Le origini del 15° Stormo risalgono al lontano 1931 quando venne costituito sull’aeroporto di Ciampino come reparto da bombardamento diurno. Dopo la fine della II Guerra Mondiale venne trasformato in reparto di volo “Servizio Ricerca e Soccorso” strutturato con diverse squadriglie dislocate su tutto il territorio nazionale. Venne equipaggiato con elicotteri AB204, AB47J, AB47J-3 e con velivoli ad ala fissa anfibi HU-16A dal 1951 al 1973 quando inizia la radiazione dei velivoli più anziani per iniziare a ricevere nel 1977 i nuovi elicotteri anfibi Sikorsky HH-3F Pelican.
L’elicottero HH-3F, acquisito inizialmente in 35 esemplari, attraverso le sue varie versioni ed aggiornamenti ha equipaggiato ed equipaggia tutt’ora i Gruppi C/SAR che compongo il 15° Stormo: 83° Gruppo C/SAR (Cervia), 85° Centro C/SAR (Pratica di Mare), 84° Centro C/SAR (Gioia del Colle), 82° Centro C/SAR (Trapani).

Le straordinarie capacità dell’elicottero, che gli consentono di operare in qualunque condizione metereologica e in qualsiasi contesto ambientale (mare, terra o montagna) sia di giorno ma soprattutto di notte, unite all’elevato addestramento degli equipaggi, fanno del 15° Stormo uno strumento indispensabile ed irrinunciabile della catena del soccorso aereo nazionale. La missione primaria dello Stormo è quella della ricerca e soccorso di eventuali piloti ed equipaggi militari che dovessero trovarsi in condizioni di pericolo a seguito di incidente di volo sia in territorio nazionale (SAR – Search and Rescue) che in territorio ostile e non permissivo in operazioni militari (C/SAR – Combat Search and Rescue), ma anche quello di concorrere con altri enti dello Stato al servizio nazionale di ricerca e soccorso e trasporto sanitario H24 a favore della popolazione civile. Proprio per questo motivo ogni Gruppo SAR mantiene un elicottero con relativo equipaggio in allerta per il decollo su allarme in 30 minuti o 120 minuti.Gli elicotteri del 15° Stormo infatti hanno partecipato ad innumerevoli missioni di soccorso a favore della popolazione civile durante molti eventi di calamità naturale, ricordiamo i più recenti iniziando dal terremoto dell’Aquila, il terremoto in Emilia Romagna, il naufragio della Costa Concordia all’isola del Giglio fino alle ultime alluvioni in Toscana nella zona del Grossetano; questo lavoro ha portato al salvataggio di oltre 7000 vite dalla costituzione del reparto. Ma gli HH-3F sono stati impiegati anche in missioni militari ed umanitarie all’estero a partire dagli anni 90 con la Somalia, l’Albania, il Kosovo fino ad arrivare all’Iraq dal 2003 al 2007 in supporto alle truppe a terra ed alle forze speciali con 3 macchine fisse in teatro per 4 anni. Non dimentichiamo infatti che questi elicotteri quando impiegati in queste missioni possono essere equipaggiati anche di armamento di bordo per fronteggiare eventuali reazioni nemiche.
Un’altra missione di cui si parla poco ma che è di fondamentale importanza nell’ambito “Combat” è la SMI (Slow Movers Interception) ovvero la sorveglianza e la sicurezza dello Spazio Aereo da eventuali minacce portate da velivoli lenti e di piccole dimensioni in occasione di grandi eventi pubblici, come avvenuto ad esempio nel Luglio del 2001 durante il G8 di Genova.Il 15° Stormo partecipa inoltre a tutte le più importanti esercitazioni nazionali ed internazionali come il TLP (Tactical Leadership Program) in Spagna, la Grifone in Italia, le S.A.R. MEDOCC (SAR Mediterraneo Occidentale) esercitazioni SAR nell’ambito di accordi internazionali di cooperazione con le nazioni che si affacciano sul bacino del Mediterraneo quali Francia, Spagna, Malta e Tunisia. Inoltre il personale dello Stormo annualmente e in diverse zone d’Italia si addestra insieme al personale del CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico), simulando il rischieramento di una cellula del RCC (Rescue Coordination Center) in una zona d’operazione per la ricerca di un aereo precipitato per poter addestrare il personale del CNSAS all’uso dell’elicottero dell’Aeronautica e all’uso delle procedure di soccorso della Forza Armata.
HH3F Aeronautica Militare
SAR Aeronautica MilitareHH139 SAR Aeronautica Militare
HH139 Aeronautica MilitareAbbiamo accennato al fatto che gli elicotteri HH-3F sono entrati in servizio negli anni 70 e nonostante l’alta affidabilità del mezzo qualche anno fa l’Aeronautica si è posta il problema dell’ammodernamento della flotta composta anche dall’elicottero HH-212. Proprio quest’anno, per consentire il completo rinnovamento degli assetti dedicati al soccorso aereo, è entrato in servizio il nuovo elicottero l’AgustaWestland AW-139, denominato HH-139A (Hospital Helicopter), del quale la Forza Armata ha acquistato 10 esemplari con 5 anni di manutenzione assicurata da parte della ditta Agusta (con un’opzione per altri 3 velivoli) di cui 4 sono già attualmente in linea presso l’81° CAE, per fini addestrativi, ma che saranno trasferiti all’84° Centro C/SAR di Gioia del Colle che sarà il primo gruppo di volo ad eseguire la transizione dall’HH-3F all’HH-139.

Il farewell del Pelican è previsto nel 2014 e fino a quel momento il 15° Stormo sarà equipaggiato con i due modelli di elicotteri per facilitare la transizione degli equipaggi di volo che dovranno abituarsi ad un mezzo aereo completamente diverso a partire da un cockpit tutto digitale tecnologicamente allo stato dell’arte di concezione molto diversa dall’attuale Pelican. Grazie proprio alla sua tecnologia avionica, ai suoi nuovi sensori ed apparati di navigazione e di missione l’HH-139 sarà in grado anch’esso di operare con condizioni meteo avverse come di giorno così di notte indifferentemente su mare che su terra.

Una sfida molto impegnativa che vedrà i piloti concentrati nella conversione al nuovo elicottero e nella continua allerta per il soccorso aereo.










Abbiamo avuto l’opportunità di visitare l’83° Gruppo C/SAR sull’aeroporto di Cervia sede anche del Comando del 15° Stormo, dell’81° CAE (Centro Addestramento Equipaggi), della 615 Squadriglia Collegamenti e del GEA (Gruppo Efficienza Aeromobili) per capire meglio le procedure d’intervento dello Stormo. Quando il 15° è arrivato a Cervia, a seguito del trasferimento da Pratica di Mare ad ottobre 2010, ha ereditato tutte le infrastrutture e l’organizzazione del 5° Stormo messo in posizione quadro nel Settembre 2010, potendo così assumere definitivamente la struttura organizzativa standard degli Stormi dell’Aeronautica.

Grazie all’elevata autonomia dell’HH-3F il raggio d’azione dell’83° Gruppo C/SAR si estende dal Golfo di Trieste fino a Pescara comprendendo anche parte dell’Appennino Tosco-Emiliano come area terrestre d’intervento. Questo Gruppo, come anche tutti gli altri, ha 5 equipaggi pronti per l’impiego e una sezione tecnica che provvede alla manutenzione degli elicotteri in coordinamento con il GEA di Cervia che funge da base madre.
Ogni equipaggio di volo è composto da un pilota, capo-equipaggio e comandante della missione che si occupa della condotta del volo, un secondo pilota che cura tutti gli aspetti della navigazione e delle comunicazioni, un aerosoccorritore e due O.SAR Operatori SAR i quali hanno competenze tecniche manutentive e sono di supporto in cabina durante la missione. A seconda dell’esigenza si possono comunque imbarcare altri aerosoccorritori o personale medico militare o civile per l’assistenza alle persone recuperate.
La procedura di intervento viene sempre coordinata dal RCC (Rescue Coordination Center) del COA (Comando Operazioni Aeree) dell’Aeronautica a Poggio Renatico che, ricevuta la richiesta di intervento da un altro ente locale quale la Prefettura, i Carabinieri o la Capitaneria di Porto, emette il task d’intervento e mette in allarme il Gruppo SAR più vicino all’area interessata al recupero ed ordina il decollo dell’elicottero. Da questo momento in poi tutte le procedure provate mille e mille volte in addestramento vengono messe in atto mettendo in luce la fondamentale importanza del CRM (Crew Resource Management) che, una volta in volo, permette un’estrema efficienza nelle comunicazioni e nelle azioni che avvengono tra i piloti e l’equipaggio di bordo indispensabile per la riuscita del recupero. Sull’elicottero ogni componente dell’equipaggio è protagonista ed addestrato ad operare insieme agli altri e, grazie all’elevata professionalità, tutti insieme contribuiscono al compimento della missione. Durante la missione tutti devono riferire e coordinarsi con il capo-equipaggio per consentirgli di prendere le opportune decisioni.

Spesso gli interventi avvengono insieme ai mezzi aerei di altri enti dello Stato, specialmente in caso di calamità naturali piuttosto gravi, e nella norma il primo ente che arriva sul luogo è quello che poi coordinerà e si interfaccerà con tutti gli altri. Molto spesso gli equipaggi dell’Aeronautica si sono trovati in questa posizione come avvenuto ad esempio per il naufragio della Costa Concordia dove un elicottero HH-3F ha coordinato in volo i primi interventi di salvataggio della Capitaneria di Porto e della Guardia di Finanza.

15° Stormo Aeronautica Militare

Coraggio e abnegazione lontano dai riflettori: gli Aerosoccorritori dell’Aeronautica Militare

Siamo abituati a pensare che l’Esercito, l’Aeronautica, la Marina abbiano un unico scopo: la guerra.
Non è così, ed è importante che le persone comuni possano capire in pieno funzioni e obiettivi delle nostre Forze Armate. Certo in primo piano c’è la difesa del Paese, ma in tempo di pace i compiti e le mansioni delle tante persone che hanno scelto di indossare una divisa sono altri e spesso molto importanti per la comunità civile. Ne parliamo con il Primo Maresciallo Massimiliano D’Alessandro, aereosoccorritore, uomo solido e abituato al pericolo, che in molti casi è riuscito a strappare uomini e donne alla morte.

aerosoccorritori aeronautica militareIl Primo Maresciallo D’Alessandro inizia la sua carriera in Aeronautica Militare nel 1988 e dopo una dura selezione interna alla Forza Armata diventa aerosoccorritore e viene assegnato alla 672 Squadriglia Collegamento e Soccorso e Recupero Radiobersagli a Perdasdefogu in Sardegna. Frequenta vari corsi come il Corso basico di sopravvivenza in montagna e assistenza ai feriti e nel 1992 viene assegnato all’83° Centro SAR (141 Squadriglia) di Rimini del 15° Stormo. Qui frequenta altri corsi di formazione ed aggiornamento tra i quali il Corso di sopravvivenza in mare, utile anche in caso di ammaraggio forzato dell’elicottero, quello per le nozioni di primo soccorso e il Corso Istruttori di sopravvivenza in montagna del 2011, tutto questo alternato a tante missioni e tanti salvataggi.

Maresciallo in che occasioni viene fatto intervenire il Soccorso Aereo dell’Aeronautica?
Normalmente interveniamo in una situazione di emergenza quando uno degli altri servizi di soccorso aereo come per esempio, quello dei vigili del fuoco o delle capitanerie di porto, non hanno potuto risolvere la situazione perché i mezzi a disposizione non erano tecnicamente adeguati a fronteggiare l’emergenza. Di solito in caso di forte mal tempo, di notte, o a seguito di una calamità di grande portata veniamo chiamati noi. I nostri equipaggi e i nostri mezzi aerei sono adeguatamente preparati ad intervenire in condizioni estreme grazie all’elevato addestramento e agli ausili tecnologici tipo gli NVG per la visione notturna.

Ma a quel punto non è troppo tardi?
Non sempre ma a volte lo potrebbe essere. Se ci sono persone cadute in mare un intervento tempestivo sarebbe fondamentale, in acqua, al freddo, un uomo non ha molta autonomia soprattutto perché intervengono altri fattori come il panico che possono peggiorare le cose, ma molte volte ho avuto la grande soddisfazione di salvare delle vite umane e questa soddisfazione mi ripaga di tante fatiche e dei rischi che corro.

Maresciallo lei si è trovato a nuotare in mari tempestosi con venti a forza 8, in alta montagna fra le rocce e il
ghiaccio, appeso al verricello dell’elicottero, ogni tanto ha avuto paura?
Si, a volte ho avuto paura e devo dire che un po’ di paura mi serve, mi fa evitare azzardi e rischi non calcolati ma la vinco grazie alla voglia di essere di aiuto per qualcuno. Ci addestriamo tutti i giorni e conosciamo bene i nostri limiti ma anche come superarli e fino a dove arrivare per salvare una vita umana senza però mettere a repentaglio la nostra o quella dell’equipaggio dell’elicottero.




Può raccontarci un episodio che le è particolarmente caro?
Aver salvato un bimbo di pochi mesi che non potevo imbragare: l’ho riparato nel mio giubbotto e mi sono fatto sollevare dal verricello insieme a lui, poi una volta sull’elicottero l’ho affidato ad un ragazzino di pochi anni che avevo precedentemente tratto in salvo e che se n’è occupato mentre io continuavo a portare in salvo le altre persone. Mi è rimasta in mente la grande maturità di quel ragazzino che ha capito il pericolo e, nonostante la paura, ha saputo accudire un bimbo indifeso più piccolo di lui. Tutto questo è accaduto durante l’alluvione di Cervinara (Av) del 15 dicembre 1999 quando l’AM in questo particolare episodio ha tratto in salvo 23 persone da un terrazzo di un edificio.

Lei ha affrontato nel corso del tempo, e tutt’ora a cicli, una preparazione rigorosa sia fisica che psicofisica che comprende svariati corsi di sopravvivenza sia in mare che in montagna e corsi di assistenza feriti, tutto ciò è conciliabile con una vita normale?
Di sacrifici io e i miei colleghi aerosoccorritori ne facciamo ma la soddisfazione e lo spirito di corpo che sempre ci contraddistingue ci ripaga e ci fa amare il nostro lavoro.

Grazie Maresciallo a lei e a tutti quelli come lei. Auguriamoci di non averne mai bisogno ma sapere che ci sono persone così (in Aeronautica Militare vi sono attualmente circa 70 aerosoccorritori in servizio attivo e pronto impiego) ci ricorda che il nostro è un grande Paese.

di Chiara Rosati

Aviation Report e gli autori desiderano ringraziare per l’opportunità il Comandante del 15° Stormo Col. F.Trozzi, l’Ufficio Pubblica Informazione dello Stato Maggiore Aeronautica, il Magg. F. D’Elia addetto stampa del 15° Stormo, il 1° M.llo M. D’Alessandro e tutto il personale dello Stormo per l’ospitalità, la professionalità e la cordialità con le quali ci hanno accolto.

Testo: Stefano Monteleone e Chiara Rosati
Immagini: Ufficio Pubblica Informazione/15° Stormo Aeronautica Militare, Stefano Monteleone

2 Risposte

  1. Aviation Report

    Hi Marcos tH*nk y*u very much! I hope also in a great farewell for this very important helo for our Air Force. Follow us and have a nice day

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