RAPTOR: “Any of numerous carnivorous birds that hunt and kill other animals”. In italiano Rapace, Rapitore. Trovarsi per caso a tu per tu con un rapace notturno, incrociare il suo sguardo ed essere colti da quel senso di mistero che avvolge questi animali è una sensazione unica, indescrivibile.

La loro espressione profonda, con quegli occhi grandi e frontali che sembrano quasi umani, muove nella nostra mente sentimenti contrastanti.

C’è chi li teme e chi ne rimane affascinato fin dal primo incontro tanto da volerne approfondire le conoscenze; sin dalla preistoria questi animali erano già presenti accanto ai primi esseri umani che li hanno ritratti in antichi dipinti rinvenuti all’interno delle caverne.

Un anno fa Aviation Report ha pubblicato un servizio ed immagini dopo aver visto “all’opera” l’incredibile ed elegante jet stealth di 5a generazione Lockheed Martin / Boeing F-22A Raptor, esibitosi durante il Royal International Air Tattoo 2016.

Nel corso della stessa manifestazione il pubblico e gli addetti ai lavori poterono così vedere in volo, evento inedito per l’Europa, sia il Raptor che il nuovissimo Lockheed Martin F-35A Lightning II; entrambi effettuarono diversi passaggi in formazione stretta, occasione per confrontare dimensionalmente le due macchine e valutarne le differenze di progetto.

Ma in questi giorni ricorre un altro importante anniversario: 20 anni fa, esattamente il 7 settembre 1997, il pilota collaudatore Paul Metz portò in volo per la prima volta il Raptor, designato definitivamente F-22A. Il volo venne eseguito e portato a termine con successo sui cieli della Dobbins AFB, in Georgia.

Ritorniamo a Fairford per l’edizione 2017, purtroppo condita dal maltempo che ha condizionato pesantemente le attività di volo in particolare modo nella giornata del sabato.

Questa volta i 2 Raptor dell’ACC Raptor Demo Display Team  erano parcheggiati proprio davanti all’ingresso nord, vicino a testata 09 in un’area dedicata all’USAF e non distanti dai Thunderbirds, anch’essi ospiti e protagonisti del Royal International Air Tattoo 2017.

L’F-22 si è esibito il venerdì mentre il sabato il display è stato purtroppo cancellato per le avverse condizioni meteorologiche: se il venerdì il meteo era accettabile seppur con sprazzi di luce ovattata da nuvole alte cumuniformi che lentamente iniziavano a coprire il pallido  cielo, il sabato un tetto di nuvole a 10000 piedi ed uno consistente a meno di 300 piedi con pioggia battente che via via è diminuita ha sconvolto i programmi di molti dei jet da combattimento. Il Raptor, entrato in pista, non ha ottenuto la clearance per il display ed è rientrato: display cancellato, heritage flight con P-51 Mustang annullato.

Qualcosa in più sul caccia F-22A Raptor

A vent’anni dal suo primo volo l’F-22 Raptor, oggi, resta l’indiscusso dominatore dei cieli e del combattimento aria-aria, ed ha ispirato vari progetti nel mondo come il nuovo Sukhoi T-50 russo o il Chengdu J-20 cinese.

Oggi, nessun aereo in produzione o in sviluppo combina le tre funzionalità che rendono ineguagliabile il Raptor F-22. I potenti motori a spinta vettoriale Pratt & Whitney F-119 possono spingere il caccia fino a Mach 1.5 senza post-bruciatore. Il sistema di “sensor fusion” integrato all’avionica, al radar Northrop Grumman APG-77 e alla suite di guerra elettronica BAE Systems ALR-74. I materiali radar-assorbenti e il design “furtivo” del velivolo rendono il Raptor ancora il più difficile jet da combattimento da tracciare sui radar.

Tutto questo unito ai continui aggiornamenti e all’elevato addestramento dei piloti hanno portato un notevole gap prestazionale e tecnologico con gli avversari.

A proposito di aggiornamenti, in agosto sono iniziati i test e la valutazione iniziale su Increment 3.2B, un aggiornamento software che aggiungerà la possibilità di utilizzare i missili AIM-120D e AIM-9X Block II. Questo aggiornamento migliorerà anche la capacità del sistema di guerra elettronica ALR-74 di geolocalizzare accuratamente gli obiettivi basandosi sulle loro emissioni elettromagnetiche. I test dovrebbero terminare il prossimo aprile, mentre l’aggiornamento di 150 F-22 Raptor inizierà a metà del 2019 per proseguire fino all’autunno del 2022.

Nonostante l’elevata tecnologia che contraddistingue questo aereo, il Raptor è però mancante di un sistema IRST e di un casco visore HMCS – Helmet-Mounted Cueing System. Per l’IRST ancora non sono state prese decisioni, non è una priorità e il sensore potrebbe compromettere la rilevatura radar del caccia. Per l’HMCS sono stati invece stanziati dei fondi e lo sviluppo dovrebbe iniziare nel 2019. Il casco visore consentirebbe di usufruire di tutte le potenzialità del missione AIM-9X Block II.

L’USAF ha previsto di mantenere in servizio il Raptor F-22 oltre il 2060 per almeno altri 45 anni, con un primo aggiornamento di mezza vita intorno al 2024. A partire dalla IOC, raggiunta a dicembre 2015, il Raptor ha volato per 238.533 ore, delle quali il 5% circa, 11.583 ore, sono state volate in combattimento (dati forniti da ACC a metà agosto 2017).

Concludendo, potremmo dire che la maggiore limitazione al combattimento di questo aereo è il basso numero di aerei nella flotta. Oggi la flotta di produzione F-22 è di 183 aeromobili, nonostante i tre aerei persi in incidenti durante la storia del programma. Questo numero include 137 aeroplani in linea (Block 30/35), 16 aeroplani di test e 31 aeroplani per l’addestramento (Block 20). Come già scritto in un altro articolo, l’USAF dopo un attento studio ha concluso, tre mesi fa, che riaprire la linea di montaggio porterebbe a costi insostenibili. 50 miliardi di dollari per costruire altri 194 F-22.

Ricordiamo che l’F-22 nasce sostanzialmente da un programma di studio, degli anni ’70, per sostituire i caccia bombardieri F-105 ed F-111. Inizialmente avrebbe dovuto essere un caccia bombardiere in grado di utilizzare armamenti aria-aria e aria-suolo. Nel corso degli anni la trasformazione della minaccia sovietica, la mancanza di fondi e i continui tagli al bilancio e al programma hanno trasformato il velivolo in un caccia da superiorità aerea e poi limitato il numero di esemplari da produrre. Nel 2002 dopo l’ennesimo taglio al programma sono state reintrodotte le capacità aria-suolo, poi risultate molto utili anche in Siria (GBU-39 SDB – Small Diameter Bomb e le GBU-32 JDAM Joint Direct Attack Munition a guida JPS), senza però poter aumentare il numero di esemplari che si è così definitivamente fermato a 183 esemplari.

Testo: Gianluca Conversi 
Immagini: Gianluca Conversi / PSC Verona

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