfettamente interoperabile ed integrato nel sistema C4 ISTAR netcentrico e, per i Decision Maker, è di fondamentale importanza strategica per poter prendere decisioni in tempo reale che possono evitare problemi alle forze alleate a terra o ai civili.
Il range di missioni che può svolgere il 28° Gruppo è molto ampio:
– Convoy Escort
– IED Discover: Improvised Explosive Device Discover
– Force Protection
– FAC: Forward Air Control
– Special Operations
– ISR: Intelligence, Surveillance e Reconnaissance
– Supporto alle popolazioni, per il controllo che aree urbane civili siano clear da potenziali elementi ostili







Siamo sicuramente di fronte ad un assetto tecnologicamente all’avanguardia che proietta l’Aeronautica Militare in un nuovo modo di controllo e gestione dello spazio aereo e del supporto alle truppe con implicazioni organizzative, logistiche ed operative di cui non aveva esperienza e concetti e dottrine d’impiego completamente nuovi e da esplorare. Una sfida che la Forza Armata in pochi anni, e direttamente sul campo, ha vinto e che la pone, in questo particolare ambito, in una posizione di eccellenza che ha avuto riscontri positivi e il plauso degli alleati in ambito internazionale.

Proprio per le diverse dottrine d’impiego abbiamo chiesto al Magg. L.V. se ci sono delle diversità nel modo di pilotare un UAV rispetto ad un velivolo convenzionale e se chi arriva al reparto può provare un sentimento di frustrazione nel pilotare seduto a terra!
Direi che delle differenze ci sono e bisogna abituarsi, ma tutto avviene in maniera molto naturale dopo l’addestramento che può avvenire sia negli USA che direttamente qui da noi al reparto. Quando pilotiamo non vediamo fuori e seguiamo tutto dai nostri monitor, non è come pilotare un aereo convenzionale, ma poi si acquisisce la capacità di pilotare in entrambi i modi e questo, legato al fatto che quando siamo in missione è come se fossimo direttamente nell’azione fa passare qualunque possibile frustrazione, anzi, quello che facciamo diventa impagabile e di fondamentale importanza per tutti.
Un ausilio irrinunciabile ai piloti del 28° viene dalla 632° Squadriglia Collegamenti e dal suo MB-339A, che oltre ai suoi compiti istituzionali di collegamento e trasporto, assolve ad un altro compito molto importante e cioè l’addestramento ed il mantenimento delle ore di volo su velivolo convenzionale anche in previsione degli spostamenti ad altri reparti di volo dopo l’esperienza del Predator.




A conclusione della nostra review possiamo decisamente affermare che Amendola e il 32° Stormo, con i suoi velivoli ed il suo personale sono attualmente, e lo saranno ancora di più nel prossimo futuro, la punta tecnologica della Forza Armata proiettati lungo un cammino improntato a nuovi sviluppi e nuovi successi.

Aviation-report.com e gli autori desiderano ringraziare l’Ufficio Pubblica Informazione dell’Aeronautica Militare, il Comandante del 32° Stormo Col. G. Maragucci, il Comandante del 28° Gruppo Magg. L.V., e tutto il personale dello Stormo per la disponibilità, la professionalità e la cordialità con cui ci hanno accolto.

Testo: Stefano Monteleone
Immagini: Raffaele Fusilli e Stefano Monteleone

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